Concetti Chiave
- Eamon de Valera, figura chiave degli anni Trenta e Quaranta, fondò il partito Fianna Fáil e promosse un forte repubblicanesimo in Irlanda.
- De Valera abolì il giuramento di fedeltà alla monarchia britannica e annullò i legami giudiziari con la Gran Bretagna, consolidando l'indipendenza irlandese.
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, mantenne una posizione neutrale, rifiutando l'uso delle basi militari da parte della Gran Bretagna e resistendo alle pressioni statunitensi.
- Dopo la guerra, il declino politico di de Valera si manifestò con l'emergere del partito "Nuova Repubblica" e la vittoria del Fine Gael nel 1948, che proclamò l'Irlanda come Repubblica.
- La Gran Bretagna accettò la proclamazione dell'indipendenza irlandese, concedendo diritti equivalenti ai cittadini irlandesi residenti nel Regno Unito.
L'ascesa di Eamon de Valera
Negli anni Trenta e Quaranta, la storia politica dell’Irlanda è dominata dalla figura di Eamon de Valera, il quale si affermò nella scena politica irlandese, fondando il partito chiamato Fianna Fáil (= Soldati del destino); all’inizio, questo partito era caratterizzato da posizioni di centro-sinistra con un certo radicalismo; era fortemente repubblicano e contrario a mantenere dei legami stretti con la Gran Bretagna. Quando egli diventò primo ministro, l’Irlanda era scossa da una grave crisi economica. Immediatamente fece abolire il giuramento di fedeltà alla monarchia inglese e eliminò tutti i legami ancora esistenti fra Irlanda e Gran Bretagna a livello giudiziario. Nel 1936, fu abolito il Senato che costituiva il baluardo delle forze conservatrici del Paese. L’anno successivo fu abrogato unilateralmente il trattato del 1921 con la Gran Bretagna, senza alcuna reazione da parte di quest’ultima. Nel 1932, de Valera fu presidente della Società delle Nazioni a cui l’Irlanda aveva aderito 9 anni prima e, più tardi, si schierò a fianco degli Inglesi nel dibattito delle sanzioni contro l’Italia, colpevole di aver aggredito l’Etiopia. Quando l’URSS chiede di essere ammessa alla società delle Nazioni, esso si espresse in senso favorevole, mentre rischiò di diventare impopolare, rispondendo la richiesta dell’opinione pubblica di partecipare alla guerra civile di Spagna a sostegno del regime fascista del caudillo, Francisco Franco, nonostante anche le sollecitazioni provenienti dalla Chiesa cattolica. L’atteggiamento vigoroso ed indipendente di de Valera fece sì che esso diventasse ben presto il leader dei piccoli paesi all’interno della Società delle Nazioni.
Politica estera e neutralità
Durante la Seconda guerra Mondiale la situazione economica irlandese migliorò notevolmente grazie all’esportazione verso la Gran Bretagna, soprattutto di prodotti agricoli. Durante il conflitto, de Valera si mantenne neutrale; infatti, negò alla Gran Bretagna l’uso delle basi militari sul suolo irlandese, protestò contro la violazione tedesca delle acque territoriali dell’Irlanda e più tardi anche contro lo stanziamento a Londonderry, nell’Irlanda del Nord, di una base americana. Inoltre, nel 1941, resistette con forza alle pressioni statunitensi affinché egli allontanasse i diplomatici tedeschi e giapponesi. La popolazione appoggiò sempre le sue decisioni e, infatti, il suo partito ottenne un vero trionfo nelle elezioni del 1943 e del 1944.
Declino politico e nuova repubblica
La fine della Seconda Guerra Mondiale determinò un cambio e quindi un declino della fortuna politica di de Valera. Infatti, sulla scena politica arrivò un nuovo partito “Nuova Repubblica” che sosteneva un atteggiamento più vigoroso in tema di riunificazione. A seguito delle elezioni del 1948, arrivò al governo il partito Fine Gael che può essere considerato un partito di centro-destra, europeista, vicino alle posizioni cristiano-democratiche e del Partito laburista. Nel settembre dello stesso anno, il nuovo primo ministro, con una dichiarazione di politica costituzionale, rivendicò all’Irlanda il diritto alla piena sovranità e l’indipendenza sotto forma di Repubblica. La legge relativa proclamava l’uscita delle 26 contee dell’Eire dal Commonwealth e l’attribuzione al suo presidente di tutte le prerogative di un capo di Stato, comprese quelle esercitate fino ad allora, dalla monarchia inglese. Londra non si oppose agli sviluppi che erano in atto nell’Eire; addirittura, essa concesse gli stessi diritti dei sudditi inglesi ai cittadini della nuova Repubblica Irlandese residenti in Gran Bretagna. Da parte sua, il governo irlandese si impegnò solennemente a perseguire la riunificazione dell’Irlanda (mancava l’Ulster o Irlanda del nord) soltanto nel rispetto della volontà della maggioranza della popolazione di quel territorio.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Eamon de Valera nella politica irlandese degli anni Trenta e Quaranta?
- Come ha influenzato de Valera la politica estera dell'Irlanda durante la Seconda guerra Mondiale?
- Quali cambiamenti politici si sono verificati in Irlanda dopo la Seconda guerra Mondiale?
- In che modo de Valera ha affrontato le relazioni con la Gran Bretagna?
- Qual è stata la reazione della Gran Bretagna alla proclamazione della Repubblica Irlandese?
Eamon de Valera è stato una figura centrale nella politica irlandese, fondando il partito Fianna Fáil e diventando primo ministro, abolendo legami con la Gran Bretagna e affrontando una grave crisi economica.
Durante la Seconda guerra Mondiale, de Valera mantenne una posizione di neutralità, negando l'uso delle basi militari britanniche e resistendo alle pressioni statunitensi, guadagnando il sostegno della popolazione.
Dopo la guerra, il partito Fine Gael emerse sulla scena politica, portando a un declino della fortuna di de Valera e alla proclamazione della Repubblica Irlandese, con un nuovo impegno per la sovranità.
De Valera ha abolito il giuramento di fedeltà alla monarchia inglese e ha eliminato i legami giudiziari con la Gran Bretagna, dimostrando un forte spirito indipendente.
La Gran Bretagna non si oppose agli sviluppi in Irlanda e concesse diritti simili a quelli dei sudditi inglesi ai cittadini della nuova Repubblica Irlandese residenti in Gran Bretagna.