Concetti Chiave
- Le arti si esprimono attraverso linguaggi unici: la poesia attraverso la parola e il suono, la pittura attraverso il segno e il colore, ognuno con un proprio campo di azione.
- Nella poesia e nella pittura, gli oggetti e le parole vengono privati del loro valore d'uso tradizionale per acquisire nuovi significati e diventare elementi di composizione artistica.
- Magritte illustra l'equivoco visivo sottolineando che un'immagine non è la realtà, ma una rappresentazione, come dimostrato dalla sua famosa affermazione riguardo alla pipa.
- Dalì rappresenta la memoria con gli "orologi molli", evidenziando come essa si deforma nel tempo, mantenendo un legame con la realtà che la sostiene.
- Kandinskij utilizza il "tratto continuo" per evocare un movimento musicale nella pittura, creando analogie tra arte visiva e composizione poetica.
Linguaggi delle arti
Le arti si fondano su linguaggi specifici che non sono facilmente traducibili. La poesia è l’arte della parola, del suono; la pittura è l’arte del segno del colore. Il campo di azione della prima è il tempo, dove si sviluppa musicalmente, il campo della seconda è lo spazio, dove si sviluppa in forme organizzate.
Qual è il significato nella pittura e poesia?
Nel linguaggio poetico la parola è separata dal suo valore usuale quello della comunicazione quotidiana per diventare il significante di un significato nuovo, quello che il poeta ci propone. Anche nella pittura l’oggetto viene sottratto al suo valore d’uso per diventare elemento di composizione figurativa. Nella parte inferiore del dipinto ovale il pittore ha incollato un pezzo di tela cerata con il disegno stampato di un’impagliatura di sedia. Evidentemente questa tela cerata era stata fabbricata per un altro uso, non per diventare parte di un quadro. Inserita nella composizione di Picasso, diventa un elemento pittorico, così come le parole che ogni giorno servono per la comunicazione quotidiana, trasferite nella struttura voluta da un poeta, diventano materia di poesia.
Magritte e l'equivoco visivo
“Questa non è una pipa” avverte la scritta. L’osservatore potrebbe ingenuamente obiettare: “Io vedo veramente una pipa”. Il pittore potrebbe rispondere: “Allora prendi del tabacco e prova a fumarci dentro”. Infatti nel quadro si vedono linee e colori che possono far venire in mente una pipa, ma, come afferma Magritte, ciò che abbiamo davanti non è una pipa: è una tela con dei segni. L’immagine, come la parola, si presta all’equivoco.
Dalì e la memoria
Un’opera di Dalì, maestro del Surrealismo e della pittura onirica, non può avere un significato univoco come accade in un’allegoria. Tuttavia questo famoso quadro degli “orologi molli” può essere visto come una metafora della memoria.
La memoria umana, rappresentata dagli orologi, pur nella sua persistenza, col trascorrere del tempo si deforma, si affloscia, prende una forma diversa da quella originale. Ciò che non è umano tutti gli altri aspetti del paesaggio vive in un eterno presente.
Dalì, nella sua opera autobiografica Vita segreta, proposito di questo quadro ricorda: “Io mi sono spesso immaginato la mostruosità del sonno come una gigantesca testa pesante, con un lungo corpo sottile mantenuto in un equilibrio dalle stampelle del reale”. È una tipica metafora. Il sonno è “come” una testa pensante che si abbandonerebbe totalmente nel vuoto e nel nulla se l’inevitabile rapporto con la realtà (le stampelle) non lo mantenesse in precario equilibrio. Si tratta di una esemplare rappresentazione della duplice natura del sonno che vive al confine tra il reale e l’irreale.
Metafore e iperboli
L’iperbole è una figura retorica che consiste nell’esprimere un concetto oltre i limiti della verosimiglianza. È un’esagerazione. Il genere l’iperbole ha una finalità enfatica, serve a mettere in forte rilievo uno stato d’animo o un’emozione. Ecco un’iperbole visiva: il bambino si sente sovrastato dal girasole e dalla maestà del suo significato.
Il profumo è una sensazione che avvolge. È fatto di diverse componenti che si possono selezionare, ma convergono in una unità. Il profumo può essere associato a una persona.
Il dato sensoriale visivo coinvolge un altro senso: l’olfatto. È una sinestesia in pittura.
Vasilij Kandinskij “Tratto continuo (1923)
Kandinskij e il tratto continuo
Il tratto traversale, una diagonale, distingue due organizzazioni dello spazio del quadro: quella dominata dal trapezio nella parte sinistra e quella dominata dalla forma circolare nella parte destra. Tutte le forme al di sopra del “tratto continuo” sono caratterizzate da una fuga verso l’alto e sinistra, quelle al di sotto corrono verso il basso a destra. Un doppio movimento che evoca un’opposizione tra l’alto e il basso, fuga e ritorno, lontananza e avvicinamento, cielo e terra.
Effetti analoghi si trovano nella struttura del verso, fatta di movimenti ascensionali, di cadute, di pause.
Il titolo suggerisce un rapporto con la musica. Possiamo anche intenderlo come rapporto con la musicalità di una composizione poetica. Grandi strisce attraversano il quadro senza mai distaccarsi creando così un movimento musicale che scorre dall’alto al basso.
Analogamente, l’enjambement è una musica che fluisce oltre i confini del verso.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza fondamentale tra poesia e pittura secondo il testo?
- Come viene reinterpretato l'oggetto nella pittura e nella poesia?
- Qual è il messaggio principale dell'opera di Magritte riguardo all'equivoco visivo?
- In che modo Dalì rappresenta la memoria nei suoi dipinti?
- Qual è il significato del "tratto continuo" nell'opera di Kandinskij?
La poesia si sviluppa nel tempo attraverso la parola e il suono, mentre la pittura si sviluppa nello spazio attraverso il segno e il colore, creando forme organizzate.
In entrambe le arti, l'oggetto e la parola vengono sottratti al loro valore d'uso quotidiano per diventare elementi di composizione figurativa o significante di un nuovo significato, come evidenziato nell'opera di Picasso.
Magritte sottolinea che l'immagine non è l'oggetto stesso, ma una rappresentazione di esso; ciò che vediamo è solo una tela con segni, non la pipa reale.
Dalì utilizza gli "orologi molli" come metafora della memoria, che si deforma e cambia nel tempo, mentre il paesaggio circostante vive in un eterno presente.
Il "tratto continuo" crea un movimento musicale nel quadro, distinguendo due organizzazioni dello spazio e evocando un'opposizione tra altezze e direzioni, simile alla struttura di un verso poetico.