Concetti Chiave
- L'arte greca del VII secolo a.C. si esprime principalmente nell'architettura dei templi, con due tipi distintivi: dorico e ionico.
- I templi greci sono ispirati a diverse fonti architettoniche, come il megaron miceneo e le colonne egizie, creando un'armonia originale.
- La struttura dei templi presenta un rapporto armonico tra altezza, lunghezza e larghezza, con una cella centrale e colonnati anteriore e posteriore.
- Le colonne possono appartenere a tre ordini architettonici: dorico, ionico e corinzio, ognuno con caratteristiche distintive e decorative.
- I templi erano decorati con colori vivaci e statue policrome, evidenziando l'importanza della decorazione nell'arte greca.
Caratteristiche dell'arte greca
Nel VII a.C, le caratteristiche dell’arte greca si manifestano soprattutto nell’architettura del tempio. Dei templi ci è rimasto un sufficiente numero di vestigia per permetterci di procedere ad un’analisi completa delle strutture.
Innanzitutto, dobbiamo individuare due tipi di templi: il dorico e lo ionico, diffusi nel Peloponneso e nella Magna Grecia i primi, sulle coste nelle isole egee e in Asia Minore gli altri.
Fonti di ispirazione dei templi
Le fonti di ispirazione dei templi greci furono numerose: il megaron (= unità architettonica micenea) per quanto riguarda la pianta, le colonne egizie per la funzione decorativa e di sostegno, i capitelli egiziani, assiri, cretesio. Tutti questi elementi arrivarono a fondersi in modo armonioso creando un prodotto originale.
Struttura e proporzioni dei templi
Il rapporto fra altezza, lunghezza e larghezza erano collegate fra di loro con un rapporto armonico. La parte centrale era costituita da una cella che sulla parte anteriore e spesso anche su quella posteriore aveva un colonnato che delimitavano uno spazio chiamato pronaos (colonnato anteriore), opistodomos (il colonnato posteriore). Davanti, dietro e tutto intorno venivano disposte delle colonne.
Ordini architettonici delle colonne
Le colonne potevano essere di tre ordini: dorico (VII secolo a.C.), ionico (VI secolo a.C.) e corinzio (V secolo a.C.). La colonna dorica non aveva basamento e nella parte centrale presentava una lieve gonfiatura, come se stesse facendo uno sforzo per sostenere gli architravi. Il capitello dorico era formato da una specie di cuscinetto, sormontato da un dado che sosteneva un architrave liscio e continuo. A sua volta, l’architrave sosteneva il fregio suddiviso in rettangoli solcati in verticale e che si alternavano con spazi chiamati metope che poteva essere dipinti o scolpiti. Tutti questui elementi che poggiavano sul capitello costituivano, nel loro insieme, la trabeazione.
Gli ordini ionico e corinzio si distinguevano dal dorico per la maggior leggerezza.. Il capitello della colonna ionica presentava una doppia voluta che dava all’insieme finezza e grazia. Su finire del V secolo il capitello ionico si evolve verso il corinzio, caratterizzato da una decorazione fatta di foglie d acanto.
Decorazioni e colori nei templi
Alcune parti dei templi (il fondo dei frontoni o i rettangoli solcati in verticale) erano dipinte di rosso o di blu, mentre le statue erano policrome.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali tipi di templi nell'arte greca?
- Quali fonti hanno ispirato la progettazione dei templi greci?
- Come sono strutturate le colonne nei templi greci?
I principali tipi di templi nell'arte greca sono il dorico, diffuso nel Peloponneso e nella Magna Grecia, e lo ionico, presente sulle coste delle isole egee e in Asia Minore.
Le fonti di ispirazione per i templi greci includono il megaron miceneo per la pianta, le colonne egizie per la decorazione e il sostegno, e i capitelli egiziani, assiri e cretesi, che si sono fusi in un prodotto originale.
Le colonne nei templi greci seguono tre ordini architettonici: dorico, ionico e corinzio, ognuno con caratteristiche distintive, come la mancanza di basamento nel dorico e la decorazione a foglie d'acanto nel corinzio.