Concetti Chiave

  • Il subcontinente indiano ottiene l'indipendenza nel 1947, dopo anni di agitazioni guidate da Gandhi contro il dominio britannico.
  • La divisione politica tra India e Pakistan porta a violenti conflitti sociali e religiosi, culminando nell'assassinio di Gandhi nel 1948.
  • Pandit Nehru, primo ministro dal 1947 al 1964, promuove una politica di non-allineamento, cercando di mantenere l'India neutrale durante la Guerra Fredda.
  • La "rivoluzione verde" in India aumenta la produzione agricola ma genera dipendenza economica dalle multinazionali americane e impoverisce i contadini locali.
  • Nonostante l'aumento delle rese agricole, i costi per macchinari e fertilizzanti superano i benefici, causando un impoverimento generalizzato tra i contadini.

Indice

  1. Indipendenza del subcontinente indiano
  2. Divisione e conflitti post-indipendenza
  3. Politica di Nehru e rivoluzione verde
  4. Dipendenza economica e impatti negativi

Indipendenza del subcontinente indiano

Il subcontinente indiano riceve l’indipendenza nel 1947, allorché l’Inghilterra non è più in grado di controllare le agitazioni promosse da Gandhi prima di esso hanno ricevuto l’indipendenza, dalla Francia, incapace di reprimere militarmente le rivolte locali, la Siria ed il libano (1946); dall’Inghilterra, convinta di potervi comunque conservare la egemonia economica, la Mesopotamia, che prende il nuovo nome di Iraq (1946); e dagli stati uniti, che rimangono comunque padroni del paese, le filippine (1946).

Divisione e conflitti post-indipendenza

Una volta ricevuta l’indipendenza, il subcontinente indiano perde la sua unità politica, tra sanguinosi contrasti sociali e religiosi, nei quali rimane ucciso lo stesso Gandhi (1948), assassinato da un fanatico indù. La sua popolazione di religione e cultura indù dà infatti vita allo stato dell’india, mentre la popolazione di lingua e cultura musulmana si raggruppa nello stato del Pakistan (parola che vuol dire “terra dei puri”). Capo del governo dell’india rimane per lunghi anni pandit Nehru (1947- 1964), personaggio di grande spicco internazionale come fautore della famosa politica del “non-allineamento” (cioè né dalla parte degli stati uniti né da quella della Russia), di cui è, insieme al capo della Jugoslavia Tito, il massimo interprete mondiale.

Politica di Nehru e rivoluzione verde

Nonostante la sua neutralità politica lo stesso Nehru è spinto dalla situazione economica dell’India a vincolare il paese all’imperialismo americano. In India, un paese sovrappopolato, Nehru di fronte all’aumentare delle carestie chiede l’aiuto alimentare degli Stati Uniti. Questo aiuto è concesso, ma è legato alla condizione che l’india accetti di attuare la cosiddetta “rivoluzione verde”, progettata dagli Stati Uniti, come frutto delle ricerche dei suoi scienziati. Infatti fin dal 1943, “rivoluzione verde” significa coltivare varietà vegetali selezionate in laboratori scientifici che possono produrre una maggior quantità di cereali commestibili, e dunque di aumentare le rese senza aumentare la superficie coltivata.

Dipendenza economica e impatti negativi

Queste piante artificiali, non essendo come quelle naturali, il risultato di migliaia di anni di selezione naturale, hanno una minore resistenza alle malattie e una minore capacità di assorbimento delle sostanze naturali del terreno... La loro coltivazione richiede quindi macchine agricole, benzina, un grande impiego di fertilizzanti, grosse quantità di diserbanti contro le erbacce che i fertilizzanti fanno prosperare, e infine antiparassitari ed anticrittogamici per difenderli dalle malattie. Questa stessa “rivoluzione verde” è adottata, dopo l’india, dal Pakistan, dalle filippine, dalla Turchia, e dalla Birmania (dopo l’indipendenza concessa dall’Inghilterra a tale paese nel 1948).

Ovunque i risultati sono gli stessi e l’agricoltura di questi paesi diventa strettamente dipendente dalle multinazionali americane, dalle quali diventa necessario importare, per le ragioni spiegate, macchine, benzina, fertilizzanti, diserbanti, antiparassitari. Poiché l’importazione di questi prodotti esige capitali, solo i grandi imprenditori agricoli sono in grado di trarre vantaggio dalle maggiori rese della nuova agricoltura. Nonostante, il valore dell’aumento della produzione agricola è piu basso rispetto al valore delle importazioni necessarie per realizzare tale incremento. La “rivoluzione verde”, quindi, se arricchisce, in ultima analisi, piccoli gruppi di imprenditori locali e soprattutto le multinazionali americane, impoverisce, nella realtà dei fatti, i paesi che l’adottano, e questo impoverimento viene pagato dai milioni di contadini che vedono del tutto improduttiva la loro agricoltura di sussistenza, che è neanche più in grado di sfamarli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale dell'indipendenza del subcontinente indiano nel 1947?
  2. L'indipendenza del subcontinente indiano è stata principalmente il risultato delle agitazioni promosse da Gandhi, che hanno portato l'Inghilterra a non essere più in grado di controllare la situazione, simile a quanto accaduto in altri paesi come Siria e Iraq (1946).

  3. Quali conflitti sono emersi dopo l'indipendenza del subcontinente indiano?
  4. Dopo l'indipendenza, il subcontinente ha subito sanguinosi contrasti sociali e religiosi, culminati nell'assassinio di Gandhi nel 1948, e ha portato alla divisione tra India e Pakistan, basata su differenze religiose e culturali.

  5. Qual è stata la politica di Nehru riguardo all'agricoltura indiana?
  6. Nehru, nonostante la sua posizione di non-allineamento, ha dovuto legare l'India all'imperialismo americano, accettando l'aiuto alimentare in cambio dell'implementazione della "rivoluzione verde", che prevedeva l'uso di varietà vegetali selezionate per aumentare la produzione agricola.

  7. Quali sono stati gli effetti negativi della "rivoluzione verde" in India?
  8. La "rivoluzione verde" ha portato a una dipendenza dalle multinazionali americane per macchine e fertilizzanti, impoverendo i contadini locali e rendendo l'agricoltura di sussistenza non più in grado di sfamare la popolazione.

  9. Come ha influito la "rivoluzione verde" sull'economia agricola dei paesi che l'hanno adottata?
  10. Sebbene la "rivoluzione verde" abbia aumentato la produzione agricola, ha anche impoverito i paesi che l'hanno adottata, poiché i costi delle importazioni necessarie superavano il valore dell'aumento della produzione, beneficiando solo un ristretto gruppo di imprenditori e multinazionali.

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