Concetti Chiave
- Gardner esplora il fenomeno della creatività nei bambini cinesi, che eccellono nelle arti nonostante un approccio educativo diverso rispetto a quello statunitense.
- L'episodio della chiave di Beniamino illustra le differenze culturali, evidenziando come l'approccio americano favorisca l'esplorazione autonoma rispetto alla guida degli adulti cinesi.
- Gli adulti cinesi tendono a intervenire per aiutare i bambini, ritenendo sia importante guidarli per evitare frustrazioni, in contrasto con la filosofia americana di incoraggiare l'autonomia.
- Gardner definisce la creatività come la capacità di risolvere problemi in modo nuovo e accettabile in una data cultura, sottolineando l'importanza della guida per promuoverla.
- La sua concezione di insegnamento basato sull'individuo si fonda sull'idea che ognuno ha abilità diverse e che è fondamentale fare scelte su cosa e come imparare in un tempo limitato.
Il viaggio in Cina
Nel 1984 Gardner, insieme alla moglie e al figlio di un anno e mezzo, si reca per la quarta volta in Cina, mosso da un interrogativo che lo incuriosiva da tempo nell’ambito delle sue ricerche sulla creatività: come si spiega che i bambini cinesi eccellano nella pittura, nella capacità di raccontare storie, mostrino una straordinaria vivacità e competenza tecnica nelle attività artistiche nonostante i loro insegnanti seguano una didattica diametralmente opposta alla moderna pedagogia statunitense, che ambisce a essere la più moderna e quella più attenta alla valorizzazione dei talenti creativi? Dal tentativo di dare una risposta a tale quesito nasce una straordinaria ricerca sul campo e sicuramente uno dei libri più belli scritti da Gardner: Aprire le menti. Gli argomenti affrontati sono numerosi e complessi (il multiculturalismo e lo shock culturale, i differenti percorsi della creatività, il confronto fra sistemi educativi, il comportamento insegnante) ma il suo merito maggiore è probabilmente l’aver affrontato per la prima volta il tema dell’educazione alla creatività collocandolo in contesti culturali diversi.
L'episodio della chiave
L’episodio della chiave di Beniamino (il figlio di Gardner) è anche la “chiave” di tutto il libro. I Gardner sono in un hotel di Nanchino e affidano al figlioletto la riconsegna delle chiavi della stanza, che vanno fatte scivolare in un’apposita cassetta. La fessura è stretta e il piccolo fa fatica a infilarvi la chiave, che sbatte vigorosamente sulla cassetta in prossimità della serratura. I tentativi proseguono per molto tempo e non accennano ad avere termine, anche perché il bambino si diverte moltissimo nell’udire i suoni provocati dall’urto con il metallo. I Gardner lo lasciano fare, ritenendo i tentativi del bambino un importante comportamento esplorativo da assecondare. Si accorgono però, dopo un po’, che chiunque transitasse nei paraggi guardava con sorpresa - e talvolta disappunto - i tentativi infruttuosi di Beniamino.
Quali sono le differenze culturali nell'educazione?
La maggior parte di loro si sentiva in dovere di intervenire: “Di solito la persona in questione afferrava delicatamente ma con fermezza la mano del bambino, aiutandolo a orientare la chiave nel modo giusto, poi dirigeva la mano verso la fessura e lo aiutava a sospingere dentro la chiave. Seguiva un sorriso, rivolto a Ellen e me, come di chi si attenda un ringraziamento, e a volte anche un corrugarsi della fronte come per ammonirci”. Parlando dell’episodio con i suoi colleghi cinesi, Gardner riceveva sistematicamente la stessa spiegazione: gli adulti sanno infilare la chiave nella cassetta e poiché questo è il motivo per cui ci si avvicina alla cassetta e poiché il bambino non è sufficientemente abile per compiere l’operazione, perché lasciarlo agitare privo di una guida, con il rischio di farne un frustrato? L’approccio “americano” era diametralmente opposto: non è interessante che il bambino riesca a infilare o meno la chiave nella fessura, si sta divertendo, sta esplorando e la cosa migliore è che riesca nell’impresa da solo, guadagnando fiducia in se stesso.
La concezione di Gardner
Partendo da questo episodio, Gardner estende la sua indagine al sistema d’istruzione americano, ripercorre le differenze fra l’approccio educativo mimetico e quello trasformativo, per arrivare quindi al cuore del problema: la creatività, da lui definita come “quella capacità umana che consente regolarmente di risolvere problemi o modellare prodotti in campi specifici, in un modo tale che inizialmente risulta nuovo, ma alla fine accettabile entro una data cultura”. Ebbene, dopo l’esperienza cinese, che gli ha insegnato che la creatività, per essere adeguatamente promossa e valorizzata, ha bisogno di una guida, Gardner mette a punto la sua concezione di “insegnamento basato
sull’individuo”, basata su due assunti:
- Non tutti gli individui hanno le stesse abilità e profili mentali;
- Poiché c’è molto più da imparare che tempo per imparare, è essenziale fare
delle scelte su cosa imparare e come impararlo.
Domande da interrogazione
- Qual è il motivo principale che ha spinto Gardner a viaggiare in Cina nel 1984?
- Qual è l'importanza dell'episodio della chiave nel contesto del libro di Gardner?
- Come reagiscono gli adulti cinesi di fronte ai tentativi di Beniamino di infilare la chiave?
- Qual è la concezione di creatività proposta da Gardner?
- Quali sono i due assunti fondamentali della concezione di "insegnamento basato sull'individuo" di Gardner?
Gardner si è recato in Cina per indagare perché i bambini cinesi eccellano nelle arti nonostante un approccio educativo diverso rispetto a quello statunitense, dando vita a una ricerca che ha portato alla scrittura del libro "Aprire le menti".
L'episodio della chiave rappresenta una metafora centrale nel libro, evidenziando le differenze tra l'approccio educativo americano, che valorizza l'esplorazione autonoma del bambino, e quello cinese, che tende a guidare il bambino verso il successo immediato.
Gli adulti cinesi si sentono in dovere di intervenire per aiutare Beniamino, ritenendo che sia importante guidarlo verso il successo, mentre gli americani preferiscono lasciarlo esplorare liberamente.
Gardner definisce la creatività come la capacità di risolvere problemi o creare prodotti in modo nuovo e accettabile all'interno di una cultura, sottolineando l'importanza di una guida per promuoverla adeguatamente.
I due assunti sono che non tutti gli individui hanno le stesse abilità e che, data la limitatezza del tempo per apprendere, è essenziale fare scelte su cosa e come imparare.