Concetti Chiave
- La Carboneria, società segreta con scopi liberali e patriottici, si sviluppò in Italia durante la Restaurazione, partendo da origini legate a mutuo soccorso e possibili influenze massoniche.
- Durante il regno di Gioacchino Murat, la Carboneria attrasse un ampio supporto dalla borghesia e da altri strati sociali, promuovendo ideali di monarchia costituzionale e istanze repubblicane.
- Il cerimoniale di ammissione alla Carboneria era complesso, richiedendo un giuramento e la conoscenza di simboli segreti, con un forte riferimento alla purificazione e all'educazione civica.
- L'organizzazione interna della Carboneria era gerarchica, con nove gradi e divisioni territoriali in provincie, dipartimenti e "vendite", i luoghi di incontro dei membri.
- La Carboneria affrontava l'opposizione di altre società segrete legate alla Restaurazione, come i Calderari, che rappresentavano un simbolo di resistenza contro le sue ideologie liberali.
Origini della carboneria
La Carboneria era una società segreta con scopi liberali e patriottici che si affermò in Italia durante il periodo della Restaurazione, cioè dal 1815 in poi. Secondo alcuni storici, all’inizio, la Carboneria fu un’associazione di mutuo soccorso che riuniva militari di ranghi inferiori, sorta nell’Italia meridionale, con origini della “charbonnerie” della Franche-Contée. Altri studiosi hanno parlato, invece, di un’origine massonica; infatti, la Carboneria sarebbe nata dalla scissione tra i”maçons” che pretendevano di lavorare alla ricostruzione del tempio di Salomone, ossia del tempio della virtù e quelli che, invece, volevano purificare tutto con il fuoco del loro carbone. Qualcun altro ha invece visto nella nascita della Carboneria, un’azione dei Borboni e degli Inglesi, loro alleati.
Espansione e ideali
La Carboneria era già molto sviluppata nel regno di Napoli al tempo del regno di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte. In seguito al disagio causato dalla Restaurazione, essa trovò una nuova linfa sia nella borghesia che in altri strati sociali dove serpeggiava un notevole malcontento. Il programma politico della Carboneria, sostanzialmente, si fondava sulla richiesta di una monarchia costituzionale. Tuttavia, in alcuni casi, non mancavano posizioni repubblicane, orientate verso istanze di riforme sociali. Nel centro-nord, il programma prevedeva un chiaro obiettivo patriottico antiaustriaco.
Cerimoniale e simbolismo
Il cerimoniale necessario per essere ammessi nella setta era piuttosto complesso. Il neofita veniva accompagnato, con una benda sugli occhi, in una stanza in cui doveva rispondere ad un interrogatorio standardizzato e successivamente era tenuto a prestare giuramento. Che dopo essere stato sbendato doveva firmare. Solo allora egli poteva conoscere i segni che gli permettevano di rendersi conto di chi erano i suoi “cugini”, cioè gli altri membri della società segreta. Anche la simbologia carbonara era molto complessa. Per liberare la foresta dai lupi era necessario carbonizzare gli uomini: questa affermazione rappresentava l’obiettivo della Carboneria, cioè per liberare la terra dai tiranni (= i lupi) era necessario educare il cittadino alle virtù secondo l’esempio dato da Gesù Cristo. Questo riferimento religioso lascia trasparire la preoccupazione di non dover urtare la Chiesa, anche, se, invece, la setta fu condannata lo stesso da Pio VII, da Leone XIII e da Pio IX, rispettivamente nel 1821, nel 1825 e nel 1846.
Struttura e diffusione
La gerarchia interna comprendeva nove gradi: apprendisti, maestri, cavalieri di Tede, discepoli, apostoli, evangelisti, patriarchi, arcipatriarchi, potentissimi arcipatriarchi. Lo Stato carbonaro era diviso in provincie ed ogni provincia in dipartimenti, a sua volta divisi in monti, vendite e centri. Quindi l’organizzazione interna era molto capillare e di una certa complessità. Per “vendita” si indicava il luogo di riunione dei “cugini” in cui si tenevano le riunioni.
Tuttavia, bisogna precisare che la diffusione nella penisola italiana non era omogenea perché la Carboneria era priva della necessaria coordinazione. Infatti, nei territori sotto il dominio asburgico la presenza della Carboneria era molto limitata e in Toscana inesistente perché governo liberale del Granducato era visto con simpatia dai patrioti. In Piemonte essa era molto diffusa, ma le zone di maggior presenza erano lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie.
Opposizione e società rivali
Alla Carboneria si opponevano società segrete, legate alla Restaurazione come i Calderari, una società istituita dal Ministro di Polizia del Regno delle Due Sicilie, nel 1816. Il simbolo era costituito da una caldaia, sotto la quale brucia il carbone.
Domande da interrogazione
- Quali erano le origini della Carboneria e come si è sviluppata nel tempo?
- Quali erano gli ideali politici della Carboneria?
- Come avveniva l'ammissione nella Carboneria e quale significato aveva il suo cerimoniale?
- Qual era la struttura organizzativa della Carboneria?
- Quali erano le principali opposizioni alla Carboneria e quali società rivali esistevano?
La Carboneria nacque come un'associazione di mutuo soccorso tra militari di ranghi inferiori nell'Italia meridionale, con influenze massoniche e legami con i Borboni e gli Inglesi. Si affermò durante la Restaurazione, trovando sostegno nella borghesia e in altri strati sociali.
La Carboneria richiedeva una monarchia costituzionale, ma includeva anche posizioni repubblicane e istanze di riforme sociali, con un forte obiettivo patriottico antiaustriaco, specialmente nel centro-nord Italia.
L'ammissione richiedeva un complesso cerimoniale, con un interrogatorio e un giuramento. Il neofita, bendato, doveva firmare e apprendere i segni per riconoscere gli altri membri, simboleggiando l'importanza della segretezza e della comunità.
La Carboneria aveva una gerarchia interna con nove gradi e una struttura complessa suddivisa in province, dipartimenti, monti e vendite, che rappresentavano i luoghi di riunione dei membri.
La Carboneria si oppose a società segrete legate alla Restaurazione, come i Calderari, istituiti dal Ministro di Polizia del Regno delle Due Sicilie, il cui simbolo era una caldaia con carbone, rappresentando la contrapposizione ai valori liberali della Carboneria.