Concetti Chiave

  • Giustiniano, nominato imperatore nel 518, preparò il nipote Pietro Sabbazio, rinominato Giustiniano, a succedergli, adottandolo prima della sua morte.
  • Il nuovo imperatore si impegnò a restaurare l'unità dell'impero romano, affrontando rivolte e riorganizzando l'esercito per garantire la sicurezza delle frontiere.
  • Giustiniano intraprese guerre di espansione contro i Vandali, Goti e Visigoti, cercando di riportare sotto il suo controllo territori chiave dell'impero.
  • La guerra greco-gotica devastò l'Italia, portando alla promulgazione della Prammatica sanzione, che trasformò l'Italia in un esarcato bizantino e restaurò l'autorità imperiale.
  • La Prammatica sanzione coinvolse le gerarchie della Chiesa nella gestione del potere, ma le nuove tasse impose ulteriori oppressioni alla popolazione italiana.

Indice

  1. L'ascesa di Giustiniano
  2. Le sfide iniziali del regno
  3. Le guerre di espansione
  4. La devastazione dell'Italia
  5. La prammatica sanzione

L'ascesa di Giustiniano

Quando fu nominato imperatore nel 518, Giustiniano, che non aveva figli, chiamò a corte il nipote Pietro Sabbazio, al quale riconosceva intelligenza e determinazione, per prepararlo a succedergli. Per rendere evidente il legame familiare lo rinominò Giustiniano; alle doti militari, che il nipote aveva già rivelato, si affiancarono l'educazione diplomatica e la carriera all'interno della corte: poco dopo il suo arrivo Giustiniano divenne infatti ufficiale della guardia di palazzo e, nel 521, console. Amante dei giochi circensi, egli s'innamorò e sposò una bellissima attrice, Teodora, suscitando scandalo nell'aristocrazia. Prossimo alla morte, Giustino adottò il nipote, agevolando il passaggio della corona imperiale, che avvenne pochi mesi dopo, nell'agosto 527.

Le sfide iniziali del regno

Fin dall'inizio il nuovo imperatore si mostrò determinato a restaurare la gloria e l'unità dell'impero romano, adoperandosi senza sosta per allontanarne i nemici dalle frontiere, per dotare lo Stato di un esercito potente e fidato e per rendere ancora più dinamiche la burocrazia e l'amministrazione. Nonostante la preparazione ricevuta, i primi anni di regno furono difficili soprattutto a causa di alcune rivolte, sedate con l'intervento delle milizie. L'esercito si rivelò molto efficiente, grazie a una riorganizzazione che l'imperatore aveva introdotto poco dopo la sua salita al trono: dalle truppe erano stati, infatti, eliminati soldati e comandanti germanici, mentre era stata rafforzata la componente che proveniva dalla penisola balcanica, considerata assai più affidabile. In seguito, normalizzata la situazione interna dell'impero, Giustiniano intraprese il tentativo di riportare la parte occidentale sotto il suo controllo. Per fare ciò, egli doveva ristabilire l'autorità imperiale sui regni romano-germanici.

Le guerre di espansione

Per prima cosa, Giustiniano combatté contro i Vandali per il controllo di Corsica, Sardegna e Nord Africa, poi si rivolse contro i Goti per portare sotto il suo dominio penisola italica e Illirico (l'attuale Dalmazia), infine, vinse i Visigoti in Spagna (554). Particolarmente lunga e cruenta fu la guerra greco-gotica combattuta per quasi due decenni contro gli Ostrogoti, in Italia.

I loro re, prima Vitige, poi Totila, infine il suo successore Teia si rivelarono un nemico tenace, contro cui penarono molto i generali inviati da Oriente, Belisario e Narsete. Il primo aveva combattuto contro i Vandali prima di affrontare, con alterni successi, gli Ostrogoti. Il secondo ebbe maggiori risultati attaccando il regno da nord e riprendendo il controllo della penisola nel 553. Il conflitto fu contrassegnato da fasi diverse a vantaggio ora dei Bizantini ora dei Goti, e causò grandi sofferenze alla popolazione dell'Italia, che patì carestie, epidemie, continue razzie e fame. Quando, nel 553, Giustiniano giunse alla vittoria definitiva, l'antico impero romano sembrava ricostituito sotto il suo scettro; rimanevano però ancora escluse le province germaniche, il Nord della Spagna, la Gallia e la Britannia.

La devastazione dell'Italia

L'Italia usciva devastata dal conflitto: le sue strutture pubbliche (strade, edifici, acquedotti) erano distrutte, la popolazione era decimata, la miseria era ovunque. Per cancellare le tracce della dominazione dei Goti, nel 554, l'imperatore promulgò una costituzione nota come Prammatica sanzione, ossia un insieme di norme che restauravano l'autorità imperiale in Italia, affidando il governo locale a un governatore detto "esarca": l'Italia diventava così un esarcato, cioè una provincia dell'impero bizantino.

La prammatica sanzione

La Costituzione prevedeva, inoltre, la collaborazione, nella gestione del potere, delle gerarchie della Chiesa: in questo modo i vescovi diventavano veri e propri amministratori delle città, anche a livello di giustizia. Inoltre, essa stabiliva la restituzione ai legittimi proprietari romani di tutti i beni che erano stati loro sottratti durante la guerra greco-gotica, inclusi servi e coloni. La vecchia aristocrazia senatoria, tuttavia, fu esclusa dalle cariche politiche e amministrative. Non molti furono, in definitiva, i vantaggi per la popolazione dell'Italia: le nuove tasse, infatti, giustificate dalle spese per la ristrutturazione dell'impero, oppressero ulteriormente gli abitanti del nuovo esarcato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le ambizioni di Giustiniano all'inizio del suo regno?
  2. Giustiniano si mostrò determinato a restaurare la gloria e l'unità dell'impero romano, lavorando per allontanare i nemici dalle frontiere e dotare lo Stato di un esercito potente e fidato.

  3. Come affrontò Giustiniano le rivolte nei primi anni del suo regno?
  4. Le rivolte furono sedate con l'intervento delle milizie, grazie a una riorganizzazione dell'esercito che eliminò soldati e comandanti germanici, rafforzando invece le truppe provenienti dalla penisola balcanica.

  5. Quali territori Giustiniano cercò di riconquistare durante le sue guerre di espansione?
  6. Giustiniano combatté contro i Vandali per il Nord Africa, i Goti per l'Italia e l'Illirico, e infine vinse i Visigoti in Spagna, cercando di riportare sotto il suo dominio la parte occidentale dell'impero.

  7. Quali furono le conseguenze della guerra greco-gotica per l'Italia?
  8. L'Italia uscì devastata dal conflitto, con strutture pubbliche distrutte e una popolazione decimata, portando a una situazione di miseria diffusa.

  9. Cosa prevedeva la Prammatica sanzione promulgata da Giustiniano?
  10. La Prammatica sanzione restaurava l'autorità imperiale in Italia, affidando il governo locale a un esarca e prevedendo la collaborazione dei vescovi nella gestione del potere, ma impose anche nuove tasse che opprimevano ulteriormente la popolazione.

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