Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Le politiche migratorie europee si sono orientate verso restrizioni e mobilità selettiva, creando disuguaglianze nel diritto di accesso ai confini nazionali, specialmente per i lavoratori non qualificati.
  • I governi europei riaffermano la propria sovranità attraverso controlli più severi sull'immigrazione, associando i flussi migratori a minacce per la sicurezza nazionale, specialmente in seguito ad attacchi terroristici.
  • Il multiculturalismo è stato criticato da leader politici che lo considerano responsabile dei fallimenti nell'integrazione sociale, portando a politiche che enfatizzano un distacco tra immigrati e nativi.
  • Il processo di integrazione per i nuovi arrivati è legato all'autosufficienza economica, alla conoscenza della lingua e alla conformità alle norme del paese ricevente, trasformando la cittadinanza in un premio per l'integrazione.
  • Le tipologie di cittadinanza in Europa variano da proibitive a abilitanti, isolazioniste e condizionali, influenzando l'accesso e l'integrazione dei migranti nei rispettivi paesi.

Politiche migratorie europee

Le politiche migratorie negli ultimi anni sono tema centrale della politica europea. I paesi europei negli ultimi anni hanno attuato una restrizione delle possibilità di movimento verso il nord Globale innalzando barriere ai confini ed attuando una mobilità selettiva marcando una disuguaglianza nell’attribuzione del diritto di varcare i confini nazionali, stratificazione del diritto alla mobilità per motivi di sicurezza, spesso legati al lavoro non registrato degli immigrati privi di titoli di soggiorno.

Mobilità: se si parla di lavoratori altamente qualificati, in questo caso spesso è sollecitata, si hanno aspettative ottimistiche, vantaggi per gli individui e per gli stati riceventi.

Immigrazione: nel caso di lavoratori di basse qualifiche e si cerca di bloccarla, sorgono questioni come l’integrazione sociale, sicurezza, controllo e difesa dell’identità nazionale.

Sovranità e sicurezza nazionale

I governi sembrano voler riaffermare la propria sovranità rafforzando i controlli sulla mobilità non intesa come turismo ma come immigrazione di quegli individui etichettati come poveri e bisognosi che costituiscono una minaccia. Gli attentati, dall’11 settembre 2001 hanno rilanciato la paura che collega i flussi migratori e minaccia alla sicurezza nazionale. L’inquadramento dell’immigrazione come sosteneva Huntington rafforza gli stereotipi ed incrementa il conflitto tra civiltà. Welfare shopping, il timore dell’insediamento di estranei richiedenti diritti e sostegni pubblici che garantisce il welfare state ad i soli cittadini nazionali, diritti sociali da difendere e come privilegio solo per chi è cittadino. Chi non lavora è visto come un peso per le casse della spesa pubblica mentre chi lavora è spesso incolpato di togliere preziosi posti di lavoro ai cittadini nazionali. Altro motivo della chiusura è la difesa dell’identità culturale della nazione, gli estranei vengono visti come invasori culturali, la sfera dei controlli si estende dall’esterno, da chi è appena arrivato, verso l’interno, le minoranze già insidiate.

Integrazione e multiculturalismo

I fallimenti nell’integrazione sociale sono stati visti come fallimenti del multiculturalismo motivo per il quale molti stati hanno riformulato le loro politiche. Leader politici come Merkel, Sarkozy hanno incolpato il multiculturalismo della separatezza delle minoranze immigrate. La meta politica, o politica simbolica pone un netto distacco tra immigrati e nativi, come si sotto intende nell’accordo sui principi base riguardanti l’integrazione degli immigrati siglato dal Consiglio dell’Unione Europea. Il documento proclama il rispetto e la libertà di praticare la propria religione e cultura ma pone anche l’enfasi su argomenti come uguaglianza delle donne, diritti dei minori che lascia intendere una sorta di pregiudizio sulla mentalità dei nuovi residenti.

Cittadinanza e integrazione?

Il lavoro viene descritto come elemento chiave del processo di integrazione, i nuovi arrivati devono rendersi autosufficienti sotto il profilo economico. Conoscenza della lingua e della storia del paese di arrivo sono elementi indispensabili all’integrazione, bisogna soddisfare una serie di requisiti per varcare i confini di un paese, i livelli di conoscenza della lingua sono stati alzati e sono controllati con test di verifica e misure di valutazione precise, si vuole comprendere se i nuovi arrivati sono disposti ad accettare le norme e gli stili di vita del paese ricevente, l’integrazione civica obbligatoria è uno strumento di controllo, già al momento dell’ingresso viene valutata l’integrazione culturale ed è una precondizione per poter accedere al territorio. Maroni (test a punti e test d’italiano). La cittadinanza non è più vista come un veicolo di integrazione ma in una visione più radicale, come premio all’integrazione.

Tipologie di cittadinanza

Cittadinanza proibitiva: (Germania, Austria, Danimarca) di tipo ascrittivo ed esclusivo.

Cittadinanza abilitante: (Belgio, Finlandia, Portogallo, Svezia) requisiti di accesso più favorevoli all’entrata dei richiedenti che incontrano bassi ostacoli.

Cittadinanza isolazionista: (Italia, Spagna, Grecia, Lussemburgo): ascrittiva

Cittadinanza condizionale: (Francia e Regno Unito) di tipo selettivo.


Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tendenze nelle politiche migratorie europee?
  2. Negli ultimi anni, le politiche migratorie europee hanno visto una restrizione della mobilità, con barriere ai confini e una mobilità selettiva, creando disuguaglianze nel diritto di attraversare i confini nazionali, specialmente per i lavoratori non qualificati.

  3. Come influiscono le preoccupazioni per la sicurezza nazionale sulle politiche migratorie?
  4. I governi cercano di riaffermare la propria sovranità attraverso controlli più severi sull'immigrazione, associando i flussi migratori a minacce per la sicurezza nazionale, specialmente dopo eventi come l'11 settembre 2001.

  5. Qual è il ruolo del lavoro nel processo di integrazione degli immigrati?
  6. Il lavoro è considerato fondamentale per l'integrazione, poiché i nuovi arrivati devono diventare autosufficienti economicamente e dimostrare conoscenze linguistiche e culturali del paese ospitante.

  7. In che modo il multiculturalismo è percepito nei contesti politici europei?
  8. I fallimenti nell'integrazione sociale sono stati attribuiti al multiculturalismo, portando a riformulazioni delle politiche, con leader politici che evidenziano la separazione tra immigrati e nativi come un problema.

  9. Quali sono le diverse tipologie di cittadinanza in Europa?
  10. Le tipologie di cittadinanza variano da quella proibitiva (Germania, Austria) a quella abilitante (Belgio, Finlandia), passando per quella isolazionista (Italia, Spagna) e condizionale (Francia, Regno Unito), ognuna con requisiti e accessi differenti.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community