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Concetti Chiave

  • L'Indocina, colonia francese, vide una lotta per l'indipendenza che portò alla completa autonomia di Cambogia, Laos e Vietnam dopo gli accordi di Ginevra del 1954.
  • Il Vietnam fu diviso in un Nord comunista e un Sud sostenuto dagli americani, con la previsione di una futura riunificazione attraverso libere elezioni, mai realizzatesi.
  • La crescente escalation americana, temendo il comunismo, si tradusse in un massiccio impegno militare, ma non riuscì a piegare la resistenza dei Vietcong, che utilizzarono con successo la guerriglia.
  • I movimenti di protesta giovanili emersero in risposta alle atrocità della guerra, portando a una crisi di identità tra gli americani e chiedendo la fine del conflitto.
  • Le trattative di pace avviate da Nixon culminarono negli accordi di Parigi del 1973, che portarono al ritiro delle truppe americane e alla caduta del regime di Saigon nel 1975.

Qual è la lotta per l'indipendenza indocinese?

L’Indocina era una colonia francese composta da Laos, Cambogia e Vietnam. Si innescò una lotto tra le popolazione indocinese e i francesi per conquistare l’indipendenza. La guerra fu una catastrofe per i francesi che si ritirarono dal territorio. Gli accordi di Ginevra del 1954 sancirono la completa indipendenza della Cambogia, Laos e Vietnam.

Divisione del Vietnam e tensioni politiche

Quest’ultimo venne diviso in due parti:

    • Il Nord, con capitale Hanoi, sotto la Repubblica Democratica, un regime comunista appoggiato da russi e cinesi.

    • Il Sud, con capitale Saigon, sotto il governo autoritario di Diem sostenuto dai francesi e dagli americani.

La divisione del Vietnam sarebbe dovuta essere provvisoria in quanto si era programmata una riunificazione del Paese a seguito di libere elezioni sotto il controllo delle Nazioni Unite.

La riunificazione si rivelò impraticabile. Nel 1955 nel Sud dilagò una guerriglia condotta dai Vietcong (“comunisti vietnamiti”) contro il governo di Diem. I Vietcong venivano aiutati dall’ esercito regolare del Vietnam del Nord e riforniti di ogni possibile aiuto dal governo di Hanoi, dall'Unione Sovietica e dalla Cina, che li sostennero pur non entrando direttamente in guerra e ciascuno per proprio conto.

Escalation americana e resistenza vietnamita

Gli americani, temendo una probabile vittoria elettorale dei comunisti e l’espandersi delle forze comuniste russe e cinesi, scesero in campo contro il Nord Vietnam. Kennedy escluse un intervento diretto in Vietnam, di conseguenza inviò migliaia di consiglieri militari. Dopo la sua morte, il suo successore Johnson iniziò nel 1965 la cosiddetta escalation. Gli americani si impegnarono sempre di più nel conflitto fino a rovesciare in Indocina tutto il loro potenziale bellico di mezzo milione di uomini e ingenti mezzi. Applicarono una strategia distruttiva che prevedeva bombardamenti massicci e l'utilizzo di armi come le bombe incendiarie al napalm.

La guerra, che doveva essere veloce e di facile vincita per gli Americani, divenne sempre più aspra e investì in varia misura anche gli altri paesi della penisola indocinese: Laos, Cambogia, Tailandia. Gli americani non riuscirono a piegare i vietcong, che seppero sfruttare al meglio la tattica della guerriglia, il loro radicamento presso la popolazione e le armi provenienti da dall'URSS e dalla Cina. L’allargarsi delle zone colpite, la sempre più evidente sconfitta americana, il pericolo che il conflitto indocinese degenerasse in un conflitto mondiale, la disumanità della lotta, le denunce sui metodi di guerra impiegati che vennero da parte di ex combattenti, mossero l'opinione pubblica statunitense che reclamò la fine del conflitto e il ritorno in patria dei soldati. Era considerata una guerra che sembrava doversi perpetuare all'infinito senza vinti né vincitori.

Movimenti di protesta e crisi di identità

A tal fine, si sollevarono movimenti di massa degli studenti universitari. Organizzarono pubblici dibattiti, marce dimostrative e sit-in. L’idea di movimento degli studenti si diffuse in altre realtà e l’opposizione alla guerra del Vietnam funzionò come collante tra la gioventù del paese. Il popolo americano si trovò davanti a una profonda crisi di identità. Protagonisti erano i giovani che avevano creduto al messaggio di fratellanza, di uguaglianza e di solidarietà di Kennedy e che l’America potesse portare nei paesi stranieri pace, libertà e democrazia (come era accaduto ad esempio durante le vittorie contro il fascismo e il nazismo). Ora si ritrovavano a far parte di un paese che si macchiava di atrocità verso popoli più deboli, poveri e bisognosi, per questo si schierarono con i vietnamiti e chiesero la fine delle guerre e dell’oppressione.

Resistenza alla leva e impatto generazionale

A causa di questo il governo americano tirò a se numerose critiche e perse la fiducia della maggior parte della sua popolazione, specialmente da quando il governo impose il servizio di leva agli studenti. Venivano per lo più prelevati gli studenti meno meritevoli e con le valutazioni più basse. A partire dal ’67, iniziò la resistenza alla leva organizzata. Ben 40 mila giovani americani si rifugiarono in Canada per sottrarsi alla condanna a 5 anni, conseguenza del rifiuto a combattere nel Vietnam. Nello stesso anno, la resistenza alla guerra si affacciò anche nelle stesse forze armate. La guerra del Vietnam rappresentò uno spartiacque decisivo tra le generazioni degli anni sessanta. Nel corso del biennio 1967 e 1968, infatti, accanto alle molte manifestazioni contro la guerra in Vietnam vi furono contestazioni relative ai programmi didattici e alla vita privata. La tenace resistenza del popolo vietnamita al colosso militare americano aveva dimostrato che l’organizzazione politica poteva sconfiggere la potenza tecnologica.

Trattative di pace e fine del conflitto

Spettò al successore di Johnson, il repubblicano Nixon, eletto nel novembre 1968, cercare la strada per uscire da una guerra e salvare la dignità del paese (ormai reputato una potenza debole). Vennero avviate trattative diplomatiche con la Cina e con i nord vietnamiti, che condussero, nel 1973, agli accordi firmati a Parigi dal Segretario di Stato Kissinger e dal primo ministro vietnamita. L’accordo prevedeva il completo ritiro delle truppe statunitensi impiegate nel Vietnam. Rimasto solo a combattere, il regime di Saigon non poté più resistere e cadde sotto il potere dei Vietcong il 30 aprile 1975. I soldati americani tornarono a casa. In patria li accolsero con fastidio, inoltre dopo alcune testimonianze vennero ritenuti degli assassini e dei tossicodipendenti. Furono ritenuti colpevoli di non aver vinto la guerra, emarginati e dimenticati. Il 24 giugno 1976 venne proclamata la Repubblica Socialista del Vietnam, con capitale Hanoi, che l'anno seguente entro a far parte dell'ONU.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale della lotta per l'indipendenza indocinese?
  2. La lotta per l'indipendenza indocinese è stata innescata dal desiderio delle popolazioni locali di liberarsi dal dominio coloniale francese, culminando nella ritirata dei francesi e negli accordi di Ginevra del 1954 che hanno sancito l'indipendenza di Cambogia, Laos e Vietnam.

  3. Come è avvenuta la divisione del Vietnam e quali erano le sue conseguenze?
  4. Il Vietnam è stato diviso in due parti, il Nord comunista e il Sud autoritario, con la promessa di una riunificazione attraverso libere elezioni. Tuttavia, la riunificazione si rivelò impraticabile, portando a una guerriglia nel Sud contro il governo di Diem, sostenuta dal Nord.

  5. Qual è stata la reazione degli Stati Uniti all'espansione del comunismo in Vietnam?
  6. Gli Stati Uniti, temendo la vittoria comunista, iniziarono a intervenire militarmente, inviando consiglieri e successivamente aumentando il loro impegno con l'escalation della guerra, che si tradusse in bombardamenti massicci e un ingente dispiegamento di truppe.

  7. In che modo i movimenti di protesta hanno influenzato l'opinione pubblica americana durante la guerra del Vietnam?
  8. I movimenti di protesta, guidati da studenti universitari, hanno unito la gioventù americana contro la guerra, portando a una crisi di identità nazionale e a una crescente richiesta di pace, in contrasto con le atrocità commesse durante il conflitto.

  9. Quali furono le conseguenze del ritiro americano dal Vietnam?
  10. Il ritiro americano, avvenuto con gli accordi di pace del 1973, portò alla caduta del regime di Saigon nel 1975 e a una stigmatizzazione dei soldati americani al ritorno in patria, che furono accolti con disprezzo e considerati responsabili della sconfitta.

Domande e risposte

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