Concetti Chiave
- Gaio Mario, un "uomo nuovo", si distinse per le sue abilità militari e per la sua ascesa politica, diventando console nel 107 a.C. dopo aver sconfitto i Numidi.
- La guerra contro Giugurta evidenziò la corruzione dei generali romani e portò Mario al comando militare, segnando una svolta nelle operazioni militari romane.
- La rivalità tra Mario e Silla si intensificò a causa della crisi con Mitriade VI, con Silla che marciò su Roma costringendo Mario alla fuga.
- Silla, dopo aver ottenuto il controllo di Roma, si autoproclamò dittatore e attuò riforme che consolidarono il potere dell'aristocrazia senatoria, eliminando avversari tramite liste di proscrizione.
- Le azioni di Silla crearono un precedente per l'uso della forza in politica, influenzando il futuro della Repubblica Romana e il potere dei Populares.
Indice
L'ascesa di Gaio Mario
Verso la fine del II secolo a.C., emersero due capi popolari piuttosto diversi: Gaio Mario e Marco Livio Druso. Il cavaliere Gaio Mario Era considerato un uomo nuovo, ovvero proveniente da una famiglia che non aveva mai ricoperto cariche pubbliche. Questi personaggi erano disprezzati dall'aristocrazia, quindi dovevano essere ricchi, abili in ambito militare o amici di membri della élite. Nel caso di Mario, lui si era fatto notare nell'assedio di Numanzia del 133 a.C.
La guerra contro Giugurta
Nel 118 a.C. morì Micipsa, Sovrano della Numidia, un regno tributario di Roma il quale fu diviso fra i figli e il nipote Giugurta. Quest'ultimo eliminò gli altri due e conquistò la città con violenza nel 112 a.C. Alla notizia, il Senato decise di attaccare, subendo ripetute sconfitte, diffondendo un malcontento causato dalla convinzione che i generali romani mandati si fossero lasciati corrompere. I Populares, ovvero gli aristocratici più inclusivi verso i ceti inferiori, spinsero Una svolta alle operazioni militari, creando le condizioni per le elezioni al senato di Mario nel 107 a.C. contro la volontà del Senato. Egli sconfisse i numidi e nel 104 a.C. Giugurta venne ucciso. Nella sconfitta del re, un ruolo importante era stato giocato dal ufficiale giovane Lucio Cornelio Silla.
La rivalità tra Mario e Silla
I rapporti di Lucio Cornelio Silla con Mario si erano logorati e mentre questo diventava il. Di riferimento per i Populares, Silla appare agli ottimati, gli aristocratici che si tenevano più stretti i loro poteri e i loro privilegi, come l'uomo che avrebbe difeso il loro potere. A far esplodere la rivalità fra i due fu la crisi di un fronte di guerra con Mitriade VI, sovrano del Ponto.
La guerra mitridatica
Il regno del., sotto dalla frammentazione dell'impero di Alessandro Magno, aveva cercato di tenere dei buoni rapporti con Roma, ricevendo una sostanziale autonomia. Nel 1111 a.C., per espandere il territorio, Mitriade VI avviò una politica aggressiva verso i propri vicini, tra cui alleati dei romani. L'intervento del Senato divenne improrogabile nell' 88 a.C., quando Mitriade fece massacrare 80.000 commercianti Romani dell'Asia Minore in un giorno solo.
Silla e la marcia su Roma
In quanto console per l'anno 88 a.C., assilla aspettava il ruolo di comandante per la guerra mitridatica. Nonostante ciò, i Populares e i cavalieri votarono per conferire questo incarico a Mario. Silla Allora si pose a capo del suo esercito e marciò in armi su Roma. Entrato in città con i soldati (che da quando furono Resi liberi professionisti, finivano per legarsi al proprio generale), Silla costrinse Mario a fuggire in Africa, per muoversi verso l'oriente con il suo esercito.
Nel corso della Prima guerra mitridatica (87-84 a.C.), Silla sconfisse ripetutamente i nemici. Mario era rientrato a Roma e ottenne il consolato per l'anno 86 a.C. Quando Mario morì, il controllo della situazione passò i suoi seguacivirgola tra i quali Lucio Cornelio Cinna, console per tre anni fra l'86 a.C. e l'84 a.C. Silla concluse una tregua con Mitriade andare in Italia nell'83 a.C. e guidare il suo esercito contro Roma. I Populares, guidati dal figlio adottivo di Mario, Mario il Giovane, avevano l'appoggio degli italici, che odiavano Silla per i suoi massacri. L'esercito Sillano era però superiore, infatti nella battaglia di Porta Collina dell'82 a.C., Mario il Giovane Fu ucciso e Populares sbaragliati. I marinai superstiti tentarono di fuggire, ma vennero in parte eliminati da Gneo Pompeo, collaboratore di Silla.
La dittatura di Silla
Silla si fece assegnare a tempo indeterminato la carica di dittatore per riformare lo stato e rese inattaccabile il potere dell'aristocrazia senatoria.
Silla Si liberò degli avversari politici attraverso le liste di proscrizione, ovvero degli elenchi pubblici di Nemici dello Stato che chiunque poteva uccidere, ricevendo anche una ricompensa. Nelle liste furono inseriti i personaggi con numerose ricchezze, poi distribuite a soldati e sostenitori del dittatore o messi all'asta. Il seguace di Silla, Marco Licinio Crasso, sia arricchì notevolmente acquistando a basso prezzo i beni dei proscritti. Nel 79 a.C., Silla si ritirò dalla vita politica e dopo circa un anno morì.
Domande da interrogazione
- Chi era Gaio Mario e quale ruolo ha avuto nella politica romana del II secolo a.C.?
- Quali eventi portarono alla guerra contro Giugurta e quale fu l'esito finale?
- Qual era la natura della rivalità tra Mario e Silla?
- Cosa accadde durante la Prima guerra mitridatica e quale fu il ruolo di Silla?
- Quali furono le conseguenze della dittatura di Silla per Roma?
Gaio Mario era un cavaliere considerato un "uomo nuovo", proveniente da una famiglia senza precedenti cariche pubbliche. Divenne un leader dei Populares, sconfiggendo Giugurta e ottenendo il consolato nel 107 a.C., nonostante l'opposizione del Senato.
Dopo la morte di Micipsa, Giugurta eliminò i suoi rivali e conquistò Numidia. Il Senato romano, dopo ripetute sconfitte, affidò il comando a Mario, che sconfisse Giugurta nel 104 a.C., portando alla sua uccisione.
La rivalità tra Mario e Silla si intensificò a causa delle loro alleanze politiche opposte: Mario rappresentava i Populares, mentre Silla era sostenuto dagli ottimati. La crisi con Mitriade VI scatenò ulteriori conflitti tra i due.
Durante la Prima guerra mitridatica (87-84 a.C.), Silla sconfisse i nemici e, dopo la morte di Mario, tornò in Italia per affrontare i Populares. La sua vittoria culminò nella battaglia di Porta Collina nel 82 a.C., dove Mario il Giovane fu ucciso.
Silla si fece assegnare la dittatura a tempo indeterminato, riformando lo stato e consolidando il potere dell'aristocrazia. Utilizzò le liste di proscrizione per eliminare avversari politici, arricchendo i suoi sostenitori e creando un clima di terrore.