Concetti Chiave

  • Le leggi fascistissime trasformarono l'Italia in una dittatura con un partito unico e un governo responsabile solo davanti al re.
  • Modifiche amministrative inclusero la creazione dell'OVRA e la sostituzione del sindaco con il podestà, oltre a un tribunale speciale per gli oppositori.
  • Il regime instaurò una mancanza di libertà di stampa e associazione, abolendo il diritto di sciopero e di sindacato.
  • Il Gran Consiglio del Fascismo, controllato da Mussolini, impose una legge elettorale che richiedeva la tessera del partito per votare.
  • Le politiche economiche dal 1926 al 1943 si focalizzarono su protezionismo e autarchia, portando a un indebolimento del sistema produttivo e riduzione della capacità di acquisto.

Le leggi fascistissime

Il fascismo diventò una dittatura con le leggi fascistissime, che si possono dividere in tre categorie:

    • Modifiche alle istituzioni, con l'istituzione di un partito unico, di un capo del governo che può legiferare e ha la responsabilità solo davanti al re.

    • Modifiche amministrative, con la sostituzione di un sindaco dal podestà, la fondazione dell'OVRA (polizia segreta per gli antifascisti) e l'istituzioni del Tribunale speciale che andava a giudicare gli oppositori.

    • Modifica allo stato di diritto, con l'assenza della libertà di stampa e associazione, diritto allo sciopero e neanche i sindacati.

Il controllo del partito e la propaganda

Al vertice del partito c'era il Gran Consiglio del Fascismo controllato da Mussolini stesso, dove veniva discussa la linea politica, lo stato totalitario presenta una nuova legge elettorale in cui il Gran Consiglio presentava una lista unica e i cittadini dovevano approvarla ma per votare era necessaria la tessera del partito. Nel 1927 venne inoltre fondato l'ente radiofonico o EIAR, volto alla diffusione di informazioni censurate e nelle sale cinematografiche venivano proiettati i cinegiornali dell'istituto luce. Nel 1926 lo stato iniziò anche le trattative con la Santa Sede che si conclusero l'11 febbraio 1929 con l'istituzione dei patti lateranensi in cui: la chiesa riconosceva lo stato italiano e di Roma come capitale, l'Italia era tenuta a versare per la perdita dello stato pontificio, la religione cattolica venne istituita come religione di stato con il conseguente insegnamento nelle scuole e infine venivano riconosciuti gli effetti civili del matrimonio religioso.

Economia e autarchia fascista

Per quanto riguarda invece l'economia, dal 1922 al 1925 venne improntato uno stampo liberalista con il ministro delle finanze de Stefani che ottenne buoni risultati ma non bloccarono l'inflazione. Dal 1926 al 1943 il nuovo ministro Volpi basò l'economia su misure di protezionismo e la rivalutazione della lira con l'obiettivo di far corrispondere il cambio di 8 sterline a 9 lire. In questo periodo avvenne la battaglia del grano con l'aumento delle aree coltivabili e il miglioramento della coltivazione, in modo da arrivare all'autosufficienza italiana nel settore dei cereali. Fondamentale è l'intervento nell'agro Ponticino con la costruzione della città Littoria che si mostra come il primo passo verso l'autarchia e l'autosufficienza nella produzione del bisogno. Ma i costi sociali erano alti: i ceti medio-bassi videro diminuita la capacità di acquisto, venne data poca importanza al settore agricolo e si ottenne un grave indebolimento del sistema produttivo nazionale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali modifiche apportate dalle leggi fascistissime?
  2. Le leggi fascistissime introdussero un partito unico, un capo del governo con poteri legislativi e responsabilità solo verso il re, modifiche amministrative come la sostituzione del sindaco con il podestà e l'istituzione di un Tribunale speciale, e la soppressione della libertà di stampa e associazione.

  3. Come veniva controllata la propaganda durante il regime fascista?
  4. La propaganda era controllata dal Gran Consiglio del Fascismo, con una legge elettorale che imponeva una lista unica da approvare, e attraverso l'ente radiofonico EIAR e i cinegiornali dell'istituto luce, che diffondevano informazioni censurate.

  5. Quali furono le conseguenze economiche delle politiche fasciste?
  6. Le politiche economiche fasciste, inizialmente liberiste e poi protezioniste, portarono a una rivalutazione della lira e alla battaglia del grano per l'autosufficienza, ma causarono anche un grave indebolimento del sistema produttivo e una diminuzione della capacità di acquisto per i ceti medio-bassi.

  7. Quali furono gli accordi tra il regime fascista e la Chiesa cattolica?
  8. Gli accordi, noti come patti lateranensi, riconobbero lo stato italiano e Roma come capitale, stabilirono la religione cattolica come religione di stato e garantirono effetti civili al matrimonio religioso, con l'insegnamento della religione nelle scuole.

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