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Concetti Chiave

  • Joséphine nacque nel 1763 nella Martinica e sposò Alexandre de Beauharnais nel 1779, ma il matrimonio fu infelice nonostante la nascita di due figli.
  • Dopo la morte del marito durante la Rivoluzione, Joséphine si trovò in difficoltà economiche ma riuscì a recuperare i beni sequestrati grazie a una legge favorevole.
  • Incontrò Napoleone Bonaparte durante una festa e si sposarono nel 1804, ma il loro matrimonio fu segnato da tradimenti e conflitti familiari.
  • Joséphine, dopo il divorzio nel 1809, mantenne il titolo di imperatrice e strinse rapporti influenti, continuando a ricevere sostegno da Napoleone.
  • Nonostante il divorzio, il legame tra Joséphine e Napoleone rimase forte, e lui non la dimenticò mai fino alla sua morte nel 1814.

Infanzia e matrimonio di Joséphine

Joséphine, nacque nel 1763, nella Martinica, una colonia francese nel mar dei Caraibi, dove la sua famiglia era proprietaria di una grande piantagione di canna da zucchero. Poiché a causa della frequenza degli uragani equatoriali, la cultura della canna diventava sempre meno redditizia, il padre decise di farle sposare il figlio dell’ex governatore dell’isola. Fu così che nel 1779 Joséphine, appena sedicenne, sposò, in Francia, Alexandre de Beaharnais. Fin dall’inizio il matrimonio non si rivelò ben assortito e : Joséphine rimproverava al marito di essere troppo intellettuale e dissoluto, mentre quest’ultimo rimproverava alla moglie la mancanza di cultura e la sua frivolezza e nemmeno la nascita di due figli, Ortensia e Eugenio, riuscì a sistemare la situazione. Grazie ad una zia del marito e ad alcune nobildonne conosciute in un convento in cui essa aveva passato un certo periodo per ordine del marito, Joséphine riuscì ad introdursi nei salotti di Parigi e a conoscere le buone maniere in uso in quel tempo.

Rivoluzione e tragedia familiare

Si arriva così al 1789. Alexandre si schierò con i liberali e fece parte degli Stati Generali convocati da Luigi XVI, come deputato della classe nobiliare. Pur essendo aristocratico, esso sposò la causa rivoluzionaria e nel 1791 arrivò ad essere eletto presidente dell’Assemblea Costituente. Dopo aver rifiutato l’incarico di ministro della guerra accettò di comandare l’esercito del Reno il cui compito era quello di difendere i confini, recentemente conquistati. Ma la campagna non ebbe gli esiti sperati e Magoza fu riconquistata dai Prussiani. Tornato in patria da sconfitto, Robespierre lo accusò di essere responsabile della disfatta e nel 1794 lo inviò alla ghigliottina. Anche Joséphine fu messa in carcere, ma riuscì a salvarsi perché Robespierre salì alla ghigliottina proprio cinque giorni dopo l’esecuzione del marito. La donna si ritrovò quindi vedova e con grandi difficoltà economiche che però riuscì a superare grazie ad una legge, approvata in quegli anni, che le permetteva di rientrare in possesso dei beni precedentemente sequestrati al marito.

Nuova vita e incontro con Napoleone

Quindi a 32 anni, Joséphine era una donna ricca, libera e di una buona estrazione sociale che suscitava l’interesse degli uomini che erano soliti frequentare i salotti parigini del dopo Terrore. Fra questi, si distinse Paul Barras, l’uomo forte del Direttorio che ben presto divento suo amante. È proprio durante una di queste feste che essa incontrò Napoleone Bonaparte, di sei meno di lei. I due si innamorarono e si sposarono nel 1804: da parte di entrambi esisteva una forma di interesse. Infatti per Napoleone, Joséphine rappresentava una sintesi fra l’ Ancien régime ed il nuovo post-rivoluzionario, mentre la donna fu spinta da Barras, in quanto Bonaparte era un giovane generale in carriera.

Vita matrimoniale e difficoltà

Pochi giorni dopo il matrimonio, Bonaparte partì per la campagna d’ Italia e la donna ne approfittò per condurre una vita spensierata e dissoluta, passando nella braccia di diversi amanti, fra cui un tenente degli ussari molto apprezzato nei salotti parigini e lo stesso Gioacchino Murat. Napoleone volle che Joséphine lo seguisse in Italia, ma la situazione non cambiò molto perché l’ussaro continuò la relazione, spostandosi anch’esso nella penisola. Le difficoltà che incontrava continuamente Joséphine derivavano sia dalla sua ben nota condotta, sia dall’avversione manifestata nei suoi confronti dalla famiglia Bonaparte che le rimproverava le spese eccessive ed il fatto di non aver dato ancora un erede a Napoleone. La nemica più accanita era la suocera, Maria Letizia Ramorino, che non volle nemmeno essere presente all’incoronazione di Napoleone anche se nella tela di Jean-Louis David essa viene raffigurata nell’intento di presiedere alla cerimonia. Durante la campagna d’Egitto, Joséphine riprese la relazione con l’ussaro e le voci della relazione clandestina giunsero alle orecchie di Bonaparte che rientrò rapidamente a Parigi con il fermo intento di divorziare. Ma ci ripensò, anche per intercessione della figliastra Ortensia.

Divorzio e vita post-Napoleone

Da quel momento Joséphine cambiò vita, chiudendo con i tradimenti e rimanendo fedele al suo sposo. Invece Bonaparte fu sempre più impegnato nelle campagne militari ed in relazioni con altre donne. Esse iniziò a comportarsi da mecenate, dimostrandosi generosa sia con gli amici e parenti che con le persone più bisognose e sofferenti in genere. Ciò a cui essa, invece, non riuscì mai a rinunciare fu il lusso che la portava a spendere somme folli. Una volta nominata imperatrice, nella cattedrale di Notre-Dame nel 1804, (nomina che essa non riteneva necessaria), tormentata dalla gelosia, Joséphine cominciò ad accusare il marito di essere sterile, anche se egli aveva avuto figli con alcune amanti, fra cui la celebre contessa polacca Maria Walesksa. Fu così che Napoleone iniziò a valutare la possibilità di divorzio che fu ufficialmente pronunciato nel 1809. La madre Letizia Ramorino che per odio nei confronti della nuora non aveva voluto partecipare all’incoronazione, questa volta fu ben contenta di essere in prima fila fra gli spettatori della cerimonia. Una volta divorziata, Joséphine ebbe una buona rendita e conservò il titolo di imperatrice; fra i due il legame non si interruppe mai, nemmeno dopo il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d’Asburgo e la nascita del tanto atteso erede, il re di Roma. Comunque essa seppe trarre vantaggi dalla nuova situazione: strinse amicizia con Luigi XVIII ed ottenne la protezione dello zar di Russia, Alessandro I.

Morì a 50 anni, nel 1814 e Napoleone non la dimenticò mai, nemmeno sul letto di morte.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'infanzia di Joséphine e come ha influenzato il suo matrimonio?
  2. Joséphine nacque nel 1763 nella Martinica, in una famiglia proprietaria di una piantagione di canna da zucchero. A sedici anni, fu costretta a sposare Alexandre de Beaharnais, ma il matrimonio si rivelò infelice a causa delle differenze caratteriali e culturali.

  3. Quali eventi segnarono la vita di Joséphine durante la Rivoluzione francese?
  4. Durante la Rivoluzione, il marito di Joséphine, Alexandre, fu giustiziato da Robespierre nel 1794. Joséphine fu incarcerata ma si salvò grazie alla caduta di Robespierre, ritrovandosi vedova e in difficoltà economiche, che superò recuperando i beni del marito.

  5. Come è iniziata la relazione tra Joséphine e Napoleone Bonaparte?
  6. Joséphine, dopo aver ottenuto la libertà e la ricchezza, incontrò Napoleone durante una festa a Parigi. I due si innamorarono e si sposarono nel 1804, attratti entrambi da interessi reciproci legati alla loro posizione sociale.

  7. Quali difficoltà ha affrontato Joséphine nel suo matrimonio con Napoleone?
  8. Joséphine affrontò difficoltà legate alla sua condotta e all'opposizione della famiglia Bonaparte, che la criticava per le spese e la mancanza di un erede. Le sue relazioni extraconiugali e la gelosia di Napoleone complicarono ulteriormente la loro vita coniugale.

  9. Qual è stata la sorte di Joséphine dopo il divorzio da Napoleone?
  10. Dopo il divorzio nel 1809, Joséphine mantenne il titolo di imperatrice e una buona rendita. Nonostante il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa, il legame tra i due non si interruppe mai, e Joséphine continuò a godere di protezione e amicizie influenti fino alla sua morte nel 1814.

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