Concetti Chiave

  • Il sistema elettorale definisce le regole per il voto e la candidatura, regolando anche le modalità di scrutinio e risultato tramite leggi ordinarie.
  • Esistono due tipi principali di sistemi elettorali: il sistema maggioritario, che prevede collegi uninominali, e il sistema proporzionale, che consente l'elezione di più deputati in base ai voti ricevuti.
  • Il Regno d'Italia, nel 1861, adottò un sistema maggioritario uninominale a suffragio ristretto, limitando il diritto di voto a una piccola parte della popolazione maschile.
  • Il suffragio universale maschile fu introdotto nel 1912, ma il sistema proporzionale si instaurò solo nel 1919, prima di essere compromesso dall'arrivo del regime fascista nel 1922.
  • Nel 1946, dopo la Seconda guerra mondiale, si introdusse il suffragio universale, includendo per la prima volta anche le donne nel diritto di voto.

Definizione e tipi di sistemi elettorali

Il sistema elettorale è l'insieme di regole che definisce i requisiti necessari per partecipare al voto come elettore e come candidato all'elezione e stabilisce le modalità dello scrutinio. I meccanismi attraverso i quali si svolge la consultazione elettorale e se ne calcolano i risultati, di norma sono regolate da leggi ordinarie. Sono molti sistemi a cui si può ricorrere, ma la distinzione fondamentale può essere ridotta a quella tra sistema maggioritario e sistema proporzionale. Il primo prevede in genere un collegio uninominale, ossia ogni circoscrizione in cui il territorio è suddiviso a fini elettorali elegge un deputato, quello che ha ricevuto più voti. Nei sistemi proporzionali invece ogni collegio elegge più deputati e la ripartizione dei seggi è stabilita in proporzione ai voti raccolti da ciascuna lista.

Evoluzione storica del sistema elettorale italiano

Quando nel 1861 fu proclamato il Regno d'Italia si decise di estendere a tutta la penisola il sistema elettorale del Regno di Sardegna, introdotto con lo statuto Albertino nel 1848: l'elezione avveniva sulla base di un sistema maggioritario uninominale a suffragio ristretto. Il suffragio era ristretto perché il diritto di voto era molto limitato: le lezioni coinvolgevano circa il 2% della popolazione totale in quanto avevano diritto di voto solo i cittadini maschi di almeno 25 anni, che erano in grado di leggere e scrivere e pagavano imposte dirette annue per almeno 40 lire.

Riforme e cambiamenti nel XX secolo

Il grande cambiamento avvenne soltanto nel 1912 con l'introduzione del suffragio universale maschile da parte del quarto governo Giolitti. Acquisirono il diritto di voto tutti i cittadini maschi al di sopra dei 30 anni. A modificare il sistema italiano contribuì la prima guerra mondiale, che diede una spinta decisiva all'ingresso delle "masse" nella vita politica. La riforma del 1919 introdusse il sistema proporzionale. Questo sistema durò poco perché con l'avvento del potere di Mussolini nel 1922 si avviò uno smantellamento delle strutture democratiche. Nel 1924 la legge Acerbo introdusse un fortissimo premio di maggioranza in base al quale ⅔ dei seggi andavano alla lista che avesse raggiunto il 25% dei voti. Il ritorno al sistema democratico si ebbe al termine della Seconda guerra mondiale con le elezioni dell'Assemblea costituente del 2 giugno 1946. Per la prima volta fu introdotto un autentico suffragio universale, con l'estensione del voto alle donne.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra sistema maggioritario e sistema proporzionale?
  2. La differenza principale risiede nel modo in cui vengono eletti i rappresentanti: nel sistema maggioritario, ogni circoscrizione elegge un solo deputato, mentre nel sistema proporzionale, ogni collegio elegge più deputati e i seggi sono ripartiti in base ai voti ricevuti da ciascuna lista.

  3. Come è evoluto il sistema elettorale italiano dal 1861?
  4. Nel 1861, il sistema elettorale era basato su un suffragio ristretto e un sistema maggioritario uninominale. Solo nel 1912, con l'introduzione del suffragio universale maschile, il diritto di voto si ampliò, e nel 1919 fu adottato un sistema proporzionale, che però fu poi modificato durante il regime fascista.

  5. Quali furono le conseguenze della Prima guerra mondiale sul sistema elettorale italiano?
  6. La Prima guerra mondiale portò all'ingresso delle "masse" nella vita politica, contribuendo all'introduzione del suffragio universale maschile nel 1912 e alla riforma del 1919 che adottò il sistema proporzionale, segnando un'importante evoluzione democratica.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community