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Concetti Chiave

  • Il futurismo, fondato da F. T. Marinetti nel 1909 a Milano, era inizialmente un movimento politico-letterario che promuoveva la rottura con il passato e il nazionalismo.
  • I temi principali della letteratura futurista includevano il culto della forza, della violenza e della macchina, con un approccio che aboliva la sintassi e la punteggiatura.
  • L'adesione dei futuristi al fascismo fu totale, con alcuni membri che parteciparono attivamente alle manifestazioni nazionalistiche e alle imprese fasciste.
  • Nel campo della pittura, artisti come Boccioni e Carrà si distinsero per il loro dinamismo e l'interpretazione della macchina come centro dell'universo, dando vita al Primo manifesto della pittura futurista.
  • Alcuni pittori futuristi, come Boccioni e Severini, raggiunsero risultati artistici notevoli, con opere che mostrano forti influenze cubiste e un'interpretazione innovativa del movimento.

Origini e ideologia del futurismo

Movimento dapprima solo politico-letterario, poi anche artistico, iniziato da F. T. Marinetti nel 1909 a Milano. Il 20 febbraio dello stesso anno apparve, sotto forma di un articolo di fondo pubblicato sul «Figaro» a Parigi, il primo manifesto del gruppo. In esso il suo fondatore proclamava i futuristi pronti ad ogni rottura con il passato, convinti assertori dell'opportunità della guerra e decisi nazionalisti. Si configuravano anche i temi della letteratura futurista, basati sul culto della forza, della violenza, del dinamismo e della macchina. Privo di una vera base ideologica, il movimento si palesò subito più come un connubio non risolto di stati d'animo e di umori fino ad allora latenti, che come una corrente veramente innovatrice. Vi confluirono infatti molti degli equivoci e delle contraddizioni del momento: i fervori male indirizzati di una società desiderosa di rinnovarsi, l'immaturità dell'elemento piccolo-borghese, l'aspirazione dei ceti abbienti a difendersi con soluzioni autoritarie (il culto della forza e della violenza del f. si spiega anche in questo senso) dalle prime rivendicazioni operaie. Sul piano politico l'adesione dei futuristi al fascismo fu totale: Marinetti, Macchi e Bolzon compaiono nella lista capeggiata da Mussolini per le elezioni generali del 1919. Il movimento promosse diverse manifestazioni a carattere nazionalistico e molti dei suoi aderenti parteciparono alle varie imprese fasciste, compresa la marcia su Roma.

Manifesto tecnico e letteratura

In campo letterario i futuristi proposero, nel Manifesto tecnico della letteratura futurista (1910), le «parole in libertà», con le quali si abolivano la sintassi, la punteggiatura, l'avverbio, mentre l'uso del verbo era consentito solo all'infinito. Il futurismo: un movimento tra politica, arte e letteratura articoloA parte questo tentativo di un rinnovamento formale del linguaggio, il f. non suggerì niente di particolarmente nuovo, costituendo la fase ultima di rarefazione di una letteratura decadente già nota e prevedibile. Essendo del tutto transitoria la partecipazione al movimento di scrittori quali Govoni, Soffici, Papini, il f. non ebbe alcuna personalità artistica capace di far propria, in forme autentiche e spontanee, la sua tematica.

Pittura futurista e influenze cubiste

L'adesione dei pittori venne decisa a Milano da Boccioni, Dalmazzo, Carrà, Balla, Russolo e Severini che ne dettero notizia in una tumultuosa riunione al teatro Chiarella di Torino, lanciando il Primo manifesto della pittura futurista. Fonte di ispirazione fu ancora il culto per l'azione ed il dinamismo e per la macchina, considerata idealmente il centro dell'universo, principio di vita e di ogni energia. Su queste basi i futuristi ebbero esperienze analoghe a quelle dei cubisti. Gli oggetti per suggerire l'idea del movimento vennero scomposti e reciprocamente compenetrati. Ma mentre la ricerca cubista si svolse secondo un estremo rigore formale, i futuristi si mantennero su un piano di mimesi, spesso piuttosto meccanica.

Tuttavia alcuni di essi raggiunsero dei risultati considerevoli: Boccioni, ad esempio, nella Città che sale (New York, Museum of Modern Art) o in Dinamismo di un ciclista (Milano, collezione Mattioli) consegue accenti espressivi piuttosto efficaci; quadri bene impostati si ritrovano nella produzione di Balla, Carrà, Prampolini, Severini, per citarne solo qualcuno. In Severini le influenze cubiste sono ancora più evidenti che negli altri, al punto che molte sue opere possono considerarsi decisamente cubiste.

Esperienze futuriste, sia pure solo transitoriamente, vennero compiute da Morandi, Licini, Gino Rossi, Sironi, ed altri. Sant'Elia, precocemente scomparso come Boccioni, in una serie di disegni indicò quale doveva essere la città futurista dell'avvenire.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del movimento futurista e chi lo ha fondato?
  2. Il movimento futurista è iniziato nel 1909 a Milano da F. T. Marinetti, con la pubblicazione del primo manifesto sul «Figaro» a Parigi, dove proclamava la rottura con il passato e l'adesione a ideali nazionalisti e bellicosi.

  3. Quali erano i temi principali della letteratura futurista?
  4. I temi della letteratura futurista si basavano sul culto della forza, della violenza, del dinamismo e della macchina, riflettendo stati d'animo e umori di una società in cerca di rinnovamento, come descritto nel testo.

  5. Come si è manifestata l'adesione dei futuristi al fascismo?
  6. L'adesione al fascismo fu totale, con Marinetti e altri futuristi che parteciparono attivamente alle elezioni del 1919 e a manifestazioni nazionalistiche, inclusa la marcia su Roma.

  7. Quali innovazioni linguistiche sono state proposte nel Manifesto tecnico della letteratura futurista?
  8. Nel Manifesto tecnico del 1910, i futuristi proposero le "parole in libertà", abolendo la sintassi e la punteggiatura, consentendo l'uso del verbo solo all'infinito, ma senza introdurre novità significative nella letteratura.

  9. In che modo la pittura futurista si differenziava dalla ricerca cubista?
  10. Mentre i cubisti seguivano un rigore formale, i futuristi si concentravano sulla mimesi e sull'idea di movimento, con risultati espressivi notevoli in opere di artisti come Boccioni e Severini, che mostrano anche influenze cubiste.

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