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Concetti Chiave

  • Tra la fine dell'Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, l'Italia ha vissuto un intenso movimento migratorio, con oltre mezzo milione di partenze annue tra il 1900 e il 1914.
  • Durante il periodo tra le due guerre, la legislazione fascista e le restrizioni statunitensi hanno limitato l'emigrazione, causando marginalità e intolleranza verso gli emigranti italiani.
  • Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'emigrazione è ripresa, ma negli anni '70 si è invertita la tendenza con più rientri in patria rispetto alle partenze.
  • Negli anni '80 e '90, l'Italia si è trasformata in un paese di immigrazione, portando a significativi cambiamenti identitari e paesaggistici, insieme a fenomeni di rifiuto e discriminazione.
  • L'emigrazione italiana è stata organizzata attraverso reti logistiche di famiglie e associazioni, e documenti storici mostrano la realtà degli emigranti, spesso in condizioni difficili all'arrivo ad Ellis Island.

EDalla fine dell'Ottocento fino alla prima guerra mondiale si è prodotto un vasto movimento migratorio dall’Italia verso l’Europa e verso le Americhe. Negli anni 1900-1914 si sono raggiunte le punte più alte del fenomeno: si superano spesso il mezzo milione di partenze annue.

L'emigrazione tra le due guerre

Tra le due guerre, l’emigrazione all’estero è stata frenata dalla legislazione fascista, che si è sommata alle limitazioni opposte a nuove ondate di arrivi da parte degli Stati Uniti. Gli emigranti italiani non riuscivano sempre ad integrarsi nelle società ospitanti e si ebbero frequenti casi di marginalità ed episodi di intolleranza nei loro confronti.

Ripresa e trasformazione dell'emigrazione

Dopo la seconda guerra mondiale, l’emigrazione all’estero, particolarmente europea, riprendeva in maniera cospicua, per diminuire nettamente negli anni ’70, quando i rientri in patria cominciarono a superare le partenze. A partire dagli anni '80 e '90, l'Italia, insieme con i paesi dell'area mediterranea europea, comincerà a trasformarsi in un paese di prevalente immigrazione, subendo anche un mutamento paesaggistico e identitario considerevole. Tali cambiamenti stanno comportando anche aspetti negativi: di rifiuto, di discriminazione e di intolleranza.

Organizzazione e documentazione dell'emigrazione

L'emigrazione italiana, nei suoi momenti di maggiore intensità, è stata organizzata attraverso complesse reti logistiche basate su famiglie e associazioni di mutuo soccorso, tutti elementi che si ritrovano generalmente, ma con aspetti diversi, anche nelle immigrazioni sul nostro territorio. Molti documenti dell’epoca ci mostrano scene dell'emigrazione italiana degli inizi del '900, riferite al momento dell'arrivo al porto di Ellis Island, negli Stati Uniti. Le fotografie ritraggono vari aspetti delle epopee di questi migranti, ripresi sia sulla nave sia a terra e ci fanno vedere una realtà probabilmente ben diversa da quella che ci saremmo aspettati. I particolari che si notano sono la numerosità dei nuclei familiari (aspetto tipico di un paese in prevalenza agricolo con un basso livello di alfabetizzazione) e l'abbigliamento uniforme e poco curato dei migranti. Si ricorderà, inoltre, che a Ellis Island, prima di essere ammessi sul suolo statunitense, i nostri connazionali dovevano superare un test di intelligenza e numerosi esami medici, molti pertanto venivano rimpatriati dopo aver affrontato periodi durissimi di internamento.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali dell'emigrazione italiana tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale?
  2. L'emigrazione italiana in questo periodo fu caratterizzata da un vasto movimento migratorio verso l'Europa e le Americhe, con punte di oltre mezzo milione di partenze annue tra il 1900 e il 1914.

  3. Come influenzò la legislazione fascista l'emigrazione italiana tra le due guerre?
  4. La legislazione fascista frenò l'emigrazione all'estero, mentre gli Stati Uniti limitarono le nuove ondate di arrivi, portando a difficoltà di integrazione e a episodi di intolleranza nei confronti degli emigranti italiani.

  5. Quali cambiamenti ha subito l'Italia a partire dagli anni '80 e '90 riguardo all'immigrazione?
  6. A partire dagli anni '80 e '90, l'Italia si è trasformata in un paese di prevalente immigrazione, con un significativo mutamento paesaggistico e identitario, accompagnato da aspetti negativi come rifiuto, discriminazione e intolleranza.

Domande e risposte

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