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Concetti Chiave

  • Frobel introduce un'educazione centrata sul bambino, rispetto ai metodi tradizionali, enfatizzando l'individualizzazione e il rispetto dei tempi di apprendimento.
  • La concezione romantica di Frobel mette in luce la presenza del divino nell'uomo e nella natura, evidenziando l'importanza della consapevolezza spirituale nell'educazione.
  • L'educatore deve partire dall'interiorità del bambino, aiutandolo a scoprire la propria legge interiore attraverso un approccio non autoritario.
  • Il gioco è considerato fondamentale per lo sviluppo del bambino, rappresentando un canale per l'umanizzazione e un alto grado di sviluppo educativo.
  • I doni di Frobel sono strumenti didattici simbolici che facilitano la comprensione del reale, promuovendo l'apprendimento tramite l'interazione con oggetti significativi.

Dalla Svizzera alla Germania

Ci spostiamo dalla Svizzera di Rousseau alla Germania di Frobel. Se prima i pedagogisti basavano la centralità sulle materie da insegnare, con Rousseau la centralità viene spostata nell'educazione del bambino, mettendo in prima linea la persona.
L’educazione mette al centro l’allievo nelle sue caratteristiche, rispettando i suoi tempi: parla di individualizzazione, si va incontro alle esigenze dell’educando. Frobel non è più un'illuminista, ma un romantico perché mette al centro l’educazione del bambino fin dalla nascita. Alla base della sua teoria pedagogica vi è la concezione romantica della natura, vista come espressione vitale e unitaria delle divinità (in tutto opera una legge divina).

Frobel e la concezione romantica

Per Frobel l’educazione deve sviluppare il divino che è nell'uomo e nell'uomo deve operare come Dio, quindi l’educazione è un’attività etica e religiosa, il cui primo scopo è rendere l’uomo consapevole della presenza del divino.
Il primo momento riguarda la consapevolezza che il divino è in ognuno di noi, nel secondo momento invece si capisce che il divino è presente nella natura: dunque vi è l’unione tra l’uomo e la natura grazie alla figura del divino. L’educazione e l’istruzione devono portare all'intuizione e alla capacità di cogliere i rapporti esistenti nella realtà. Il percorso educativo trova il suo culmine nella comprensione che Dio è presente nella natura e all'interno di ogni uomo.

Qual è il ruolo dell'educatore?

L’educatore deve partire dall'interiorità, dal progetto divino e deve prestare attenzione alle manifestazioni esteriori (linguaggio e gioco). Deve mettere al centro l’educando.
Fonda le Kindergarten(scuole giardino) con un’istruzione educativa analoga all’attuale scuola dell’infanzia che accoglie i bambini fra i 3 e i 6 anni e presta attenzione alle prime tre fasi di sviluppo:

- il periodo lattante: incentrato sullo sviluppo corporeo

- il periodo dell’infanzia: caratterizzato dallo sviluppo del linguaggio e dell’attività rappresen-tativa

- il periodo della fanciullezza: in cui predomina l’istruzione.

I bambini venivano considerati non adatti per apprendere. In Italia vi erano le dame di carità, che ave-vano dei luoghi di custodia dove i bambini venivano custoditi, in seguito alla II rivoluzione industriale, i bambini invece vennero lasciati alle signore, in quanto le madri lavoravano.

Il linguaggio e il gioco

Il linguaggio per Froebel è la manifestazione di un processo di umanizzazione. La dimensione fonda-mentale di questa età è l’esteriorizzazione: il linguaggio è espressione e trova nel gioco un canale di estrema importanza.

Quindi, incentra la sua didattica sul gioco -> più alto grado di sviluppo del bambino.

(differenza con Platone e Emilio, dove invece veniva negato il diritto al gioco)

La fanciullezza è la fase in cui la curiosità e l’interesse favoriscono l’interiorizzazione e il linguaggio si fa più analitico e tangibile tramite la scrittura. Ogni fase si costruisce su quanto acquisito nelle fasi pre-cedenti.

Froebel e l'educazione negativa

Afferma che ci sono molti insegnanti e pochi maestri. L’educazione si fonda sull'interiorità del soggetto. Quindi l’educatore non si impone in modo arbitrario, ma aiuta il bambino a scoprire la propria legge interiore (il giusto) e a sottomettersi.

Froebel annuncia il grande principio rousseauiano dell’educazione negativa. In ciascuna sua fase con-tiene una propria perfezione naturale, che non richiede interventi esterni.

Il ruolo della famiglia

La prima educazione avviene in famiglia. Nell'opera Canti e Carezze Materne offre una serie di suggerimenti per l’attività educativa della madre (che svolge un ruolo fondamentale come prima educatrice) e esorta i genitori affinché promuovano attività che rendono il bambino protagonista. Nel periodo scolastico dovrà essere la maestra a prestare attenzioni di tipo affettivo e individualizzato ai bambini, vuole che la maestra abbia una preparazione pedagogica. La maestra deve conoscere la psicologia dell’allievo. La maestra “giardiniera” deve coltivare e assecondare la libera espressione del bambino.

La scuola-giardino

La scuola-giardino è il luogo in cui l’infanzia, che è paragonata ad una pianta, può crescere liberamente, è un luogo sereno ispirato agli ambienti familiari. E’ un luogo accogliente che deve avere un giardino, educa ad avere responsabilità e a saper gestire lo spazio con gli altri. Il gioco è strumento di crescita, che sviluppa le relazioni, le capacità cognitive. Il giardino è diviso in due parti:

a.spazio collettivo

b.spazio individuale.

Il metodo Frobel

Il metodo Frobel: dà importanza al periodo crepuscolare ignorato dalla riflessione pedagogica. Il gioco riveste un ruolo centrale, nell'attività ludica si manifesta il primo FARE CREATIVO, tramite il gioco si sviluppa:

la socialità, il linguaggio, il disegno, la produttività, l’attività logico-matematica e favorisce l’espressione corporea del bambino. (disegno -> esprime il mondo interiore. Poesia, canto -> fan-no si che il piccolo si manifesti per mezzo del proprio copro).

Periodo della fanciullezza.

L’educazione diviene istruzione. Gli oggetti dell’istruzione: persona, Dio e natura.

Dà al bambino una serie di giochi che sviluppano caratteristiche cognitive, il bimbo comprende lo spa-zio e i giochi non bisogna darli insieme, ma in base all’età.

I doni di Frobel

I. Dono: palla, sviluppa capacità motorie e sviluppa la funzione di simbolizzazione

II. Dono: sfera, cubo, cilindro che servono a capire i contrasti.

III. Dono: cubo suddiviso in 8 cubetti, per far capire il rapporto tra le parti.

I doni facilitano la conoscenza del Reale dall’unità alla molteplicità – dalla semplicità alla complessità

e carichi di un simbolismo metafisico.

- Educazione naturale.

- puerocentrismo.

- giardini d’infanzia.

- materiali didattici come i doni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio centrale dell'educazione secondo Frobel?
  2. Frobel sposta la centralità dall'insegnamento delle materie all'educazione del bambino, rispettando le sue caratteristiche e i suoi tempi, enfatizzando l'individualizzazione (Dalla Svizzera alla Germania).

  3. Come si manifesta il concetto di divino nell'educazione di Frobel?
  4. Frobel sostiene che l'educazione deve sviluppare il divino presente in ogni individuo e nella natura, portando alla consapevolezza della sua presenza sia nell'uomo che nel mondo naturale (Frobel e la concezione romantica).

  5. Qual è il ruolo dell'educatore secondo Frobel?
  6. L'educatore deve partire dall'interiorità del bambino, prestando attenzione alle sue manifestazioni esteriori, come il linguaggio e il gioco, e deve mettere al centro l'educando (Il ruolo dell'educatore).

  7. In che modo il gioco è considerato fondamentale nell'educazione di Frobel?
  8. Frobel considera il gioco come il canale principale per lo sviluppo del bambino, essendo un'espressione di umanizzazione e un mezzo per favorire l'apprendimento e la socialità (Il linguaggio e il gioco).

  9. Qual è l'importanza della famiglia nell'educazione secondo Frobel?
  10. La famiglia è vista come il primo ambiente educativo, con la madre che svolge un ruolo cruciale, mentre la maestra deve fornire un'educazione affettiva e individualizzata, promuovendo la libera espressione del bambino (Il ruolo della famiglia).

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