Concetti Chiave
- L'unificazione tedesca è stata supportata dall'alleanza tra la borghesia industriale e l'aristocrazia degli Junker, che hanno modernizzato infrastrutture e riformato l'esercito sotto Bismarck.
- La guerra franco-prussiana, innescata da tensioni politiche, si concluse con la vittoria prussiana e il Trattato di Francoforte, che portò all'unità nazionale tedesca e alla proclamazione del Secondo Reich nel 1871.
- Il Secondo Reich, una federazione di 25 stati, vide il predominio della Prussia e la nascita di sfide interne come il Partito socialdemocratico e il partito cattolico Zentrum, affrontate da Bismarck con politiche di repressione e legislazioni sociali.
- Bismarck implementò una politica di protezionismo doganale per favorire lo sviluppo economico della Germania, rinunciando al colonialismo in favore dell'egemonia europea.
- Stabilì la Triplice Alleanza con Austria e Italia nel 1882 e organizzò congressi internazionali per gestire le tensioni legate all'espansionismo russo e alle controversie coloniali in Africa.
L'unificazione tedesca e Bismarck?
L’unificazione tedesca fu sostenuta dall’alleanza tra la borghesia industriale e l’aristocrazia terriera degli Junker, che aveva dato avvio alla modernizzazione di infrastrutture e industrie, e dalla riforma dell’esercito realizzata dal Primo Ministro Otto Von Bismarck, che consentì di ottenere alcuni territori danesi e di sconfiggere l’Austria, con l’aiuto dell’Italia, a Sadowa. Nel 1866 con la Pace di Praga nasceva la Confederazione della Germania del Nord, presieduta dal re Guglielmo I: centrale era la figura del cancelliere mentre il parlamento tedesco, il Reichstag, aveva solo competenze legislative.
La guerra franco-prussiana e il Secondo Reich
Solo la Francia si opponeva alla nascita della Germania: dopo che Isabella II fu costretta ad abbandonare il trono spagnolo, esso venne offerto al principe Leopoldo, parente di Guglielmo I, con disappunto francese; grazie al dispaccio di Ems, Bismarck riuscì a creare le condizioni per avviare la guerra franco-prussiana che si concluse con la sconfitta di Napoleone III a Sedan nel 1870 e la stipulazione del Trattato di Francoforte che stabiliva una pesante indennità di guerra alla Francia e la cessione alla Prussia di Alsazia e Lorena. Di fronte alla vittoria prussiana gli Stati tedeschi del Sud decisero di aderire al progetto di unità nazionale; nel 1871 venne stabilito il Secondo Reich e Guglielmo I divenne quindi imperatore tedesco (Kaiser).
Il Secondo Reich e le sfide interne
Il Secondo Reich era costituito da una federazione di 25 stati in cui la Prussia aveva ruolo predominante. All’interno del nuovo Stato le tradizionali forze politiche liberali persero la loro incisività ma in pochi anni emerse un nuovo partito di stampo cattolico (Zentrum), da subito considerato da Bismarck una minaccia. Quest’ultimo varò quindi alcune leggi volte a riaffermare la laicità dello Stato e portò avanti una campagna anticattolica a tutto campo la Kulturkampf. Dovette però affrontare un avvenimento ancora più temibile,la nascita del Partito socialdemocratico che si ispirava alle idee marxiste. Per contrastarne la rapida avanzata Bismarck cercò l’alleanza proprio coi cattolici che poco prima osteggiava e attuò una dura politica di repressione e in seguito anche una legislazione sociale estremamente avanzata che prevedeva l’introduzione di assicurazioni obbligatorie per gli operai, i malati e i pensionati.
Politica estera e alleanze di Bismarck
In ambito economico promosse una politica di protezionismo doganale che contribuì al poderoso sviluppo della Germania. In politica estera abbandonò il colonialismo alla salvaguardia dell’egemonia tedesca nel continente. Stipulò inoltre la Triplice Alleanza con l’Austria e l’Italia nel 1882 e convocò a Berlino due congressi internazionali per risolvere il problema dell’espansionismo russo e per appianare le controversie coloniali in Africa.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali fattori che portarono all'unificazione tedesca?
- Come si concluse la guerra franco-prussiana e quali furono le sue conseguenze?
- Quali sfide interne affrontò il Secondo Reich e come reagì Bismarck?
- Quali furono le principali politiche estere di Bismarck?
L'unificazione tedesca fu sostenuta dall'alleanza tra la borghesia industriale e l'aristocrazia terriera degli Junker, dalla modernizzazione delle infrastrutture e dall'efficace riforma dell'esercito di Bismarck, che portò a vittorie decisive contro l'Austria e alla creazione della Confederazione della Germania del Nord nel 1866.
La guerra franco-prussiana si concluse con la sconfitta di Napoleone III a Sedan nel 1870 e il Trattato di Francoforte, che impose pesanti indennità alla Francia e portò alla cessione di Alsazia e Lorena alla Prussia, favorendo l'adesione degli Stati tedeschi del Sud al progetto di unità nazionale e alla nascita del Secondo Reich nel 1871.
Il Secondo Reich affrontò sfide interne come l'emergere del partito cattolico Zentrum e del Partito socialdemocratico. Bismarck rispose con leggi per riaffermare la laicità dello Stato, una campagna anticattolica (Kulturkampf) e una legislazione sociale avanzata per contrastare il socialismo, cercando alleanze con i cattolici.
Bismarck promosse una politica di protezionismo doganale per lo sviluppo economico della Germania e abbandonò il colonialismo a favore dell'egemonia europea. Stipulò la Triplice Alleanza con Austria e Italia nel 1882 e convocò congressi internazionali per affrontare l'espansionismo russo e le controversie coloniali in Africa.