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Concetti Chiave

  • Costantino richiese cinquanta volumi delle Sacre Scritture per supportare la crescente comunità cristiana a Costantinopoli e la costruzione di nuove chiese.
  • La committenza potrebbe essere stata finalizzata a sostenere lo scriptorium della biblioteca di Origene e Panfilo, con testi di pregio da donare a funzionari cristiani.
  • Non esistono prove che le cinquanta opere corrispondessero a cinquanta chiese a Costantinopoli, dove in realtà furono costruiti pochi edifici cristiani.
  • Tra le chiese attribuite a Costantino ci sono la prima fase della chiesa episcopale di Sant’Irene e san Mocio, entrambe menzionate da storici antichi.
  • Santa Sofia, sebbene iniziata da Costantino, fu dedicata solo nel 360, indicando un lento sviluppo dell'architettura cristiana nella città.

La richiesta di Costantino

Non è meno stupefacente la motivazione con cui Costantino aveva espresso a Eusebio in persona la richiesta di confezionare cinquanta volumi in pergamena pregiata delle Sacre Scritture: «in città una gran quantità di persone si è votata alla santissima chiesa e, poiché in quella città tutto s’incrementa ad un ritmo vertiginoso, è sembrato quanto mai opportuno farvi costruire un cospicuo numero di chiese».

L'intento dietro la committenza

Ci si chiede se non si trattasse di una committenza per sostenere lo scriptorium annesso alla famosa biblioteca costituita da Origene e arricchita da Panfilo, e al fine di avere testi di pregio da donare a funzionari e alti rappresentanti della corte, noti a Costantino per essere cristiani.

Le chiese di Costantinopoli

Il numero dei volumi non può certo significare che ci fossero 50 chiese a Costantinopoli. Lungi, infatti, dall’aver adornato la città che aveva il suo stesso nome «di numerosissimi oratori, grandiosi santuari dedicati ai martiri e con splendide chiese, alcune delle quali furono costruite nei sobborghi, altre nel centro stesso della città» (VC III, 48,1), Costantino sembrerebbe aver avviato la costruzione di ben pochi edifici cristiani: dal vaglio delle testimonianze successive (e al confronto con quanto aveva fatto a Roma), potrebbero risalire a Costantino la prima fase della chiesa episcopale di Sant’Irene, attribuita a lui da Socrate; san Mocio, in area cimiteriale al di fuori della città costantiniana, ricordata da Sozomeno; sant’Acacio, esterna all’antica Bisanzio ma compresa nella città di Costantino e ricordata come già esistente nel 359. Santa Sofia, se allora cominciata, fu però dedicata solo nel 360.

Domande da interrogazione

  1. Qual era la motivazione di Costantino per richiedere la creazione di volumi delle Sacre Scritture?
  2. Costantino richiese cinquanta volumi in pergamena pregiata delle Sacre Scritture per sostenere la crescente comunità cristiana nella sua città, dove si stava assistendo a un rapido incremento di fedeli e alla necessità di costruire nuove chiese.

  3. Qual era l'intento dietro la committenza di Costantino?
  4. Si ipotizza che la committenza di Costantino fosse finalizzata a sostenere lo scriptorium della biblioteca di Origene e Panfilo, fornendo testi di pregio da donare a funzionari e rappresentanti della corte cristiani.

  5. Quante chiese furono effettivamente costruite da Costantino a Costantinopoli?
  6. Nonostante la richiesta di volumi, Costantino avviò la costruzione di pochi edifici cristiani a Costantinopoli, tra cui la chiesa episcopale di Sant’Irene e altre, ma non ci sono prove di un numero significativo di chiese, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.

Domande e risposte

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