Concetti Chiave
- Renato Guttuso, nato nel 1912 in Sicilia, è considerato il massimo esponente del realismo sociale italiano, con un forte impegno politico contro il fascismo.
- Il dipinto "Fucilazione in campagna" del 1939 è un potente atto di accusa contro il fascismo, dedicato a Federico Garcia Lorca e rappresenta la denuncia della violenza e dell'oppressione.
- "Crocifissione", realizzato nel 1942, sfida le convenzioni artistiche dell'epoca con dettagli provocatori, suscitando scalpore per la sua rappresentazione innovativa di un tema tradizionale.
- Nel 1970, Guttuso dipinge "La notte di Gibellina" per denunciare il disagio degli abitanti dopo il terremoto del 1968, esprimendo paura e dolore attraverso una composizione corale.
- L'opera "La notte di Gibellina" utilizza simboli come il contrasto tra il rosso dei fuochi e il nero del lutto, con figure umane che appaiono come ombre, accentuando il senso di catastrofe.
Renato Guttuso e il realismo
Renato Guttuso è il massimo esponente del realismo sociale italiano. Nato nel 1912, in provincia di Palermo, fin da giovane si impegnò nella lotta antifascista. Iniziò a realizzare opere alla fine degli anni Trenta ed è morto nel 1987.
Nel 1939, dipinge la Fucilazione in campagna, un olio su tela, conservato alla Galleria di Arte Moderna di Roma. L’opera, ispirata a Goya, è dedicata a Federico Garcia Lorca, il poeta spagnolo arrestato a Granata dalla guardia civile e fucilato tre anni prima. Pertanto, il dipinto costituisce un preciso atto di accusa contro il fascismo italiano che stava combattendo in Spagna per aiutare l’esercito franchista. Comunque, nonostante la situazione politica italiana dagli anni della Seconda guerra mondiale ad oggi sia cambiata, l’artista si è sempre mantenuto, nella sua carriera artistica fedele alla stessa tensione morale: denuncia di ogni fatto in cui viene esaltata la violenza che sopraffà la ragione e in questo si può dire che Guttuso rappresenti la perfetta sintesi fra uomo e artista.
Crocifissione e il suo impatto
Nel 1942, Guttuso realizza un altro dipinto, Crocifissione. L’opera è importante per farci capire il suo modo di intendere il realismo. Non è il realismo di Courbet e nemmeno il realismo caratterizzato da colori innaturali. Alcuni dettagli allontanano l’artista da ogni forma di realismo oggettivo per esprimere un forte sdegno e una grande ansia interiore. Tali dettagli sono: l’inversione prospettica del tavolino collocato in primo piano, l’affollarsi degli uomini e degli oggetti contro un paesaggio cupo, i colori che mancano dui sfumatura. Pur essendo stato premiato, il dipinto fece scandalo nell’ambiente politico fascista del tempo a causa della novità con cui veniva affrontato un tema che da secoli veniva sempre rappresentato nello stesso modo. Si pensi, per esempio, al nudo femminile presente ai piedi della Croce. Inoltre pare che nell’aguzzino fossero riconosciute le sembianze di un gerarca fascista. Addirittura, il quotidiano cattolico l’”Osservatore romano”, propria per la presenza della nudità di Maria Maddalena propose la messa all’indice del quadro perché ritenuto indecente.
La notte di Gibellina
Nel 1970, l’artista dipinge La notte di Gibellina, un olio su tela, imponente dalle misure 2,60 x 3,00. L’opera fa riferimento al secondo anniversario del devastante terremoto di Gibellina del 1968, nel Belice. Il pittore insieme a degli amici, passo tutta la notte in quel luogo. Ovunque, in mezzo alle rovine furono accesi dei falò (si intravedono nel dipinto) e i ragazzi agitavano delle bandierine come si fosse trattato di una festa, anziché della commemorazione di un evento tragico. L’opera è soprattutto una denuncia sociale, un appello all’opinione pubblica con cui viene denunciata la situazione di disagio in cui sono ancora costretti a vivere gli abitanti del Belice ancora dopo due anni dalla catastrofe. Il tema è stato affrontato dal pittore in opere diverse, più o meno appartenenti agli stessi anni, fra cui Rovine di Gibellina. Molti particolari si ritrovano come il bambino addormentato, l’automobile in basso a destra, le rovine di un edificio posto alla sommità di un’altura, l’uomo con la coppola ed un arnese da lavoro sulla spalla, un uomo che abbraccia una donna. Il rosso dei fuochi e delle fiaccole presenti ovunque contrastano con il nero dei mantelli (cfr. la donna vestita di nero sulla sinistra), segno di lutto. Da notare che questa figura femminile non ha il volto per cui è il simbolo della morte. Le persone sembrano assomigliare a delle ombre e la loro presenza aggiunge una catastrofe ad una catastrofe. I sentimenti che ci vuole trasmettere l’autore sono la paura, la rabbia e soprattutto tanto dolore, il tutto espresso in una grande forma di coralità.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della Fucilazione in campagna di Guttuso?
- In che modo Guttuso interpreta il realismo nel dipinto Crocifissione?
- Qual è il tema centrale de La notte di Gibellina?
- Come si manifesta l'impatto sociale delle opere di Guttuso?
- Quali elementi distintivi caratterizzano lo stile di Guttuso?
La Fucilazione in campagna, dipinta nel 1939, è un atto di accusa contro il fascismo italiano e un omaggio a Federico Garcia Lorca, evidenziando la lotta contro la violenza e l'oppressione (cfr. testo).
Guttuso si distacca dal realismo tradizionale, utilizzando dettagli come l'inversione prospettica e colori privi di sfumature per esprimere sdegno e ansia interiore, scandalizzando l'ambiente politico fascista (cfr. testo).
La notte di Gibellina, realizzata nel 1970, denuncia la situazione di disagio degli abitanti del Belice due anni dopo il terremoto, utilizzando simboli di lutto e una coralità di emozioni come paura e dolore (cfr. testo).
Le opere di Guttuso, come La notte di Gibellina, fungono da appello all'opinione pubblica, evidenziando le ingiustizie sociali e il dolore collettivo, rendendo la sua arte un potente strumento di denuncia (cfr. testo).
Lo stile di Guttuso è caratterizzato da una forte tensione morale, l'uso di dettagli espressivi e una rappresentazione emotiva della realtà, che lo distingue da altri realisti come Courbet (cfr. testo).