Concetti Chiave
- La saliera di Cellini fu commissionata da Francesco I di Francia e, dopo la sua morte, passò agli Asburgo come regalo di Carlo IX.
- Realizzata in oro massiccio con un design naturalistico, la saliera presenta Cibele e Nettuno come figure centrali, simbolizzando la fusione tra terra e mare.
- L'opera segna una transizione nell'oreficeria, da oggetti religiosi medievali a pezzi profani destinati alle tavole nobiliari.
- La saliera ha influenzato le arti applicate italiane in Francia, segnando l'inizio della pratica della firma da parte degli artisti.
- Rubata nel 2006 da un esperto di sicurezza, la saliera è stata recuperata tre anni dopo e assicurata per 60 milioni di euro.
• Autore: Benvenuto Cellini
• Data di creazione: 1543 circa
• Periodo culturale di riferimento: Rinascimento e Manierismo europeo
• Museo: Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria
• Materiali: oro, ebano, avorio e smalto di vari colori
• Tecniche: incisione a sbalzo, bassorilievo su metallo, fusione
• Dimensioni: larghezza 33,5 cm, altezza 26 cm e lunghezza 25 cm
Indice
Storia della saliera
L’oggetto fu commissionato all’artista da Francesco I, re di Francia.
Alla morte di quest’ultimo, il figlio Carlo IX regalò la saliera all'arciduca Ferdinando II di Tirolo come ringraziamento per averlo sostituito nel suo matrimonio per procura con Elisabetta d'Austria.
Fu così che la saliera entrò a far parte della collezione privata degli Asburgo.
Dal 1871, si trova al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Fino ad allora era stata perduta ogni traccia dell’attribuzione, fintanto che, intorno al 1900, lo storico Julius Schlosser identificò l’autore della saliera, grazie alla descrizione che Cellini ne fa nel suo Trattato di Oreficeria.
Descrizione artistica
La saliera è in oro massiccio. La rappresentazione dei corpi è naturalistica e di ispirazione classica.
A sinistra, la dea della terra, Cibele, è in piedi accanto a un tempio e a dei frutti. A destra, il dio del mare, Nettuno, accompagnato dai suoi attributi (animali marini, tridenti, barca, diadema). Le figure sono fuse, modellate e scolpite con cura. Nettuno indossa un diadema smaltato di verde e un tridente grigio. Fra le due immagini abbiamo il contenitore a forma di barca: essendo destinato a contenere il sale, esso è il simbolo della fusione fra la terra e il mare. All'epoca di Cellini, il sale era un condimento prezioso e le saliere erano destinate alle tavole dei ricchi. Vicino a Cibele si scorge un tempietto di stampo classico, con un arco trionfale destinato a raccogliere il pepe che poggia sulla terra in quanto il pepe è di derivazione terrestre e non marina.
Il fondo della saliera è smaltato in verde e blu, due colori che ricordano il mare. I frutti di Cibele sono smaltati in giallo, rosso, verde e blu. Gli smalti utilizzati sono trasparenti e applicati con la tecnica del bassorilievo su metallo (= basse-taille), con ricorso all’incisione o allo sbalzo.
La base è di ebano. Sfere d'avorio incastonate sotto la base permettono di spostare la saliera intorno al tavolo a seconda delle esigenze degli ospiti.
Significato simbolico
Con quest'opera, l'oreficeria divenne un'arte di grande importanza. E i pezzi che in precedenza (nel Medioevo) erano stati essenzialmente religiosi (calici, ostensori), ora si trovavano sulle tavole dei nobili, quindi con finalità profane
La saliera di Cellini è ricca di allegorie. Infatti, le due figure in trono sulla base in ebano sono Cibele, dea della terra, seduta su un animale allegorico, e Nettuno, dio del mare, trasportato da cavalli. Quanto alla base, contiene figure smaltate che simboleggiano le stagioni e i quattro momenti della giornata: alba, giorno, tramonto e notte. I quattro giovani collocati alla base rappresentano i venti che soffiano sulla terra.
Stile e influenza
Quest'opera introduce lo stile delle arti applicate italiano in Francia. Durante il Rinascimento, gli artisti, in particolare gli smaltatori, iniziarono a firmare le loro opere. Questo non avveniva nel Medioevo, quando le opere venivano create in bottega e quindi collettivamente.
Come molti artisti di questo periodo, Benvenuto Cellini fu un artista completo, allo stesso tempo designer, orafo, fonditore, medaglista, scultore e scrittore del Rinascimento italiano, che applicò le tecniche e la precisione dell'oreficeria al suo lavoro di scultore.
Furto e recupero
• È stata soprannominata “la Gioconda” delle sculture.
• Per dimostrare che i mezzi di sicurezza antifurto non era sicuri, nel 2006 la saliera fu oggetto di furto da parte di un esperto di sistemi di allarme. Dopo tre anni, fu ritrovata in un bosco vicino a Vienna e l’autore confessò il furto. D’altra parte, a causa dell'elevato valore dell'oggetto, non avrebbe potuto mai essere venduto.
Fu allora che l’oggetto fu assicurato per un valore di 60 milioni di euro.
Domande da interrogazione
- Qual è la storia della commissione della saliera di Cellini?
- Quali sono le caratteristiche artistiche della saliera?
- Qual è il significato simbolico della saliera?
- In che modo la saliera ha influenzato le arti applicate?
- Qual è la storia del furto e recupero della saliera?
La saliera fu commissionata da Francesco I, re di Francia, e dopo la sua morte, passò a Carlo IX, che la regalò all'arciduca Ferdinando II di Tirolo. Oggi si trova al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La saliera è realizzata in oro massiccio e presenta figure naturalistiche di Cibele e Nettuno, con dettagli raffinati e smalti colorati. Il design simboleggia la fusione tra terra e mare, con un contenitore a forma di barca per il sale.
La saliera rappresenta un'evoluzione dell'oreficeria da opere religiose a pezzi profani per le tavole nobili. Le figure e i simboli sulla base riflettono le stagioni e i momenti della giornata, evidenziando l'importanza dell'arte orafa.
L'opera ha introdotto lo stile delle arti applicate italiane in Francia e ha segnato l'inizio della firma delle opere da parte degli artisti, un cambiamento significativo rispetto alla produzione collettiva del Medioevo.
Soprannominata “la Gioconda” delle sculture, la saliera fu rubata nel 2006 da un esperto di sistemi di allarme e ritrovata tre anni dopo in un bosco vicino a Vienna. È stata assicurata per un valore di 60 milioni di euro.