Concetti Chiave
- Dopo la morte di Stalin, il movimento civile ungherese, composto da intellettuali e studenti, criticò il regime stalinista e il controllo culturale.
- L'insurrezione del 1956 si trasformò in un ampio movimento antisovietico, con richieste di ritiro delle truppe sovietiche e libertà di stampa.
- Il governo di Nagy tentò di avviare una destalinizzazione, annunciando l'uscita dall'URSS e la formazione di un governo di coalizione.
- La reazione sovietica fu violenta, con i carri armati russi che ripristinarono il potere, portando alla condanna a morte di Nagy e all'esodo di 100.000 ungheresi.
- L'insurrezione influenzò i partiti comunisti occidentali, generando dissidi interni e promuovendo percorsi nazionali per il socialismo.
Il movimento civile ungherese
Dopo la morte di Stalin, l’Ungheria, che faceva parte delle paesi di oltre cortina, si preoccupò di rimediare ai danni provocati dall’industrializzazione forzata del paese, adottata nel rispetto del primo piano quinquennale che ricalcava il modello sovietico. Bisogna premettere che fin dal1953, in Ungheria si era formato un movimento civile, a cui avevano aderito intellettuali comunisti e gli studenti che avevano in comune una critica al sistema stalinista. Tale movimento che costituiva una sorte di intelligenzia, si ribellava alle varie forme di controllo culturale e ideologico del regime. Esso aveva dato vita al circolo Petöfi, dal nome del poeta e patriota ungherese che aveva gestito la rivoluzione del 1848 contro gli Asburgo. In quegli anni, la presidenza era occupata da Nagy che però era stato sostituito nel 1955 su diretta pressione dell’URSS, ma ritornò al potere a seguito di un’insurrezione popolare.
L'insurrezione del 1956
L’insurrezione ebbe luogo dal 24 al 28 ottobre 1956 e gli insorti si dovettero confrontare con Rákosi, uno stalinista duro en intransigente il quale fece allestire dei processi dimostrativi sia contro gli avversari di destra accusati di essere fascisti, sia contro i compagni di partito, accusati invece di deviazionismo e di essere vicini alle idee del maresciallo Tito. La situazione sfuggì di mano al potere locale e ci fu il primo intervento dei carri armati russi. Nel giro di poco tempo l’insurrezione si trasformò in un ampio movimento popolare antisovietico e anticomunista e al suo interno comparvero anche formazioni fasciste. Nel frattempo, a Budapest gli intellettuali, gli operai e gli studenti chiesero il ritiro delle truppe sovietiche, lo scioglimento della polizia segreta, libere elezioni e la libertà di stampa. Nagy formò allora un governo di coalizione a cui fece partecipare anche gli elementi moderati; annunciò che l’Ungheria sarebbe uscita dal Patto di Varsavia e, contemporaneamente, abolì le misure di oppressione derivate da Stalin. Che fino ad allora erano state imposte da Rákoski.
La reazione sovietica e le conseguenze
La risposta dell’URSS fu immediata e violenta.; i carri armati russi distrussero ogni di resistenza e, con il sangue, ristabilirono lo status quo. Nagy fu condannato a morte nel 1958 con l’accusa di aver favorito le attività fasciste e di essersi opposto allo’ideologia sovietica. Circa 100.000 ungheresi abbandonarono il paese per rifugiarsi nei paesi occidentali. A capo del governo, fu posto allora Kádár il quale, pur essendo molto fedele a Mosca, una volta ristabilito l’ordine, inizio timidamente un percorso di destalinizzazione. L’ insurrezione ungherese, unitamente alla crisi di Suez che aveva visto coinvolte la Francia e la Gran Bretagna, lasciava presagire un ritorno ai tempi della guerra fredda. Tuttavia, la svolta di Chruščëv e i fatti ungheresi produssero conseguenze all’interno dei grandi partiti comunisti occidentali, provocando in essi dei dissidi interni. Si fece pertanto strada l’idea secondo la quale la via unica al socialismo andava abbandonata ed era bene che ogni singolo partito comunista nazionale individuasse un percorso proprio per arrivare al socialismo.
Domande da interrogazione
- Quali furono le origini del movimento civile ungherese?
- Cosa accadde durante l'insurrezione del 1956 in Ungheria?
- Quale fu la reazione dell'URSS all'insurrezione ungherese?
- Quali furono le conseguenze politiche dell'insurrezione ungherese?
Il movimento civile ungherese si formò nel 1953, composto da intellettuali comunisti e studenti critici del sistema stalinista, e si oppose al controllo culturale e ideologico del regime, dando vita al circolo Petöfi.
L'insurrezione del 1956, avvenuta dal 24 al 28 ottobre, si trasformò in un ampio movimento popolare antisovietico e anticomunista, con richieste di ritiro delle truppe sovietiche e libertà di stampa, mentre Nagy formò un governo di coalizione.
L'URSS rispose in modo violento, inviando carri armati per schiacciare la resistenza e ristabilire lo status quo, portando alla condanna a morte di Nagy e all'emigrazione di circa 100.000 ungheresi.
L'insurrezione portò a dissidi interni nei partiti comunisti occidentali e alla consapevolezza che ogni partito comunista nazionale dovesse trovare un proprio percorso verso il socialismo, abbandonando l'idea di una via unica.