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Concetti Chiave

  • La Compagnia di Gesù è nata come Ordine missionario, evolvendo rapidamente verso un focus sull'insegnamento come forma principale di missione.
  • Ignazio di Loyola fondò collegi per la formazione gratuita dei gesuiti, che successivamente furono aperti anche a studenti esterni, sia religiosi che laici.
  • I collegi gesuiti si diffusero rapidamente in Europa, con importanti istituzioni a Messina, Roma, Venezia e in altri paesi, seguendo le regole stabilite nella Ratio Studiorum del 1599.
  • I principi educativi gesuiti enfatizzavano l'ossequio all'autorità, l'abitudine all'obbedienza e l'autodominio, formando individui capaci di seguire le direttive dei superiori.
  • L'influenza di Teresa d'Avila ha sottolineato l'importanza di un impegno costante per evitare cedimenti e garantire la crescita interiore del gesuita.

Origini della Compagnia di Gesù

La Compagnia di Gesù nacque come Ordine missionario, non come Ordine insegnante. In base all’esperienza si venne formando fra i suoi membri la convinzione che la più efficace forma di attività missionaria è l’insegnamento. Nei primi tempi i giovani della Compagnia erano mandati, per la loro formazione letteraria e scientifica, a frequentare le migliori università. Di seguito, Ignazio ritenne di creare dei collegi, sostenuti da fondazioni, in cui i futuri padri potessero studiare gratuitamente.

Espansione dei collegi gesuiti

I collegi, in un secondo tempo, furono aperti anche ad alunni esterni, religiosi e laici, non destinati a entrare nella Compagnia. Sorsero in pochi anni vari collegi tra Messina, a Roma (il Collegio Romano, da cui nascerà l’Università Gregoriana), a Venezia, Ferrara, Bologna, in Austria, Portogallo. Spagna, Francia, Germania, Boemia. Nel 1599, il padre Acquaviva promulgò la Ratio Studiarmi che stabiliva le regole per la formazione dei Gesuiti, nella sua forma definitiva.

Principi educativi gesuiti

L’ossequio all’autorità era inteso come il punto massimo della virtù e l’educazione doveva quindi:

• creare l’abitudine all’obbedienza;

• abituare all’autodominio, come capacità di reprimere gli impulsi che potrebbero spingere a rifiutare l’obbedienza;

• non limitare l’obbedienza alla sfera dell’azione ma sforzarsi di volere e di pensare secondo le direttive del superiore diretto e del padre spirituale.

Influenza di Teresa d'Avila

Ignazio si era appoggiato al pensiero di Teresa d’Avila, la santa spagnola. Teresa metteva sull’avviso riguardo alla fermezza, sosteneva che l’individuo costruisce per anni la propria interiorità virtuosa attraverso sforzi che mirano alla perfezione, ma questo “castello interiore” può crollare in qualsiasi momento per un improvviso cedimento di fronte a una tentazione. Partendo da qui, Ignazio stabiliva che il gesuita non si può mai adagiare su ciò che ha già ottenuto, perché la diminuzione del suo impegno diventa immediatamente una sconfitta.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'origine della Compagnia di Gesù e come si è evoluta nel tempo?
  2. La Compagnia di Gesù nacque come Ordine missionario, ma i membri si resero conto che l'insegnamento era la forma più efficace di attività missionaria. Ignazio decise di creare collegi per la formazione dei futuri padri, che in seguito furono aperti anche a studenti esterni (testo).

  3. Quali erano i principi educativi fondamentali della Compagnia di Gesù?
  4. I principi educativi gesuiti si basavano sull'ossequio all'autorità come virtù massima, promuovendo l'abitudine all'obbedienza, l'autodominio e l'allineamento del pensiero e della volontà alle direttive dei superiori (testo).

  5. Qual è l'influenza di Teresa d'Avila sul pensiero di Ignazio di Loyola?
  6. Ignazio si ispirò al pensiero di Teresa d'Avila, che avvertiva riguardo alla fragilità della virtù interiore. Ignazio sottolineava che il gesuita non deve mai adagiarsi sui propri successi, poiché la diminuzione dell'impegno porta a una sconfitta immediata (testo).

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