Concetti Chiave

  • La conquista italiana della Libia si sviluppò in due fasi: la prima nel 1911-1912, superficiale, e la seconda sotto Mussolini, caratterizzata da violenza e repressione.
  • Nel 1911, l'Italia proclamò la sovranità sulla Libia, ma la resistenza locale fu forte e il controllo territoriale limitato, ridotto a sole città costiere durante la Prima Guerra Mondiale.
  • Nel 1919, dopo la guerra, l'Italia concesse ai Tripolitani cittadinanza e un parlamento, ma la resistenza continuò fino al 1924, specialmente in Cirenaica.
  • Nel 1934, fu istituito un governo generale in Libia, ma la resistenza all'occupazione italiana rimase persistente e poco organizzata.
  • Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Libia fu occupata da forze inglesi e francesi, mantenendo le leggi italiane e rinviando l’organizzazione di un futuro indipendente.

La conquista italiana della Libia

La conquista italiana della Libia comportò due fasi: la prima, realizzata negli anni 1911-1912, fu piuttosto superficiale ed approssimativa; la seconda fu portata a termine dal regime di Mussolini. Egli mise a punto degli strumenti di guerra tanto violenti quanto efficaci con lo scopo di decimare la popolazione locale pur di pacificare e rendere pacificabile la regione, definita “Uno scatolone di sabbia”, tale da renderlo ospitale per i numerosi coloni che vi si sarebbero stati trasferiti dall’Italia.

Sovranità italiana e resistenza locale

Nel 1911, il governo italiano proclamò la propria sovranità sulle regioni della Tripolitania e della Cirenaica, ribattezzandole col nome latino di “Libia” e sottraendole all’Impero Ottomano. All’inizio, la dominazione fu molto contrastata. Durante la Prima Guerra Mondiale il territorio veramente controllato si ridusse a poche città della costa. Finita la guerra, l’Italia riprese l’offensiva libica e nel settembre 1919 si arrivò ad un compromesso o “legge organica”: ai Tripolitani fu concessa la cittadinanza italiana, un proprio parlamento e fu permesso loro di mantenere dei corpi armati. Gli italiani cercarono anche di servirsi dell’emiro della Cirenaica, Idris al-Sanusi, ma quest’ultimo preferirò andare in esilio. Nonostante questo, nel gennaio 1922 la guerra riprese e dopo due anni di dura lotta, la Tripolitana fu sottomessa, mentre in Cirenaica la resistenza durò fino al 1924; la confraternita musulmana dei Senussi, che durante la guerra si era schierata con le potenze centrali e quindi contro l’Italia, continuava ad essere attiva anche perché godeva degli appoggi egiziani.

Riorganizzazione e resistenza continua

Soltanto nel 1929, la Tripolitania e la Cirenaica trovarono un’effettiva riunione con un unico governatore. Ad esse furono poi aggiunte la Sirtica, la Marmarica, il Fezzan e le oasi del Sahara. Nel 1934, fu costituito un governo generale della Libia, divisa in quattro provincie: Tripoli, Misurata, Bengasi e Derna oltre al territorio militare del Sahara. Cinque anni più tardi, le quattro province furono aggregate al territorio metropolitano italiano e fu concessa una cittadinanza italiana speciale ai musulmani.

Tuttavia, la resistenza all’occupazione italiana fu sempre molto forte anche se non molto strutturata. La Società delle Nazioni non prese nemmeno in considerazione la Libia ai fini dell’istituzione di un mandato per avviare gradualmente la Libia all’autogoverno.

Occupazione durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il territorio fu occupato dalle forze inglesi ma nemmeno in questi casi, i libici riuscirono ad organizzare le proprie energie per far valere il loro diritto all’indipendenza. Fra il 1942 e il 1943, il Fezzan fu occupato e governato dalla Francia mentre la Tripolitania e la Cirenaica passarono sotto l’amministrazione militare inglese, situazione che fu riconfermata dal Trattato di pace del 1947. Comunque, anche con la presenza francese e inglese, le leggi italiane rimasero pur con qualche modifica. Restava, tuttavia, il problema dell’organizzazione di una Libia indipendente che fu rimandato al periodo del dopoguerra.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le due fasi principali della conquista italiana della Libia?
  2. La conquista italiana della Libia si articolò in due fasi: la prima, tra il 1911 e il 1912, fu superficiale e approssimativa; la seconda, sotto il regime di Mussolini, mirò a decimare la popolazione locale per rendere la regione ospitale per i coloni italiani.

  3. Come reagì la popolazione locale all'occupazione italiana?
  4. La dominazione italiana fu inizialmente molto contrastata, con la resistenza che continuò anche dopo la concessione della cittadinanza italiana ai Tripolitani nel 1919, e la guerra riprese nel 1922, con la resistenza in Cirenaica che durò fino al 1924.

  5. Quali cambiamenti amministrativi furono apportati alla Libia nel periodo successivo alla conquista?
  6. Nel 1929, Tripolitania e Cirenaica furono unite sotto un unico governatore, e nel 1934 fu costituito un governo generale della Libia, divisa in quattro province, con la cittadinanza italiana speciale concessa ai musulmani nel 1939.

  7. Quale fu la situazione della Libia durante la Seconda Guerra Mondiale?
  8. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Libia fu occupata dalle forze inglesi e francesi, ma i libici non riuscirono a organizzarsi per rivendicare l'indipendenza; le leggi italiane rimasero in vigore, seppur con alcune modifiche, fino al dopoguerra.

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