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Concetti Chiave

  • Giolitti adottò un approccio politico duale, mostrando un volto democratico nel nord e un atteggiamento conservatore e corrotto nel sud.
  • Nel nord, il governo di Giolitti permise gli scioperi e introdusse riforme significative come la riduzione dell'orario di lavoro e la tutela della maternità.
  • La questione meridionale non fu affrontata, e durante l'era giolittiana il divario tra nord e sud aumentò, alimentando corruzione e clientele.
  • L'emigrazione italiana si sviluppò in due fasi: una iniziale tra il 1876 e il 1900 e una grande emigrazione dal 1900 alla prima guerra mondiale.
  • Le conseguenze dell'emigrazione furono miste, con invii di denaro che aiutarono l'economia locale, ma anche con lo spopolamento delle aree di origine.

Politica di Giolitti al nord

Giolitti aveva un modo di far politica dal doppio volto:

-un volto aperto e democratico nell’affrontare i problemi del nord.

-un volto conservatore e corrotto nello sfruttare i problemi del sud.

Riforme e benessere economico

Per quanto riguarda il nord Giolitti consentì gli scioperi e fece assumere al governo una posizione di neutralità di fronte ai conflitti sindacali. Rispondeva alle critiche dei conservatori che ritenevano la sua azione di governo troppo tollerante nei confronti dei movimenti operai. Giolitti varò alcune riforme:

-l’orario di lavoro venne diminuito a 10ore massimo.

-venne riorganizzata la cassa nazionale per l’invalidità e la vecchiaia dei lavoratori.

-venne tutelata la maternità delle lavoratrici e il lavoro dei fanciulli.

Vi fu un aumento dei salari. Nel nord vi era il benessere economico tipico della società di massa.

Giolitti fece altri interventi riformatori in campo ferroviario, con la statalizzazione delle ferrovie e le assicurazioni sulla vita per le quali creò un apposito ente, l’INA (istituto nazionale assicurazioni).

Questione meridionale e corruzione

Ma in tutto questo non avvenne affrontata la questione meridionale e nell’eta giolittiana il divario tra nord e sud del paese crebbe. Venne costruito l’acquedotto pugliese. Al sud vennero alimentate le clientele e corruzione. Vi furono gli scioperi del sud e Giolitti non fu neutrale: fece intervenire le forse dell’ordine attuando una pesante repressione. Il sud per Giolitti era un serbatoio di voti da controllare attraverso:

-i prefetti.

-per mezzo delle forze dell’ordine che arrestavano i sindacalisti.

-ricorrendo alla corruzione e alle minacce.

Emigrazione e sue fasi

La grande emigrazione dell’eta giolittiana

I salari dei lavoratori del sud scesero portando in tutto il medio oriente povertà e disoccupazione. Molti contadini rimasti disoccupati si videro costretti a partire in cerca di lavoro verso l’estero incrementando l’emigrazione. Il fenomeno dell’emigrazione di divide in 2 fasi: la prima fase tra 1876 e 1900 fu individuale, perché le persone partivano da sole lasciando in patria la propria famiglia ed erano soprattutto maschi di età giovane. Emigravano in Francia, Germania, Argentina, USA. La seconda fase va dal 1900 alle prima guerra mondiale coincide con l’età giolittiana. E’ chiamata grande emigrazione e durò 14 anni dove la gente andò in Francia e USA.

Conseguenze dell'emigrazione

La Francia fu una meta privilegiata soprattutto per chi veniva dal nord Italia. Ne derivarono non pochi problemi di convivenza con la popolazione locale. I lavoratori francesi accusavano gli italiani di rubare il lavoro. L’episodio più grave di intolleranza verso gli italiani si verificò nel 1893 a Aigues-Mortes nel sud della Francia, in quell’occasione alcune decine di operai italiani furono massacrati dalla folla.

Vi furono conseguenze positive e negative. Portò un po di ricchezza nelle terre più povere. Chi lavorava all’estero mandava in Italia parte della propria paga, le rimesse, aiutando cosi l’economia dei paesi d’origine. I lavoratori rimasti non erano più in sovrannumero. Le conseguenze negative furono lo spopolamento.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il doppio volto della politica di Giolitti?
  2. Giolitti adottava un approccio aperto e democratico nel nord, affrontando i problemi con tolleranza verso i movimenti operai, mentre nel sud mostrava un volto conservatore e corrotto, sfruttando le difficoltà locali per mantenere il controllo politico.

  3. Quali riforme Giolitti ha introdotto per migliorare le condizioni lavorative nel nord?
  4. Giolitti ha introdotto diverse riforme, tra cui la riduzione dell'orario di lavoro a un massimo di 10 ore, la riorganizzazione della cassa nazionale per l'invalidità e la vecchiaia, e la tutela della maternità e del lavoro minorile, contribuendo al benessere economico della regione.

  5. Come ha gestito Giolitti la questione meridionale e quali sono state le conseguenze?
  6. Giolitti non affrontò adeguatamente la questione meridionale, alimentando corruzione e clientele, e attuando una pesante repressione contro gli scioperi nel sud, il che portò a un aumento del divario tra nord e sud.

  7. Quali sono le fasi dell'emigrazione durante l'era giolittiana e quali problemi ha causato?
  8. L'emigrazione si divide in due fasi: la prima (1876-1900) era individuale, mentre la seconda (1900-1914) è la grande emigrazione. Questo fenomeno ha portato a problemi di convivenza in Francia, dove gli italiani furono accusati di rubare lavoro, e ha causato spopolamento nelle regioni di origine.

Domande e risposte

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