Concetti Chiave
- Nel 60 a.C., la Palestina fu occupata dai Romani e governata attraverso un sistema di sovrani locali, culminando con la nomina di Ponzio Pilato nel sei d.C.
- Movimenti di opposizione all'egemonia romana erano alimentati da aspettative religiose, con molti ebrei in attesa di un re che li liberasse dall'oppressione.
- Paolo, un ebreo di Tarso, espanse il messaggio di Gesù oltre i confini ebraici, sottolineando la sua natura divina e la salvezza per tutti coloro che lo riconoscevano.
- Il cristianesimo si distinse per l'assenza di requisiti etnici e sociali, promuovendo un'etica chiara e la prospettiva di salvezza e vita eterna.
- Le comunità cristiane si formarono, praticando riti come il battesimo e la frazione del pane, e creando una rete di solidarietà tra i membri.
Indice
La dominazione romana in Palestina
La Palestina, in cui vivevano la maggior parte degli ebrei, nel 60 a.C. era stato occupato dai Romani con l'imperatore Pompeo. Venne instaurato un governo indiretto, dove il controllo era affidato a dei fidati sovrani locali. Nel sei d.C., Augusto trasformò la regione della Palestina nella provincia della Giudea egli ebrei iniziarono a essere governati da un prefetto, nominato dal principe stesso. Questo prefetto era Ponzio Pilato, il quale è molto conosciuto per avere autorizzato la condanna a morte del Cristo.
Movimenti di opposizione e Gesù
Non mancarono movimenti di opposizione all'egemonia Romana, spesso alimentati da attese di carattere religioso: girava la convinzione che il Dio degli Ebrei non avrebbe mai consentito che il "popolo eletto" vivesse come Schiavo dei romani, popolo pagano. Molti ebrei, dunque, erano convinti che avrebbero presto ricevuto in salvezza un re, il quale li avrebbe finalmente guidati verso la libertà che meritavano. Ai contemporanei, Gesù, deve essere a Passo uno dei tanti profeti che in quegli anni preannunciavano l'avvento del "regno di Dio", a cui bisognava prepararsi attraverso una rigenerazione morale, basata sui precetti dell'amore e della Fratellanza. Rispetto al problema del rapporto con la dominazione romana, Gesù e i suoi seguaci assunsero una posizione abbastanza prudente. Infatti, la rivolta armata era politicamente perdente, ma, per il movimento di Gesù, accettare il dominio avrebbe significato alienarsi le simpatie della popolazione. Perciò, Gesù riconosceva la legittimità del tributo che gli ebrei, in quanto provincia romana, erano tenuti a versare alla capitale, Roma.
Paolo e la diffusione del cristianesimo
Paolo, un ebreo proveniente dall'Asia minore, di Tarso, capì che il messaggio di Gesù avrebbe avuto poche possibilità di affermazione se fosse rimasto limitato al solo ambiente ebraico. Perciò, egli rivolse la propria predicazione al di fuori della Palestina, grazie a dei viaggi che lo portarono a fondare come unità cristiane in moltissime città e nella stessa Roma, città in cui venne condannato a morte. Paolo fu il primo a diffondere, attraverso le sue lettere, La Credenza che, subito dopo la sua sepoltura, Gesù aveva compiuto un miracolo, risorgendo. Egli non era, Dunque, un semplice profeta, ma il figlio di Dio. La rottura tra le principali credenze nasceva intorno al concetto di "popolo eletto": gli ebrei, Secondo la loro opinione, avevano un rapporto speciale e privilegiato con Dio; Paolo, invece, riteneva che la salvezza appartenesse a chiunque avesse riconosciuto la natura Divina di Gesù Cristo. Questo concetto fu ciò che caratterizzò il messaggio cristiano e fu anche ciò che gli conferì grande irradiazione e popolarità.
Caratteristiche del cristianesimo
I punti di forza della religione cristiana erano l'assenza di requisiti etnici, sociale o culturale, l'apertura trasversale, un'etica Chiara, la prospettiva di una salvezza immediata e di una vita oltre la morte., iniziarono a costituirsi ovunque delle piccole comunità molto coese, che si riunivano per celebrare i riti che poco a poco si andarono definendo, come il battesimo o la frazione del pane, e per assistenza è bisognosi. Nasce così una rete di solidarietà.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la forma di governo instaurata dai Romani in Palestina?
- Qual era la posizione di Gesù riguardo alla dominazione romana?
- Come ha contribuito Paolo alla diffusione del cristianesimo?
- Quali erano i punti di forza del cristianesimo?
I Romani, dopo l'occupazione della Palestina nel 60 a.C., instaurarono un governo indiretto affidando il controllo a sovrani locali fidati, trasformando nel sei d.C. la regione in provincia della Giudea governata da un prefetto, Ponzio Pilato.
Gesù e i suoi seguaci adottarono una posizione prudente nei confronti della dominazione romana, riconoscendo la legittimità del tributo dovuto a Roma, evitando una rivolta armata che sarebbe stata politicamente perdente.
Paolo, un ebreo di Tarso, ha ampliato il messaggio di Gesù al di fuori della Palestina, fondando comunità cristiane in molte città e sostenendo che la salvezza appartiene a chiunque riconosca la divinità di Gesù, non solo al "popolo eletto".
Il cristianesimo si caratterizzava per l'assenza di requisiti etnici o culturali, un'etica chiara, la promessa di salvezza immediata e vita oltre la morte, favorendo la creazione di comunità coese e reti di solidarietà.