Concetti Chiave

  • La trasgressione è l'atto di superare un limite, infrangendo leggi o regole, e si distingue dai concetti di colpa e peccato.
  • Nella psicoanalisi, la trasgressione è vista come una violazione di divieti, con una connotazione negativa secondo Freud, ma può essere un'esperienza di crescita personale.
  • La trasgressione e il sistema di valori sono interconnessi, poiché l'atto di trasgredire mette in discussione principi morali e regole di condotta.
  • La trasgressione svolge un ruolo cruciale nella formazione della personalità, specialmente durante l'infanzia e l'adolescenza, permettendo di testare i limiti e le regole.
  • Comportamenti trasgressivi possono emergere come un modo per farsi notare e identificarsi all'interno di un sistema di valori, influenzando lo sviluppo intellettuale e morale.
All’interno di questo appunto è descritto il concetto di trasgressione. Di seguito sono riportate tutta una serie di informazioni in relazione a che cosa sia la trasgressione, come tale concetto viene inserito ed approfondito nella psicoanalisi, l’interazione tra atto trasgressivo e sistema di valori e come avviene la formazione della personalità di qualsiasi individuo anche grazie al concetto di trasgressione.

Che cos'è la trasgressione

Quando si parla di trasgressione ci si riferisce all’atto che si compie nel momento in cui si infrange qualcosa che può essere una legge oppure delle regole. Da un punto di vista concettuale, la parola “trasgressione” significa oltrepassare un limite in modo tale da raggiungere qualcosa di illimitato. Trasgressione articoloTale concetto si distingue dalle idee di colpa e peccato, in quanto la colpa rappresenta l'atto di rifiutare un limite che fissa l'appartenenza ad una comunità umana, mentre il peccato rappresenta un concetto soprattutto religioso che mette in evidenza la distanza da tutto ciò che è divino.
Secondo Georges Bataille, facendo riferimento al comandamento che esorta di non uccidere, viene messo in evidenza il concetto di trasgressione che non rappresenta solamente una contraddizione, ma fa comprendere che si tratta proprio di un divieto. Di conseguenza la trasgressione vista come l’inosservanza delle regole non presenta qualcosa di immorale, ma un comportamento che a volte è lecito fare per una propria libertà personale. Poiché essa non può essere generalizzata, ma dipende dal contesto, trasgredire serve per guidare verso i propri limiti. Infatti come accennato in precedenza, da un punto di vista etimologico trasgredire significa “andare oltre le cose” e questo significa che dopo aver manifestato un comportamento trasgressivo, bisogna comprendere cosa è stato fatto e quali limiti sono stati superati per avere più coscienza di sé stessi e capire fino a dove ci si possa spingere, perché se non ci fosse la trasgressione tutto sarebbe statico, non ci sarebbe dinamismo e qualsiasi evento sarebbe uguale a quello precedente.

La trasgressione nella psicoanalisi

Il concetto di trasgressione è entrato all’interno della psicoanalisi in modo graduale, ispirando la figura del grandissimo psicoanalista e filosofo di origini austriache Sigmund Freud, per cui la parola “trasgressione” nell’ambito del suo pensiero aveva una connotazione negativa perché si riferiva ad un divieto, a qualcosa che non poteva essere fatto. La trasgressione rappresenta tutto ciò che implica la violazione di regole esplicite o implicite, anche all’interno di un processo psicoanalitico. Già nell’opera di Freud, “L' interpretazione dei sogni”, all'idea di trasgressione si contrappone quella di un desiderio insoddisfatto capace di raggiungere la soddisfazione nonostante tutto ciò che potrebbe trattenerlo e vietarlo, attraverso la deviazione del sogno. Inoltre, sempre secondo il pensiero di Freud, la trasgressione dovrebbe prima essere vissuta come esperienza personale e successivamente essere presentata in tutti i suoi aspetti negativi o patologici, in modo tale da comprenderne maggiormente il significato.
Durante il corso dell'evoluzione di ogni soggetto, alcuni momenti critici possono favorire la tentazione della trasgressione e quindi la sua realizzazione. Ad esempio, durante i primi anni di vita di un individuo, quindi nell’infanzia, il bambino vive il periodo del no, detto anche l'"età del no", ed è una fase in cui il bambino sfida sempre la legge dei genitori o di qualsiasi altra persona che gli suggerisce di fare qualcosa contro la propria volontà. Successivamente durante l'adolescenza, soprattutto in determinati momenti, il senso di espansione e il desiderio di scoperta possono portare a comportamenti provocatori e alla decisa violazione delle regole che vengono imposte.

L’interazione tra atto trasgressivo e sistema di valori

Ulteriormente, la trasgressione e il sistema di valori vanno di pari passo e non possono essere ideati l'uno senza l'altro, perché quando si trasgredisce si è sempre in relazione a un dato sistema di valori, poi si tende ad andare oltre. L'atto trasgressivo afferma quindi l'esistenza di principi morali e di regole di condotta che mette in discussione. Infatti se la regola scomparisse, la trasgressione non avrebbe più ragione di esistere e di conseguenza scomparirebbe anch’essa insieme alle regole.

La formazione della personalità

Ci sono momenti in cui si trasgredisce solo per voglia di farsi notare, si infrange una legge per essere visti e identificati come elemento resistente e ribelle, per situarsi in relazione a un sistema di valori e per relazionarsi ad un'etica, un insieme di regole di comportamento.
In psicologia, come accennato precedentemente, nel bambino e nell'adolescente si ha la tendenza a trasgredire le regole e questo rappresenta una tappa importante della formazione della personalità e dello sviluppo intellettuale. Tutto ciò può anche essere un modo, specialmente se si tratta di un bambino, di mettere alla prova i limiti del permesso e di ciò che è possibile fare, soprattutto per mettere alla prova la resistenza dei suoi genitori. L'atto della trasgressione spesso richiede anche delle sanzioni. Qualche volta possono essere utilizzate per l'identificazione e nel riconoscimento delle regole di condotta e dei principi morali che si vogliono violare, ma anche per l'acquisizione delle nozioni di bene e di male.
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Domande da interrogazione

  1. Che cosa si intende per trasgressione?
  2. La trasgressione è l'atto di infrangere leggi o regole, rappresentando un oltrepassare un limite per raggiungere qualcosa di illimitato. Si distingue dalla colpa e dal peccato, poiché non è necessariamente immorale, ma può essere un comportamento lecito per la libertà personale.

  3. Qual è il ruolo della trasgressione nella psicoanalisi secondo Freud?
  4. Nella psicoanalisi, Freud vede la trasgressione come una violazione di regole che può portare a desideri insoddisfatti. Essa deve essere vissuta come esperienza personale per comprenderne gli aspetti negativi e patologici, evidenziando la tensione tra desiderio e divieto.

  5. Come si sviluppa la trasgressione durante l'infanzia e l'adolescenza?
  6. Durante l'infanzia, i bambini affrontano la fase del "no", sfidando le leggi degli adulti. Nell'adolescenza, il desiderio di scoperta e l'espansione personale possono portare a comportamenti provocatori e violazioni delle regole, segnando momenti critici di sviluppo.

  7. In che modo la trasgressione è legata al sistema di valori?
  8. La trasgressione è sempre in relazione a un sistema di valori, poiché mette in discussione principi morali e regole di condotta. Senza regole, la trasgressione non avrebbe ragione di esistere, evidenziando l'interconnessione tra i due concetti.

  9. Qual è l'importanza della trasgressione nella formazione della personalità?
  10. La trasgressione è una tappa fondamentale nella formazione della personalità, specialmente nei bambini e negli adolescenti, poiché permette di mettere alla prova i limiti e le regole, contribuendo allo sviluppo intellettuale e all'identificazione dei principi morali.

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