Concetti Chiave
- Durante la guerra, le condizioni di vita in Italia peggiorarono a causa dei bombardamenti, della scarsità di cibo e dell'aumento dei prezzi, generando proteste contro il fascismo.
- Nel luglio 1943, il re Vittorio Emanuele III chiese le dimissioni di Mussolini, portando all'arresto del dittatore e alla nomina del maresciallo Badoglio come nuovo leader.
- L'armistizio dell'8 settembre 1943 colse l'esercito italiano impreparato, causando la fuga del governo e disorientando i soldati, molti dei quali furono catturati dai tedeschi.
- I tedeschi occuparono rapidamente l'Italia, dividendo il paese in due: gli alleati controllavano il sud, mentre il nord era sotto il dominio tedesco e Mussolini fu messo a capo della Repubblica Sociale Italiana.
- La Repubblica Sociale Italiana, sostenuta dai tedeschi, instaurò un regime autoritario e partecipò alla deportazione degli ebrei, simile ad altre occupazioni naziste in Europa.
Condizioni di vita durante la guerra
Come negli altri paesi europei, anche in Italia durante la guerra le condizioni di vita divennero sempre più difficili. I bombardamenti aerei alleati, la mancanza di cibo, l’aumento dei prezzi diminuirono il consenso nei confronti del fascismo e cominciarono a sorgere numerose proteste (scioperi di Torino, marzo 1943).
Caduta del regime fascista
Quando nel luglio 1943 le truppe alleate sbarcarono in Sicilia, l’Italia aveva ormai perso la guerra. Temendo di perdere anche il trono, il re Vittorio Emanuele III intervenne. Dopo che una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, il massimo organo del partito fascista, aveva approvato una mozione critica nei confronti di Mussolini, il re gli chiese le dimissioni e lo fece arrestare (25 luglio 1943), sostituendolo con il maresciallo Badoglio. Grandi manifestazioni popolari festeggiarono la fine del regime, ma furono represse dalla polizia e dall’esercito. A Bari l’esercito uccise 23 persone e ne ferì 70. Intanto il nuovo governo trattava segretamente con gli anglo-americani ed il 3 settembre firmò un armistizio: l’Italia si arrendeva senza condizioni.
Armistizio e caos militare
L’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, colse l’esercito del tutto impreparato, privo di istruzioni sul comportamento da tenere verso l'esercito tedesco. Il re ed il governo di Badoglio fuggirono al sicuro nei territori sotto controllo anglo-americano. Gli ufficiali non sapevano che ordini dare alle truppe e spesso si diedero alla fuga. I soldati, disorientati e convinti che, almeno per loro, la guerra fosse finita, lasciarono le caserme e cercarono di tornare a casa, aiutati dalla popolazione e braccati dai tedeschi. Molti (circa mezzo milione) furono catturati e deportati in Germania. I reparti che opposero resistenza ai tedeschi furono massacrati dalle forze tedesche, di gran lunga superiori. Nell’isola greca di Cefalonia i tedeschi giustiziarono 5 000 soldati italiani, arresisi dopo una resistenza di sette giorni.
Occupazione tedesca e divisione dell'Italia
Senza incontrare resistenza, i tedeschi occuparono tutto il paese: anche l’Italia, come la Polonia nel 1939 o la Francia nel 1940, divenne territorio d’occupazione tedesca. A metà settembre 1943 l’Italia si trovò quindi tagliata in due: a sud di Napoli (liberatasi dai tedeschi a fine settembre 1943) il paese era sotto controllo degli alleati, a nord vi erano i tedeschi, che avevano liberato Mussolini dalla sua prigione sul Gran Sasso. Mussolini fu messo a capo della Repubblica Sociale Italiana (RSI o Repubblica di Salò, dal nome della cittadina sul lago di Garda dov'era situata la sede del nuovo governo), ed i cui sostenitori furono chiamati dai spregiativamente dai partigiani "repubblichini". Nell’Italia della RSI il potere era saldamente nelle mani dei tedeschi che, come negli altri paesi europei occupati, arrestarono e deportarono gli ebrei.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali difficoltà che gli italiani affrontarono durante la guerra?
- Come cadde il regime fascista in Italia?
- Quali furono le conseguenze dell'armistizio dell'8 settembre 1943?
- Come si sviluppò l'occupazione tedesca in Italia dopo l'armistizio?
Durante la guerra, gli italiani dovettero affrontare bombardamenti aerei, mancanza di cibo e aumento dei prezzi, che portarono a una diminuzione del consenso verso il fascismo e a numerose proteste, come gli scioperi di Torino nel marzo 1943.
Il regime fascista cadde quando, nel luglio 1943, il re Vittorio Emanuele III chiese le dimissioni di Mussolini dopo una mozione critica del Gran Consiglio del Fascismo, sostituendolo con il maresciallo Badoglio. Nonostante le manifestazioni popolari, la repressione da parte della polizia e dell'esercito fu violenta.
L'armistizio colse l'esercito italiano impreparato, portando alla fuga del re e del governo. Molti soldati, disorientati, cercarono di tornare a casa, ma circa mezzo milione furono catturati dai tedeschi, e le forze che opposero resistenza furono massacrati.
Dopo l'armistizio, i tedeschi occuparono l'Italia senza incontrare resistenza, dividendo il paese in due: a sud di Napoli sotto controllo alleato e a nord sotto il controllo tedesco, dove Mussolini fu rimesso a capo della Repubblica Sociale Italiana, con il potere saldamente nelle mani dei tedeschi.