Concetti Chiave

  • Negli anni Ottanta, il partito socialista, guidato da Bettino Craxi, punta a conquistare un ruolo centrale nella politica italiana, contrastando sia la DC che il PCI tramite alleanze strategiche.
  • Craxi promuove riforme istituzionali per garantire governi stabili, come l'elezione diretta dei sindaci e del Capo dello Stato, e limiti per l'accesso dei partiti minori in parlamento.
  • Le elezioni del 1983 vedono un calo della DC e un aumento dei voti per il PSI, consentendo a Craxi di formare un governo di pentapartito e spostare il partito verso il centro politico.
  • Sotto i governi Craxi, l'Italia sperimenta una crescita economica significativa con un aumento della produttività e una riduzione dell'inflazione, mentre il PIL cresce del 3% all'anno.
  • Il governo di Craxi si caratterizza per un uso intensivo di decreti legge e voti di fiducia, evidenziando un approccio decisionista, come dimostrato dall'autorizzazione all'installazione di missili NATO in Italia nel 1984.

Indice

  1. L'ascesa del partito socialista
  2. Riforme istituzionali e politiche
  3. Elezioni del 1983 e governo Craxi
  4. Cambiamenti economici e governo Craxi
  5. Boom economico e decisionismo

L'ascesa del partito socialista

Nei primi anni Ottanta la forza politica che intende imporsi con energia nel panorama politico italiano è il partito socialista. Bettino Craxi, suo segretario politico, è deciso a procurarsi più ampi spazi nella gestione del potere. Così da un lato rifiuta la posizione di ruolo subalterno nei confronti della DC, e dall’altro vuole togliere al PCI la funzione egemone sulla sinistra. Per questi fini utilizza la politica delle “alleanze più convenienti” sia a livello nazionale sia soprattutto nelle amministrazioni locali (regioni, province e comuni), dove, a seconda delle opportunità più favorevoli per il PSI, si allea ora con la DC ora con il PCI, divenendo, di fatto, forza determinante di qualsiasi coalizione con progetti di rinnovamento sulla base di uno sviluppo capitalistico moderno.

Riforme istituzionali e politiche

Il partito di Craxi fa un dibattito sulle riforme istituzionali con lo scopo dichiarato di creare governi stabili e capaci di potere decisionale. Questo progetto di riforme prevedeva oltre che l’elezione diretta dei sindaci e del Capo dello Stato, anche la definizione di una soglia minima di voti necessari alle varie formazioni politiche per poter essere presenti in parlamento; e ciò per evitare la presenza in parlamento di formazioni politiche minori,. Nel 1982, Ciriaco De Mita, nuovo segretario della DC, avanza l’ipotesi di una riforma elettorale innovativa, anche se tende a favorire i partiti maggiori (DC e PCI) in funzione antisocialista. Questa ipotesi di riforma prevedeva che i partiti dichiarassero prima delle elezioni con quali forze intendessero formare il nuovo governo. In questo modo i socialisti, che erano la terza forza del paese, potevano perdere il potere di condizionamento delle altre forze politiche, e riprendere una posizione subalterna ai due maggiori partiti del paese.

Elezioni del 1983 e governo Craxi

Le elezioni politiche anticipate del giugno 1983 determinano una forte riduzione dei voti per la DC guidata da De Mita, che si è presentata all’elettorato prospettando l’esigenza di un maggior rigore nella spesa pubblica; il PCI consegue una lieve flessione, mentre il PSI di Craxi registra un miglioramento elettorale. Solo il partito repubblicano si evidenzia con un’affermazione relativamente consistente. Ma è Craxi a raccogliere i frutti della sua politica conflittuale nei confronti del PCI e di sostegno alle nuove attività economiche, riuscendo ad attirare al PSI larghi strati del ceto medio, così da spostare verso il centro il PSI e occupando posizioni tradizionalmente tenute dalla Democrazia cristiana. Così è a Craxi che viene data l’opportunità di formare un nuovo governo di pentapartito (PLI, DC, PRI, PSDI, PSI).

Cambiamenti economici e governo Craxi

Craxi riesce inoltre a tenere in piedi il più lungo governo della storia repubblicana: dal 4 agosto 1983 al 1° aprile 1986. Subito dopo si forma un secondo governo Craxi che durerà fino all’aprile 1987, da un partito che finisce col rivelarsi con l’antica tradizione socialista. Durante i due governi Craxi avvengono importanti cambiamenti in Italia, insieme a una congiuntura economica internazionale favorevole. Tra questi la produttività industriale riprende a salire ad un ritmo sostenuto e si verifica un riequilibrio della bilancia dei pagamenti, favorito anche dalla discesa del dollaro e dal ribasso del prezzo del petrolio sui mercati internazionali mentre il PIL (prodotto interno lordo, cioè la ricchezza complessiva del paese) cresce del 3% all’anno, e l’inflazione scende dal 16 al 4,3%.

Boom economico e decisionismo

La Borsa, in questi anni, riuscendo ad attirare i risparmi dei privati, conosce un vero e proprio boom, e quadruplica gli affari. Un aspetto negativo di tutto questo dinamismo economico consiste nel fatto che i profitti non sono indirizzati in investimenti produttivi, ma piuttosto in operazioni di tipo finanziario, nell’esclusivo interesse del mondo imprenditoriale. Craxi governa ricorrendo sempre più spesso ai decreti legge, che, se non approvati in tempo dal parlamento, sono regolarmente reiterati. Così pure, per superare i contrasti posti dalle opposizioni, ricorre sempre più di frequente al voto di fiducia, facendolo diventare una prassi parlamentare. Per evitare poi “il tranello dei franchi tiratori” (annidati nella DC, ma anche nel PSI) favorisce la possibilità di limitare la segretezza del voto. Il decisionismo di Craxi si mostra con la massima evidenza nel febbraio 1984, quando, nonostante numerose e vibranti contestazioni, autorizza la Nato ad installare i suoi missili in Italia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del partito socialista negli anni Ottanta?
  2. Il partito socialista, guidato da Bettino Craxi, mira a ottenere spazi di potere più ampi, rifiutando un ruolo subalterno rispetto alla DC e cercando di ridurre l'egemonia del PCI sulla sinistra, attraverso alleanze strategiche (testo).

  3. Qual è l'obiettivo principale del partito socialista negli anni Ottanta?
  4. Il partito socialista, guidato da Bettino Craxi, mira a ottenere spazi di potere più ampi, rifiutando un ruolo subalterno rispetto alla DC e cercando di ridurre l'egemonia del PCI sulla sinistra, attraverso alleanze strategiche (testo).

  5. Quali riforme istituzionali propone il partito socialista?
  6. Il partito di Craxi propone riforme per creare governi stabili, tra cui l'elezione diretta dei sindaci e del Capo dello Stato, e una soglia minima di voti per l'accesso al parlamento, per limitare la presenza di formazioni politiche minori (testo).

  7. Quali riforme istituzionali propone il partito di Craxi?
  8. Il partito di Craxi propone riforme per creare governi stabili, tra cui l'elezione diretta dei sindaci e del Capo dello Stato, e una soglia minima di voti per l'accesso al parlamento, per limitare la presenza di formazioni politiche minori (testo).

  9. Come si sono svolte le elezioni politiche del 1983?
  10. Nelle elezioni del 1983, la DC subisce una riduzione dei voti, mentre il PSI di Craxi registra un miglioramento, permettendo a Craxi di formare un governo di pentapartito, spostando il PSI verso il centro (testo).

  11. Come si sono svolte le elezioni politiche del 1983?
  12. Nelle elezioni del 1983, la DC subisce una forte riduzione dei voti, mentre il PSI di Craxi registra un miglioramento, permettendo a Craxi di formare un governo di pentapartito, spostando il PSI verso il centro (testo).

  13. Quali cambiamenti economici avvengono durante i governi di Craxi?
  14. Sotto i governi di Craxi, l'Italia vive importanti cambiamenti economici, con un aumento della produttività industriale, un riequilibrio della bilancia dei pagamenti e una crescita del PIL del 3% all'anno, mentre l'inflazione scende drasticamente (testo).

  15. Quali cambiamenti economici avvengono durante i governi di Craxi?
  16. Sotto i governi di Craxi, l'Italia vive importanti cambiamenti economici, con un aumento della produttività industriale, un riequilibrio della bilancia dei pagamenti e una crescita del PIL del 3% all'anno, mentre l'inflazione scende drasticamente (testo).

  17. Qual è il metodo di governo di Craxi e come influisce sul Parlamento?
  18. Craxi adotta un approccio decisionista, ricorrendo frequentemente a decreti legge e al voto di fiducia, modificando le prassi parlamentari e limitando la segretezza del voto per evitare conflitti interni, come dimostrato dall'autorizzazione all'installazione di missili NATO in Italia (testo).

  19. Qual è il metodo di governo adottato da Craxi e quali sono le sue conseguenze?
  20. Craxi adotta un metodo di governo decisionista, ricorrendo frequentemente a decreti legge e al voto di fiducia, il che porta a una prassi parlamentare caratterizzata da una maggiore centralizzazione del potere e da tensioni con le opposizioni (testo).

Domande e risposte

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