Concetti Chiave
- Augusto avviò una riorganizzazione dello Stato per rispondere alle aspettative di pace e ordine, affrontando inefficienza e corruzione amministrativa.
- Le nuove cariche di governo furono affidate a funzionari di fiducia, con Augusto che cercò di limitare l'influenza politica della classe dei cavalieri.
- I prefetti, con compiti specifici come il mantenimento dell'ordine pubblico e l'approvvigionamento di grano, giocarono un ruolo cruciale nell'amministrazione di Roma.
- Le province furono divise in senatorie, sotto il controllo del Senato, e imperiali, direttamente governate dal principe, con significativi risvolti politici.
- L'Egitto rappresentava un caso unico come possedimento personale di Augusto, distinto dalle altre province romane per la sua gestione diretta.
Politica di riorganizzazione di Augusto
Non appena ebbe la sicurezza del potere, Augusto diede inizio senza esitazioni a una politica volta a realizzare le aspettative di pace e di ordine che la sua propaganda aveva suscitato. A questo scopo egli cominciò con l’impegnarsi nel riorganizzare amministrativamente lo Stato. Negli ultimi decenni l’inefficienza e la corruzione degli apparati avevano condotto l’amministrazione sull’orlo del disastro: quindi Augusto tentò di porvi rimedio introducendo nuovi organi di governo, decentrando il potere di deliberazione e detenendolo lui personalmente.
Nuove cariche e ruolo dei cavalieri
Le nuove cariche di governo da lui istituite vennero affidate a funzionari di sua fiducia che traevano i poteri dalla sua nomina e potevano essere da lui revocati. Nella gestione di molte delle nuove cariche, Augusto utilizzò la classe dei cavalieri, consapevole dell’importanza che essa aveva acquistato nell’ultimo periodo repubblicano, ma desideroso, allo stesso tempo, di diminuirne l’influenza politica. Ai cavalieri quindi furono attribuite principalmente cariche nel campo, una notevole disponibilità economica (grazie agli alti stipendi che essi ricevevano) o offrì inoltre la possibilità di investire la ricchezza nell’acquisto di terre, base indispensabile per poter accedere alla classe senatoriale.
Prefetti e loro competenze
I nuovi organi di governo erano rappresentati dai prefetti (praefecti), ognuno fornito di competenze specifiche. Il prefetto urbano (praefectus urbis) era preposto all’amministrazione della città di Roma e aveva il compito di garantire l’ordine pubblico al suo interno e in un raggio di cento miglia di rango senatorio.
Augusto nominava un prefetto urbano solo quando si allontanava dalla città: la carica, quindi, divenne stabile solo ai tempi del suo successore Tiberio, abituato a soggiornare fuori Roma. Come conseguenze delle sue funzioni di polizia, il prefetto urbano acquistò anche una certa competenza giurisdizionale in materia penale. Il prefetto dell’annona (praefectus annonae), di rango equestre, era incaricato di provvedere all’approvvigionamento della città e alle distribuzioni gratuite di grano alla plebe. Il prefetto dei vigili ( prafectus vigilum) era il capo della vigilanza notturna e dei “pomperi”; comandava sette corti, formate per la maggior parte da liberti; aveva anche funzioni di polizia, nonché competenza giurisdizionale, sia civile sia penale. Infine, il prefetto del pretorio (praefectus praetorio), di rango equestre, era il comandante del quartier generale del principe (praetorium) e il capo di stato maggiore di questo; esercitava le sue funzioni in un raggio di cento miglia di Roma.
Sebbene in origine avesse funzioni solo militari, era il personaggio più vicino al principe e pertanto, dotato di una competenza generica molto vasta, ne divenne una sorta di sostituto.
Divisione delle province
Per quanto riguarda l’organizzazione periferica, l’innovazione più importante fu la divisione delle province in due categorie: le province del popolo (provinciae populi) erano dette anche “senatorie” per l’autorità che il Senato poteva esercitare sulla loro amministrazione; esse erano rette da un magistrato fornito di imperio prorogato, che veniva chiamato “proconsole” indipendentemente dalla magistratura cittadina in base alla quale aveva avuto il governatorato. Al momento dell’entrata in carica, il governatore di queste province emetteva un editto che stabiliva le norme a cui i sudditi della provincia avrebbero dovuto attenersi. Le province imperiali (provinciae Caesaris), invece, erano poste sotto il diretto controllo del principe: erano rette, infatti, da funzionari che governavano in nome e per conto del principe, dalla cui volontà dipendevano completamente, anche rispetto alla durata della carica. Solitamente queste erano anche le province più difficili da governare, perché di confine, o perché turbolente.
Significato politico delle province
La divisione tra province imperiali e senatorie era importante anche per il suo significato politico. I tribuni riscossi nelle provinciae Caesaris, infatti, non venivano versati nelle casse dello Stato (aerarium), come i tributi riscossi nelle province senatorie, ma nella cassa personale del principe (ficus), rivelando così che in queste province il principe si proponeva ai sudditi come un monarca di tipo orientale. L’Egitto inoltre era in una condizione diversa da tutti gli altri territori di Roma, poiché era considerato un possedimento personale del principe.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali obiettivi della politica di riorganizzazione di Augusto?
- Come Augusto gestì l'influenza della classe dei cavalieri nel governo?
- Quali erano le principali funzioni dei prefetti istituiti da Augusto?
- In che modo Augusto divise le province e quale significato politico aveva questa divisione?
- Qual era la peculiarità dell'Egitto rispetto alle altre province romane?
Augusto mirava a realizzare pace e ordine attraverso una riorganizzazione amministrativa dello Stato, affrontando l'inefficienza e la corruzione degli apparati, introducendo nuovi organi di governo e centralizzando il potere.
Augusto affidò nuove cariche a funzionari di fiducia, utilizzando la classe dei cavalieri per gestire molte di queste cariche, ma cercando di ridurne l'influenza politica, assegnando loro principalmente ruoli nel campo e opportunità economiche.
I prefetti avevano competenze specifiche, come il prefetto urbano per l'ordine pubblico a Roma, il prefetto dell'annona per l'approvvigionamento di grano, e il prefetto del pretorio come comandante del quartier generale del principe, con funzioni sia militari che giurisdizionali.
Augusto divise le province in senatorie, governate dal Senato, e imperiali, sotto il diretto controllo del principe. Questa divisione era significativa poiché i tributi delle province imperiali andavano alla cassa personale del principe, evidenziando un potere monarchico.
L'Egitto era considerato un possedimento personale del principe, differente dalle altre province, e non rientrava nella normale amministrazione statale, sottolineando la sua importanza strategica e politica per Augusto.