Concetti Chiave

  • Fare un autoritratto implica rappresentare non solo l'aspetto fisico, ma anche sentimenti e personalità, riflettendo l'anima del soggetto.
  • Narciso è considerato l'inventore della pittura dai pensatori rinascimentali, in quanto la sua contemplazione dell'immagine riflessa è vista come l'origine dell'arte pittorica.
  • Alla fine del Medioevo, il ruolo degli artisti evolve da semplici artigiani a creatori riconosciuti, che iniziano a firmare le loro opere.
  • L'introduzione dello specchio veneziano nel 1380 ha permesso agli artisti di rappresentarsi con maggior dettaglio, influenzando la tecnica degli autoritratti.
  • Le motivazioni per realizzare autoritratti variano nel tempo: dagli artisti rinascimentali che affermano il loro status, a quelli moderni con introspezione psicologica, fino ai contemporanei che esplorano le ambiguità del genere.

L'arte dell'autoritratto

Fare un autoritratto è rappresentare se stessi: di fronte o tre quarti, a corpo intero o frammentato, con o senza messa in scena, da solo o con altri personaggi. Senza corpo al limite: un autoritratto riuscito mostra non solo l'aspetto, ma anche i sentimenti, la personalità, l'"anima" del soggetto.

Narciso e l'invenzione della pittura

Nelle Metamorfosi, il poeta Ovidio racconta la storia di Narciso, un giovane affascinato dalla contemplazione del la sua immagine riflessa nell'acqua. Considerando la pittura come un'imitazione della realtà, i pensatori rinascimentali e in particolare Leon Battista Alberti (nel suo libro De Pictura del 1435), affermano che Narciso è l'inventore della pittura in generale e trovano nell'autoritratto la fonte stessa dell'arte pittorica.

Evoluzione dello status degli artisti

Rappresentare se stessi era considerato un atto di orgoglio che rischiava di attirare l'ira degli dei. Ma in Grecia, Apelle, il pittore preferito di Alessandro Magno, realizzò il suo autoritratto. Alcuni si rappresentano sui vasi come firma, ma in modo molto discreto.

Pittori e scultori sono considerati dei semplici artigiani. Ma alla fine del Medioevo, il loro status sociale cambia: furono gradualmente considerati come veri creatori che lavoravano non solo con le loro mani ma anche con la testa. Fu così che iniziano a firmare le loro opere.

Questo è il momento in cui abbiamo l'introduzione dello specchio fatto col vetro realizzato dai Veneziani intorno al 1380. Sostituisce lo specchio in metallo lucido, più sfocato e consente agli artisti di rappresentare se stessi nel dettaglio. Questi autoritratti sono spesso caratterizzati dall'inversione del modello (un artista destrorso diventa mancino!) e da pose di tre quarti.

Artisti nascosti nelle loro opere

Gli artisti iniziano a inserirsi e a nascondersi nelle loro composizioni. Nel XV secolo, Jan Van Eyck dipinge Il ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) e si introduce con discrezione nella scena. In fondo alla stanza, dipinge uno specchio in cui possiamo vedere la sua immagine riflessa.

Dürer e il desiderio di autenticità

Il maestro tedesco dell'autoritratto, Albrecht Dürer (1471-1528) il cui ci è noto un disegno realizzato all'età di 13 anni, è un precursore del genere: è il primo a rappresentare se stesso di fronte e poi a dipingersi con le sembianze del Cristo (1500). L'autoritratto è "questo è come mi vedevo in un dato momento", e allo stesso tempo "questo è come volevo essere visto" (sottinteso: "questa è l'immagine che desidero lasciare ai posteri"). Un gioco tra il desiderio di autenticità e la facciata sociale che l'artista generalmente desidera preservare. In ogni caso, ci sono delle eccezioni.

L'artista come creatore e soggetto

Ma l'artista che rappresenta se stesso afferma anche: "Io sono quest'opera", colui che è stato in grado di crearla, che è in possesso delle conoscenze e delle competenze necessarie per realizzarla. Ci sono molti autoritratti in cui l'artista posa "come un artista", con gli strumenti del mestiere in mano. Nel XVII secolo, questa autocelebrazione si diffonde in tutta l’Europa. In Les Ménines (1656), Velázquez rappresenta se stesso davanti al cavalletto mentre il re e la regina che sta dipingendo, appaiono solo nello specchio presente nella parte inferiore del dipinto!

Rembrandt e il diario della vita

Uno degli artisti più fecondi è innegabilmente Rembrandt (1606-1669) i cui cento autoritratti costituiscono un autentico diario della vita. A questo gioco di autoritratti, tutti i creatori importanti si sono prestati prima o poi. Alcuni ne hanno persino fatto una delle componenti principali del loro lavoro, rappresentando se stessi in tutte le età della loro vita; è il caso di Albrecht Dürer, Rembrandt, Vincent Van Gogh, Egon Schiele, Nan Goldin, Frida Kahlo, Opalka...

Motivazioni per l'autoritratto

A seconda del tempo, le "ragioni" per realizzare un autoritratto possono essere diverse:

• L'artista rinascimentale afferma il suo nuovo status di "pittore internazionale" (Albrecht Dürer, Jean Van Eyck, Raffaello, Diego Velázquez, Leonardo da Vinci).

• L'artista "moderno" è più incline all'introspezione psicologica, addirittura, in certi casi, con propensione al miserabilismo (= tendenza artistica che consiste nel rappresentare con compiacimento gli aspetti più miserabili della vita social): Vincent Van Gogh, Otto Dix, Egon Schiele, Léon Spilliaert, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Frida Kahlo, Francis Bacon).

• L'artista contemporaneo gioca con tutte le ambiguità del genere (Andy Warhol, Jean-Michel Journiac, Cindy Sherman).

In ogni caso, l'autoritratto non si riduce a un monologo tra l'artista e se stesso: è un dialogo con lo spettatore, con la storia dell'arte sullo sfondo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato profondo di un autoritratto?
  2. Un autoritratto non rappresenta solo l'aspetto fisico, ma anche i sentimenti, la personalità e l'"anima" del soggetto, come evidenziato nel testo.

  3. Come Narciso è legato all'invenzione della pittura?
  4. Secondo Ovidio e i pensatori rinascimentali, Narciso, affascinato dalla sua immagine riflessa, è considerato l'inventore della pittura, con l'autoritratto come fonte dell'arte pittorica.

  5. In che modo lo status degli artisti è cambiato nel tempo?
  6. Inizialmente considerati artigiani, gli artisti hanno visto il loro status evolvere verso quello di creatori, iniziando a firmare le loro opere, come descritto nel testo.

  7. Qual è il ruolo degli artisti nei loro autoritratti?
  8. Gli artisti si inseriscono e si nascondono nelle loro opere, affermando la loro identità e competenza, come dimostrato da esempi come quello di Velázquez in "Les Ménines".

  9. Quali sono le motivazioni per realizzare un autoritratto nel corso della storia?
  10. Le motivazioni variano: dal desiderio di affermare uno status artistico nel Rinascimento, all'introspezione psicologica nell'arte moderna, fino al gioco con le ambiguità nel contemporaneo.

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