Concetti Chiave

  • Belisario, generale bizantino nato intorno al 500 in Tracia, iniziò la sua carriera militare sotto l'imperatore Giustino e ottenne importanti successi contro i Persiani.
  • Tra il 533 e il 534, conquistò il regno dei Vandali in Africa e, successivamente, intraprese la guerra contro i Goti in Italia, ottenendo numerose vittorie.
  • Richiamato a Costantinopoli, affrontò diverse sfide militari, ma la sua carriera subì un arresto a causa di invidie e complotti alla corte imperiale.
  • Accusato ingiustamente di complicità in un complotto, Belisario cadde in disgrazia, ma fu riabilitato e riottenne i favori dell'imperatore dopo un anno.
  • La leggenda narra che visse in miseria negli ultimi anni, mendicando a Costantinopoli, ma critici sostengono che in realtà visse una vecchiaia agiata prima di morire nel 565.

Origini e carriera iniziale

Il generale bizantino Belisario era originario della Tracia (corrispondente grosso modo all’odierna Bulgaria), dove nacque verso il 500. Di famiglia contadina, inizio la sua carriera militare sotto l’imperatore Giustino, per servire poi nelle guardie di Giustiniano; quando Giustiniano salì al trono, Belisario fu promosso ai gradi più alti dell’esercito. All’inizio della sua carriera, sconfisse più volte i Persiani. Nel 532, represse nel sangue anche una rivolta, chiamata rivolta di Nika, scoppiata a Costantinopoli contro Giustiniano.

Conquiste in Africa e Italia

In pochi mesi, fra il 533 e il 534, con un esercito composto da 15.000 soldati Greci, annientò il regno dei Vandali in Africa: il re vandalo fu fatto prigioniero ed inviato a Costantinopoli, dove fu trattato con clemenza e il suo regno fu annesso all’Impero. L’anno successivo, affiancato da Narsete, Belisario intraprese la guerra contro i Goti (guerra greco-gotica) contro la dominazione dei Goti in Italia. Il motivo ufficiale dell’intervento nella penisola fu l’uccisione di Amalasunta, protetta da Giustiniano, da parte del marito Teodato. Dopo essere sbarcato in Sicilia, quasi senza colpo ferire, conquistò Siracusa e Palermo per poi raggiungere Messina e da qui passare a Reggio ed impossessarsi di Napoli. Dopo varie vicende, nel 540 conquistò Ravenna e fece prigioniero il re degli Ostrogoti, Vitige, che nel frattempo aveva sostituito Teodato.

Ritorno a Costantinopoli e nuove sfide

Richiamato a Costantinopoli, gli furono affidate delle imprese molto rischiose sul fronte della Mesopotamia da cui uscì sempre vittorioso. L’invidia e anche un certo timore che la sua presenza incuteva alla corte imperiale, lo privarono di ogni comando militare, ma due anni dopo fu reintegrato nell’incarico per poter ristabilire l’ordine in Italia dove i Goti si erano impadroniti di nuovo del potere. Purtroppo non fu in grado di portare a termine l’impresa contro il re Totila, come desiderava, perché Costantinopoli gli rifiutò a più riprese di inviargli dei rinforzi. Compì le sue ultime imprese difendendo valorosamente la capitale dell’impero d’Oriente dagli attacchi delle forze bulgaro-slave.

Caduta in disgrazia e riabilitazione

Nel 562, fu scoperto un complotto contro l’imperatore e i responsabili furono arrestati. Uno di essi, Sergius, venne torturato ed accusò Belisario di essere stato un complice. L’intendente di Belisario che partecipò al finanziamento dei cospiratori, confermò l’informazione e la stessa cosa fece un ufficiale. Belisario non si difese e per questo cadde in disgrazia. Posto in residenza sorvegliata, l’anno successivo ritrovò i suoi incarichi e soprattutto i favori dell’imperatore. Alcuni studiosi ritengono assai improbabile la responsabilità di Belisario perché era troppo anziano e si era sempre mantenuto leale, senza contare che avrebbe avuto mezzi più efficaci per ribellarsi. A causa di questo episodio, negli anni, divenne uso comune rievocare il nome di Belisario per ricordare e condannare l'ingratitudine mostrata da alcuni sovrani nei confronti dei loro servitori. Infatti, la leggenda narra che Belisario trascorse gli ultimi anni della sua vita in miseria e appositamente privato della vista dall’imperatore. Si narra, fra l’altro, che andasse errando per le vie di Costantinopoli mendicando ed accompagnato da un cane, portando un cartello con la scritta “obolum Belisario”. Molti critici sono concordi nel sostenere che si tratta di una pura e semplice leggenda e che invece il grande comandante visse la sua vecchiaia negli agi e anche se caduto in disgrazia, poco tempo dopo fu riabilitato e reintegrato nei suoi averi. Morì nel 565.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le origini e i primi successi di Belisario?
  2. Belisario, originario della Tracia, iniziò la sua carriera militare sotto l'imperatore Giustino e si distinse per le sue vittorie contro i Persiani e la repressione della rivolta di Nika a Costantinopoli.

  3. Quali conquiste significative realizzò Belisario in Africa e Italia?
  4. Tra il 533 e il 534, Belisario annientò il regno dei Vandali in Africa e, successivamente, conquistò diverse città italiane, tra cui Ravenna, durante la guerra contro i Goti.

  5. Come si sviluppò il rapporto di Belisario con la corte imperiale?
  6. Nonostante i suoi successi, Belisario cadde in disgrazia a causa dell'invidia e del timore che suscitava, ma fu reintegrato dopo due anni per ristabilire l'ordine in Italia.

  7. Qual è la storia del complotto che coinvolse Belisario?
  8. Nel 562, Belisario fu accusato di complicità in un complotto contro l'imperatore, ma la sua lealtà e l'età avanzata hanno portato alcuni studiosi a ritenere improbabile la sua responsabilità.

  9. Qual è la leggenda riguardante gli ultimi anni di vita di Belisario?
  10. Si narra che Belisario trascorse gli ultimi anni in miseria, mendicando a Costantinopoli, ma molti critici considerano questa storia una leggenda, sostenendo che visse invece una vecchiaia agiata e fu riabilitato.

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