Concetti Chiave

  • Atene subì una significativa sconfitta a Maratea nel 418 a.C., perdendo temporaneamente tutti i suoi alleati contro Sparta.
  • L'attacco a Melo nel 416 a.C. segnò un momento drammatico, con l'uccisione della maggior parte degli uomini e la riduzione in schiavitù dei sopravvissuti.
  • Alcibiade, stratega e figura controversa, guidò l'intervento ateniese in Sicilia, attratto dalle ricchezze locali e dalle opportunità economiche.
  • Richiamato ad Atene per accuse di empietà, Alcibiade si rifugiò presso gli Spartani, influenzando le loro decisioni contro Atene.
  • Dopo un disastroso conflitto in Sicilia e un periodo di alleanze variabili, Alcibiade tornò ad Atene, dove fu riconosciuto come salvatore della democrazia prima della sua morte nel 404 a.C.

La sconfitta di Atene

Nella battaglia di Maratea del 418 a.c, Atene fu sconfitta da Sparta e, anche se temporaneamente, gli Ateniesi persero tutti i loro alleati.

L'attacco a Melo

In questo periodo fu esiliato il demagogo (= oratore e uomo politico) Iperbolo, ma il vero pericolo per la democrazia si presentò due anni dopo, nel 416, quando senza motivazione, la flotta ateniese attaccò l’isola di Melo, nelle Cicladi meridionali. L’episodio si concluse con l’uccisione di quasi tutti gli abitanti dell’isola in grado di servirsi delle armi, in pratica tutti i maschi, e i rimanenti furono ridotti in schiavitù. Dopo questo episodio, ormai Atene sembrava destinata all’autodistruzione.

L'avventura siciliana di Alcibiade

Nello stesso anno dell’attacco a Melo, spinti da un irrefrenabile desiderio di avventura e di conquista, gli Ateniesi decisero di immettersi nelle lotte interne che stavano interessando la Sicilia. La prima vittima di questa impresa fu Alcibiade. Discendente da un’importante famiglia imparentata con Pericle, egli aveva aderito alla parte democratica radicale. Discepolo di Socrate, egli era molto astuto ed intelligente, ma anche di bella presenza ed era amato e nel contempo temuto. In un certo senso, egli impersonava le speranze e le illusioni di quelli anni. Quando diventò stratega per la prima volta, tentò di volgere a favore di Atene il malcontento che regnava nel Peloponneso contro gli Spartani e per questo arrivò ad aprire le ostilità contro Sparta.

Fu lui il promotore dell’intervento contro la Sicilia, in cui era in corso una disputa per motivi territoriali fra Selinunte (alleata di Siracusa) e Segesta (alleata di Atene). Dopo aver chiesto inutilmente aiuto a Cartagine, Segesta si rivolse agli Ateniesi, inviando ad Atene degli ambasciatori che riuscirono a stringere un accordo, in applicazione di un’alleanza esistente fin dal V secolo. A seguito di tale richiesta di aiuto, Atene inviò a Segesta degli agenti che ebbero un’eccellente accoglienza; a loro furono mostrate le enormi ricchezze della città e avvertiti del reale pericolo costituito dalla presenza di Siracusa. Ritornati ad Atene, gli ambasciatori riferirono quanto avevano visto per cui si cominciò a pensare che dalle enormi ricchezze della poleis siciliana, Atene avrebbe potuto trarre enormi vantaggi economici, il che giustificava un intervento armato.

Il tradimento di Alcibiade

Il comando della spedizione fu affidato ad Alcibiade, Appena giunto in Sicilia, fu richiamato subito in patria, su pressione dei gruppi conservatori, con l’accusa di empietà. Infatti i suoi oppositori e qualche amico più intimo, in sua assenza, lo avevano accusato, forse non a torto, della mutilazione delle erme e di altri atti sacrileghi. (Le erme erano delle statue quadrangolari con la testa del dio Ermete, poste lungo le strade di Atene per proteggere gli abitanti e i viandanti e, per questo, erano considerate sacre). Alcibiade preferì sottrarsi al processo e si rifugiò presso gli Spartani a cui offrì i suoi consigli. Fra l’altro, con un discorso pronunciato davanti all’assemblea, convinse gli spartani ad inviare una flotta in Sicilia per difendere Siracusa dall’attacco ateniese.

Il ritorno e la morte di Alcibiade

Nel frattempo la guerra di Sicilia si stava risolvendo in un totale disastro, con conseguenze estremamente negative. Inviato presso il satrapo Tissaferne con il compito di aprire trattative con i Persiani, Alcibiade approfittò della situazione per proporre ad Atene l’alleanza con Tissaferne in cambio del suo rientro in patria. Tornato ad Atene, appoggiò prima gli oligarchici, poi democratici e fu posto al comando della flotta che sconfisse quella spartana, ragion per cui fu riconosciuto da tutti come il salvatore della democrazia. Morì nel 404, assassinato da un satrapo, per ordine dello spartano Lisandro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la conseguenza della sconfitta di Atene nella battaglia di Maratea?
  2. Dopo la sconfitta del 418 a.C. contro Sparta, Atene perse temporaneamente tutti i suoi alleati, segnando un momento critico per la città.

  3. Cosa accadde durante l'attacco ateniese all'isola di Melo nel 416 a.C.?
  4. L'attacco si concluse con l'uccisione di quasi tutti i maschi in grado di combattere e la riduzione in schiavitù dei rimanenti, evidenziando la brutalità della guerra e il declino morale di Atene.

  5. Chi era Alcibiade e quale ruolo ebbe nell'avventura siciliana di Atene?
  6. Alcibiade, discendente da una famiglia importante e discepolo di Socrate, fu il promotore dell'intervento ateniese in Sicilia, cercando di sfruttare le tensioni locali a favore di Atene.

  7. Quali furono le circostanze che portarono Alcibiade a tradire Atene?
  8. Richiamato ad Atene con accuse di empietà, Alcibiade scelse di rifugiarsi presso gli Spartani, dove convinse a inviare una flotta in Sicilia per difendere Siracusa dall'attacco ateniese.

  9. Qual è stata la sorte finale di Alcibiade?
  10. Dopo un periodo di alleanze e conflitti, Alcibiade tornò ad Atene e fu riconosciuto come salvatore della democrazia, ma morì nel 404 a.C. assassinato per ordine di Lisandro, un generale spartano.

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