Concetti Chiave
- Gorbaciov spostò la politica estera sovietica dalla coesistenza pacifica alla cooperazione con gli Stati Uniti, riducendo il potere militare e la produzione nucleare.
- Durante il colpo di Stato del 1991, Gorbaciov fu preso in ostaggio, ma la resistenza di Boris Eltsin e dei rivoltosi portò al fallimento dell'operazione.
- Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 segnò la fine del regime comunista e la nascita della Russia come Repubblica federale.
- Gorbaciov dovette affrontare l'indipendenza dei Paesi satelliti e le crescenti spinte nazionalistiche all'interno dell'URSS.
- La presidenza di Boris Eltsin, successiva al crollo, fu caratterizzata da una rapida privatizzazione e dall'adozione del capitalismo come modello economico.
Gorbaciov e la politica estera
In politica estera Gorbaciov si rese conto che il confronto con gli Stati Uniti non poteva essere vinto, parlando quindi di cooperazione e non più di coesistenza pacifica. Venne smantellato l’imponente sistema militare sovietico, vi fu la riduzione drastica della produzione nucleare e vennero ritirati i vari aiuti in giro per il mondo. Per procedere nelle sue riforme, Gorbaciov aveva bisogno di soldi e fu costretto a chiedere aiuto a vari Stati, in primo luogo agli Stati Uniti. In questo periodo Gorbaciov dovette poi assistere all’indipendenza di tutti i Paesi satelliti e al crollo del muro di Berlino. Nel 1990 all’interno dell’Unione Sovietica emersero le varie spinte nazionalistiche che erano sempre state represse. All’inizio si cercò di resistere, ma poi di fronte all’evidente sfacelo dell’URSS le varie popolazioni riuscirono a rendersi indipendenti. Gorbaciov non era molto amato dai russi, mentre per l’Occidente fu l’eroe che pose fine alla Guerra fredda e al regime comunista sovietico.
Il colpo di Stato del 1991
Gorbaciov, per risolvere la questione, intendeva dar vita a una Federazione di Repubbliche su modello statunitense. La riunione era prevista per fine agosto 1991, ma il 20 agosto vi fu un colpo di Stato a sorpresa. Un gruppo di generali ed esponenti conservatori del KGB presero in ostaggio Gorbaciov, assumendo il controllo dei principali centri politici di Mosca. Gorbaciov era prigioniero dei congiurati, ma era libero di spostarsi e non li condannò pubblicamente pur avendone la possibilità. Questo colpo di Stato però durò solo pochi giorni, perché Boris Eltsin, leader dei riformisti radicali, da Presidente del Parlamento russo, si rifiutava di riconoscere questo colpo di Stato, barricandosi nella sede parlamentare russa. I carri armati circondarono il Parlamento, ma si formò una folla di rivoltosi che bloccò gli attacchi e anche i soldati, che avevano l’ordine di sparare sul Parlamento, si unirono ai rivoltosi.
La fine dell'Unione Sovietica
I congiurati allora abbandonarono il potere e furono processati (Gorbaciov però li scarcerò quasi subito). Nel novembre del 1991 il PCUS si sciolse e il 25 dicembre del 1991 Gorbaciov rassegnò le dimissioni. L’Unione Sovietica non esisteva più. La Russia divenne una Repubblica federale e ottenne la consegna di tutti gli ordigni atomici disseminati in giro per il mondo durante la guerra fredda. I primi otto anni della Russia sono stati segnati dalla presidenza Eltsin. Con il crollo dell’Unione Sovietica vi fu la privatizzazione selvaggia e fu preso come modello l'Occidente attraverso l’adozione del capitalismo.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale strategia di Gorbaciov nella politica estera?
- Come ha influito il crollo dell'Unione Sovietica sulle repubbliche satelliti?
- Qual è stato l'esito del colpo di Stato del 1991?
- Quali cambiamenti ha portato la fine dell'Unione Sovietica nel contesto russo?
Gorbaciov ha riconosciuto che il confronto con gli Stati Uniti non poteva essere vinto, optando per la cooperazione anziché per la coesistenza pacifica, smantellando il sistema militare sovietico e riducendo la produzione nucleare.
Gorbaciov ha assistito all'indipendenza dei Paesi satelliti e al crollo del muro di Berlino, mentre le spinte nazionalistiche all'interno dell'URSS, precedentemente represse, sono emerse, portando alla loro indipendenza.
Il colpo di Stato del 20 agosto 1991, orchestrato da generali e conservatori, durò pochi giorni grazie alla resistenza di Boris Eltsin e dei rivoltosi, portando infine all'abbandono del potere da parte dei congiurati.
Con la fine dell'Unione Sovietica, Gorbaciov si dimise e la Russia divenne una Repubblica federale, avviando un periodo di privatizzazione e adottando un modello capitalistico ispirato all'Occidente.