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Concetti Chiave

  • La Pala d'altare di Gentile da Fabriano, realizzata nel 1423, è un esempio significativo del tardo gotico, commissionata da Palla Strozzi per la cappella di famiglia.
  • L'opera presenta una complessa struttura con fastigi gotici e pannelli narrativi che illustrano eventi biblici come la Natività e il viaggio in Egitto.
  • I Magi, rappresentati con dettagli raffinati e abiti preziosi, simboleggiano il potere e la ricchezza del committente, sottolineando la distinzione sociale dell'epoca.
  • La tecnica di Gentile da Fabriano include giochi di luce e ombra, con una particolare attenzione agli effetti atmosferici, evidenziata nella scena d'Egitto.
  • La predella presenta il primo notturno, dove la luce emana da Cristo stesso, creando un'atmosfera di calore e spiritualità, con riferimenti architettonici alla Firenze rinascimentale.

Descrizione dell'opera

Pala d'altare del tardo gotico, di Gentile da Fabriano.

Opera del 1423, ma l'espressione è ancora legato al tardo gotico perché molti artistico continuano ad utilizzare questo stile. È un opera commissionata da Palla Strozzi, un commercianti. Doveva essere collocata nella cappella di famiglia, è una pala che mantiene la carpenteria originaria (stessa cornice). Testimonia un linguaggio che si è contaminato durante i tempi, anche se esalta la ricchezza e l'eleganza tipica del tardo gotico. Sotto l'adorazione dei magi ci sono tre pannelli narrativi: presentazione al tempio di cristo, viaggio in Egitto, natività con annuncio ai pastori (primo notturno nella storia).

Dettagli della struttura

La parte sommitale è costituita da fastigi gotici e accoglie nel tondo centrale la scena del cristo benedicente e l'annunciazione, nei pennacchi ci sono delle aperture con i profeti. La struttura si compone di un basamento, un coronamento e due pilastrini laterali che sono ruotati a 45 gradi. Gli spazi vuoti della cornici sono vuoti (senza profeti) e sembrano traforati con delle rose rampicanti che sembrano sovrapporsi alla doratura. C'è un analisi lenticolare della natura, una visione precisa e minimale e al dettaglio della natura. Lo spazio non è tripartito da colonnine, ma è integro per non limitare l'artista e dare una lettura olistica e generale.

Tema dei magi

La rappresentazione è tipicamente tardo gotica, i magi sono il tema sacro che meglio si presta a esibire potere e ricchezza del committente (Palla Strozzi). In questo periodo molto spesso si rappresentano dei ludi sacri (rappresentazioni durante le festività), una di questa è la cavalcata dei magi, che rappresentano gli aristocratici (a Firenze i medici). Durante le rappresentazioni si esibivano elementi che denotavano il proprio status sociale, e il tema dei magi è il migliore per esprimere la distinzione sociale ed è il tema di fondo nella scena. C'è una narrazione nelle lunette superiori fino ad arrivare ai magi di fronte al cristo. C'è un cielo in foglia d'oro, su il picco roccioso della prima lunetta si trovano le tre figure dei magi, tutte vestite d'oro che osservano una stella in rilievo. Ai piedi c'è un corteo e un mare con barchette. Nella lunetta centrale ci sono i magi all'interno del corteo che si dirige a Gerusalemme (castello turrito), dove si trovano anche personaggi come: un mastino che insegue un capriolo, dei pastori, la casa del massaro. Tutto è nei minimi dettagli così come il corteo in se (finimenti dei cavalli, corazze, costumi tutto in punta di pennello).

Dettagli della scena

Nell'ultima scena i magi tornano da Erode per digli di non aver trovato il cristo, e il corteo prosegue nella scena centrale dietro la collina.

Ci sono personaggi con cappelli strani, i volti sono n teste di dromedari, cammelli, scimmiette e ghepardi che erano esibiti nei parchi dei signori durante i cortei).tratteggiati con pose e fisionomie che vanno al di la dello stereotipo della classe sociale, c'è una veridicità maggiore.

C'è un leopardo arrabbiato che spaventa un cavallo. Gli abiti sono in rilievo. L'arte della caccia era caratteristico. I magi sono in primo piano e inginocchiati davanti alla madonna, e rappresentano le età dell'uomo che si dispongono in una dimensione cinematografica. Il bambino mette la mano sulla testa calva del più vecchio. Quello di media età si toglie la corona. Il ragazzo più giovane è appena smontato da cavallo e si toglie gli speroni, posa stante ma elegante.

Materiali e tecniche

I tre abiti dei magi sono i più ricchi della rappresentazione e sono realizzati con foglia d'oro e argento. Il rosso che vediamo ora è la borlo armeno, impiegato come collante per far aderire la foglia, che è caduta rivelando il pigmento sottostante. I materiali trovano un armonia nella pittura. Una luce radente è proiettata da alcuni particolari in rilievo della tavola, c'è una lettura a rilievo dei dettagli. La vergine è interpretata come una principessa e si trova in prossimità di una grotta insieme a due curiose e eleganti ancelle; Palla strozzi è in primo piano, centrale e dietro i magi sulla linea diagonale che unisce le teste dei magi: è un personaggio che tiene un turbante e su un guanto d'oro un falcone. Dietro di lui c'è un giovane, il figlio Francesco.

Giochi di luce e ombra

Avendo una formazione lombarda, Fabriano rappresenta al meglio i giochi luminosi, avendo una coerenza con le ombre e riproducendo i giochi di luce ed ombra osservando la natura, ciò è rappresentato al meglio nella scena d'Egitto (nella predella). Le attenzioni atmosferiche sono lavorati in punta d'ora soltanto dalla parte sinistra dove c'è il sole. Un castello su una collina è velato dall'ombra di una nuvola.

Predella e notturno

Sempre sulla predella c'è il primo notturno, la cui luce arriva da cristo stesso che emana luce e calore. L'angelo invece illumina la silhouette dei pastori.

La presentazione al tempio di cristo è anch'essa nella predella, il tempio è simile al battistero di san Giovanni e si può capire che siamo a Firenze grazie alla presenza di un architettura di Brunelleschi e le decorazioni dei palazzi signorili. C'è l'analisi di una luce artificiale di candela.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della Pala d'altare di Gentile da Fabriano nel contesto del tardo gotico?
  2. La Pala d'altare, realizzata nel 1423, rappresenta un esempio significativo del tardo gotico, mantenendo elementi stilistici tipici e testimoniando un linguaggio artistico contaminato nel tempo, esaltando la ricchezza e l'eleganza del periodo (testo).

  3. Quali sono i temi principali rappresentati nella pala e come si collegano al committente?
  4. Il tema dei magi è centrale, poiché simboleggia il potere e la ricchezza del committente Palla Strozzi, e viene utilizzato per esprimere la distinzione sociale attraverso rappresentazioni di ludi sacri e cortei aristocratici (testo).

  5. Come è strutturata la pala e quali elementi architettonici la caratterizzano?
  6. La pala è composta da un basamento, un coronamento e due pilastrini laterali, con fastigi gotici e un tondo centrale che ospita la scena del Cristo benedicente, creando una lettura olistica e generale dell'opera (testo).

  7. Quali materiali e tecniche sono stati utilizzati per realizzare i dettagli dei magi?
  8. I magi sono rappresentati con abiti ricchi realizzati in foglia d'oro e argento, utilizzando il borlo armeno come collante, e presentano una lettura a rilievo dei dettagli, evidenziando l'armonia dei materiali nella pittura (testo).

  9. In che modo Gentile da Fabriano utilizza la luce e l'ombra nella sua opera?
  10. Fabriano, con la sua formazione lombarda, crea giochi di luce e ombra che riflettono la natura, evidenziati nella scena d'Egitto e nel primo notturno, dove la luce emana da Cristo, illuminando i dettagli e le figure (testo).

Domande e risposte

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