Concetti Chiave

  • Il nome "Le Marche" è emerso nel XIX secolo, derivando da "Marca", un termine medievale per territori ai confini dell'Impero.
  • I Piceni, un popolo di origine incerta, mantennero la loro cultura nonostante le invasioni e stipularono un trattato di alleanza con Roma.
  • Sotto l'Impero Romano, il Piceno divenne una delle undici regioni d'Italia, sperimentando un periodo di grande prosperità e sviluppo urbano.
  • Dopo la caduta dell'Impero Romano, le Marche furono dominate dai Goti, Bizantini e Longobardi, con i vescovi come unica autorità riconosciuta.
  • Le Marche furono integrate nel Regno d'Italia dopo un plebiscito, diventando una delle 20 regioni con capitale Ancona.

Origini e denominazioni storiche

Il nome della regione al plurale è entrato nell’uso comune dagli inizi del XIX secoli, mentre prima si parlava di Marca ascolana, di Marca Fermana e di Marca Anconitana. Il termina “marca” ha origini medioevale e sta ad indicare quei particolari territori che si trovavano ai confini dell’Impero. Prima del Medioevo, veniva usata la denominazione di Piceno che veniva data alla parte meridionale della regione attuale.

Invasioni e resistenza culturale

Verso il X secolo a.C., il territorio fu occupato da un popolo di origine incerta che, secondo la tradizione, si ricollegherebbe ai Sabini. Pare che il nome “Piceni” derivi da “picchio” che i Sabini consideravano come uccello sacro. Successivamente, discesero dal nord i Terramaricoli, mentre altre popolazioni, provenienti dal Mediterraneo risalirono verso il Piceno. In seguito, si aggiunsero i Galli dal Nord e i Sicilioti e i Greci dal Sud. Nonostante tutti queste invasioni, i Piceni riuscirono a mantenere intatta la loro cultura e la loro tradizione, senza essere minimamente influenzati da altri popoli. Tuttavia, ben presto, essi dovettero piegarsi all’espansione della potenza romana.

Dominazione romana e prosperità

All’inizio del III secolo a.C., le popolazioni che occupavano la regione marchigiana stipularono con Roma un trattato di alleanza offensiva e difensiva contro i comuni nemici, cioè i Galli. Tuttavia, trent’anni dopo la aver sconfitto Pirro, i Romani decisero di attaccare i vecchi alleati, diventando così i dominatori della ricca popolazione del Piceno, imponendo gravosi tributi. Più volte i Piceni si ribellarono e lottarono per ottenere vantaggi economici per conseguire l’uguaglianza politica. Finalmente, Ottaviano, una volta ottenuto il potere e trasformata la Repubblica in Impero, trasformò il Piceno diventò una delle undici regioni in cui l’Italia fu divisa dall’Imperatore. Durante il periodo imperiale, il Piceno conobbe un periodo grande prosperità, fu dato di strade, edifici e monumenti vari. L’unità amministrativa istituita da Augusto durò per più di tre secoli, finché non fu distrutta dai barbari.

Invasioni post-impero romano

Dopo la caduta dell’Impero romano, le Marche subirono l’invasione e la dominazione dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi per cui la sola autorità riconosciuta dalla popolazione erano i vescovi. Per questo motivo, quando Pipino il Breve e Carlo Magno, una volta sconfitti i Longobardi, cedettero il Piceno alla Chiesa (774), gli abitanti non opposero alcuna resistenza. Per mantenere la regione sotto il proprio dominio, il Papa dovette combattere a lungo contro gli imperatori tedeschi e contro le città che si stavano costituendo in comuni liberi.

Signorie e ritorno al papato

Col formarsi delle Signorie, nel XVI secolo, la storia delle Marche fu legata a potenti famiglie locali come i Malatesta a Fano e a Pesaro, i Montefeltro prima e i Della Rovere a Urbino.

Occupazione napoleonica e unità italiana

Nel XVI secolo, il Papa ritornò a costituire l’unità politica e amministrativa. All’inizio del XIX secolo, le Marche subirono l’occupazione dell’esercito napoleonico per ritornare di nuovo a far parte dello Stato Pontificio con il Congresso di Vienna. Anche in questa regione si verificarono dei movimenti patriottici finché, occupata dalle truppe italiane comandate dal generale Cialdini, fu ammessa al Regno d’Italia, a seguito di un plebiscito.

Da questo momento la storia delle Marche si identifica con quella dello Stato italiano di cui diventerà una delle 20 regioni, con capitale Ancona.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del nome "Marche" e come si è evoluto nel tempo?
  2. Il nome "Marche" è entrato in uso comune all'inizio del XIX secolo, mentre in precedenza si parlava di Marca ascolana, Marca Fermana e Marca Anconitana. Il termine "marca" ha origini medievali e indicava territori ai confini dell'Impero, mentre prima si usava la denominazione "Piceno" per la parte meridionale della regione.

  3. Quali popolazioni hanno influenzato la regione del Piceno e come hanno reagito i Piceni?
  4. Il territorio fu occupato da diverse popolazioni, tra cui i Sabini, i Terramaricoli, i Galli, i Sicilioti e i Greci. Nonostante le invasioni, i Piceni riuscirono a mantenere intatta la loro cultura e tradizione, ma alla fine dovettero piegarsi all'espansione romana.

  5. Come si sviluppò la dominazione romana nel Piceno?
  6. All'inizio del III secolo a.C., i Piceni stipularono un trattato di alleanza con Roma, ma dopo aver sconfitto Pirro, Roma decise di attaccare i Piceni, imponendo tributi gravosi. Nonostante le ribellioni, il Piceno conobbe un periodo di prosperità sotto l'Impero, con strade e monumenti costruiti.

  7. Quali furono le conseguenze della caduta dell'Impero romano per le Marche?
  8. Dopo la caduta dell'Impero romano, le Marche furono invase dai Goti, Bizantini e Longobardi, con i vescovi che divennero l'unica autorità riconosciuta. Quando Pipino il Breve e Carlo Magno cedettero il Piceno alla Chiesa, gli abitanti non opposero resistenza.

  9. Come si è evoluta la situazione politica delle Marche nel XIX secolo?
  10. Nel XIX secolo, le Marche furono occupate dall'esercito napoleonico e, dopo il Congresso di Vienna, tornarono sotto il dominio dello Stato Pontificio. Tuttavia, con l'occupazione delle truppe italiane, furono ammessi al Regno d'Italia, diventando una delle 20 regioni con capitale Ancona.

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