Concetti Chiave
- L'espansione coloniale nel XIX secolo raggiunse il suo apice negli ultimi trent'anni, con un focus particolare su Africa e Asia.
- Francia e Inghilterra si distinsero nel colonialismo, affrontando attriti significativi, in particolare riguardo all'Egitto.
- L'Italia, sotto il governo di De Pretis, avviò la sua espansione coloniale occupando il porto di Massaua nel 1885.
- Il trattato di Uccialli del 1889 con l'imperatore Menelik d'Etiopia portò all'occupazione italiana di territori somali e alla creazione della Colonia Eritrea.
- La sconfitta italiana ad Adua nel 1896 segnò un cambiamento nella politica etiope e contribuì a un grave malcontento in Italia, culminato nell'assassinio di Umberto I nel 1900.
L'espansione coloniale nel XIX secolo
L’espansione coloniale, la ricerca cioè di nuove terre e di nuovi mercati soprattutto in Africa e in Asia, ebbe il suo apogeo negli ultimi 30 anni del XIX secolo.
Conflitti e trattati in Africa
In essa si distinsero la Francia e l’Inghilterra che ebbero anche seri attriti, soprattutto per l’Egitto; le ultime potenze che si fecero avanti nel campo coloniale furono la Germania e la Italia, che avevano raggiunto da poco l’unità nazionale. L’Italia aveva fatto i suoi primi acquisti coloniali sotto il governo di De Pretis, occupando il porto di Massaua nel Mar Rosso (1885). La penetrazione nel retroterra etiopico fu tentata dal successore del De Pretis, il siciliano Francesco Crispi, ex mazziniano e garibaldino. Nel 1889 il negus (imperatore) d’Etiopia, Menelik, firmò con l’Italia il trattato di Uccialli, accettando una specie di protettorato. In seguito a questo trattato l’Italia occupò terre della Somalia (1889) ed istituì la Colonia Eritrea (1890). Il governatore dell’Eritrea, generale Baratieri, iniziò la penetrazione nel Tigré, occupando Adua, Adigrat, Makallè, Amba Alagi.
La disfatta di Adua e le sue conseguenze
Ma il negus, istigato e rifornito di armi dai Francesi, mutò la sua politica e nel 1896, nella conca di Adua, i 15.000 uomini di Baratieri furono soprafatti da 80.000 etiopici, e costretti ad indietreggiare fino al Mareb. Crispi fu costretto a dimettersi e la guerra non fu ripresa. Questi avvenimenti, uniti ad altre calamità, come raccolti scarsi, rincaro del pane, tumulti popolari spietatamente repressi, provocarono nel paese un grave malcontento di cui fu indice l’assassinio di Umberto I, il Re buono, avvenuto a Monza per mano dell’anarchico Bresci il 29 luglio 1900.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali potenze coinvolte nell'espansione coloniale del XIX secolo?
- Qual è stato l'esito della battaglia di Adua e quali furono le sue conseguenze?
- Come si sviluppò la colonizzazione italiana in Eritrea?
Le principali potenze coinvolte furono la Francia e l'Inghilterra, seguite da Germania e Italia, che si affacciarono tardi nel campo coloniale, con l'Italia che iniziò i suoi acquisti sotto il governo di De Pretis nel 1885.
Nella battaglia di Adua del 1896, le forze italiane di Baratieri furono sconfitte da 80.000 etiopici, portando alla dimissione di Crispi e a un grave malcontento in Italia, culminato nell'assassinio di Umberto I nel 1900.
L'Italia occupò il porto di Massaua nel 1885 e, dopo il trattato di Uccialli del 1889 con l'Etiopia, iniziò a occupare terre somale e a istituire la Colonia Eritrea nel 1890, con il generale Baratieri che avviò la penetrazione nel Tigré.