Concetti Chiave
- La nascita della fotografia nel 1827 ha liberato gli impressionisti dall'obbligo di realizzare ritratti e vedute, consentendo una maggiore libertà espressiva.
- Nepce, un chimico francese, è stato il primo a scattare una fotografia nel 1827 utilizzando una lastra di rame con foglia d'argento, impiegando un tempo di posa di 8 ore.
- Il dagherrotipo, sviluppato da Daguerre nel 1838, ha permesso la stampa di immagini in positivo su carta, migliorando notevolmente la tecnica fotografica.
- Gli impressionisti utilizzarono la fotografia per catturare momenti di transitorietà, come dimostra la serie di opere di Monet sulla cattedrale di Ruen in diverse condizioni atmosferiche.
- La cronofotografia, sviluppata da Muybridge nel 1874, ha segnato un passo verso la fotodinamica, catturando sequenze di movimento, come nel caso del cavallo.
L'influenza della fotografia sugli impressionisti
Ad aiutare gli impressionisti a sentirsi liberi fu l’esordio della fotografia che nacque nel 1827, anno in cui fu scattata la prima foto con un tempo di posa pari a 8 ore. Da questo momento divenne possibile fissare su una lastra un’immagine. Gli impressionisti furono quindi esentati dal dover fare ritratti o dal dover fare vedute, perché ora esisteva la fotografia, ora gli artisti erano quindi più liberi di esprimersi a loro piacimento. Infatti anche i ritratti di personaggi famosi furono affidati ai fotografi, ad esempio Nadar fotografò Sara Bernhardt, una famosissima attrice francese.
Le origini della fotografia
Colui che scattò la prima fotografia nel 1827 fu un chimico francese di nome Nepce. Nella foto è presente della luce sia a sinistra che a destra, ciò è dovuto al fato che nelle 8 ore di posa il sole si è spostato. Costui aveva utilizzato una lastra di rame con sopra una foglia di argento, la quale con molta facilità, se esposta alla luce, si corrode permettendo così, con il passare delle ore, di fissare la fotografia.
L'evoluzione della tecnica fotografica
La prima vera e propria fotografia risale in realtà al 1838 quando Daguerre utilizzò una lastra impressionabile in negativo, la quale permetteva la stampa della foto su carta in positivo. Dal nome dell’inventore di questa tecnica deriva il dagherrotipo, un’immagine fotografica dalla quale si poteva ricare un’unica copia positiva della stessa. In realtà Daguerre non stampò il risultato su carta, vi riuscì però nel 1841 il chimico Talbot, si ridussero anche i tempi di posa agli 8-10 minuti.
L'uso della fotografia nell'arte impressionista
Le foto vennero utilizzate anche dagli impressionisti per fissare determinate situazioni e determinati momenti: ad esempio durante la giornata gli impressionisti realizzavano molteplici foto dello stesso ambiente, che permettevano loro di apprezzarne la transitorietà e di apprezzare lo scorrere del tempo. A dimostrazione di ciò Monet rappresentò una cinquatina di volte la cattedrale di Ruen perché a seconda del momento scelto vi è un effetto atmosferico differente. Una cosa dello stesso tipo la fece con i covoni di fieno.
La nascita della cronofotografia
La fotografia permise anche la sperimentazione che portò alla prima cronofotografia ad opera dell’americano Muybridge che nel 1874 prese più macchine fotografiche di modo da catturare l’evoluzione del movimento del cavallo. A seguito degli scatti, fra tutte le foto selezionò quelle che gli permisero di ricostruire una sequenza dei movimenti del cavallo, una cronofotografia che è un primo piano verso la fotodinamica che nacque nel primo ‘900 e che consiste in un’immagine in movimento.
Domande da interrogazione
- In che modo l'esordio della fotografia ha influenzato la libertà espressiva degli impressionisti?
- Chi è stato il pioniere della fotografia e quale tecnica ha utilizzato per la prima foto?
- Qual è stata l'evoluzione della tecnica fotografica dopo il dagherrotipo?
- Come hanno utilizzato gli impressionisti la fotografia per catturare il cambiamento atmosferico?
L'arrivo della fotografia nel 1827 ha liberato gli impressionisti dall'obbligo di realizzare ritratti e vedute, permettendo loro di esprimere la propria creatività senza vincoli, come evidenziato nel testo.
Il chimico francese Nepce è stato il primo a scattare una fotografia nel 1827, utilizzando una lastra di rame e una foglia di argento, che si corrodeva alla luce, per fissare l'immagine.
Dopo il dagherrotipo, nel 1841, il chimico Talbot riuscì a stampare le fotografie su carta in positivo, riducendo anche i tempi di posa a 8-10 minuti, come descritto nel testo.
Gli impressionisti scattavano molteplici foto dello stesso ambiente per apprezzare la transitorietà e il cambiamento atmosferico, come dimostrato da Monet che rappresentò la cattedrale di Ruen in diverse condizioni di luce.