Concetti Chiave
- Giuseppe Verdi nasce il 10 ottobre 1813 a Le Roncole e cresce in una famiglia modesta, sviluppando un precoce interesse per la musica nella chiesa locale.
- Il suo incontro con Antonio Barezzi, un commerciante che lo sostiene, segna un punto di svolta nella sua vita, aprendo le porte a nuove opportunità musicali.
- Il successo di "Nabucco" nel 1842 lo consacra come protagonista dell'opera italiana, collegando la sua musica al sentimento patriottico durante il Risorgimento.
- Dopo una serie di tragedie personali, tra cui la perdita di figli e della moglie, Verdi continua a comporre opere che riflettono la sua intensa vita emotiva.
- Negli ultimi anni, Verdi scrive opere iconiche come "Otello" e "Falstaff", lasciando un'eredità duratura come uno dei più grandi compositori della storia musicale italiana.
Nascita e infanzia di Verdi
Il 10 Ottobre 1813, in un osteria di un paesino chiamato “Le Roncole” sotto il dominio Francese nel ducato di Parma, una donna di nome Luigia Attini e un uomo umile di nome Carlo Verdi, danno alla luce quello che sarà il più grande patriota compositore romantico italiano.
Giuseppe Fortunino Francesco Verdi vive un’infanzia modesta, rischia di morire durante una delle razzie compiute dagli Austriaci, ma la mamma lo nascose e non ci fù pericolo. Il piccolo gironzola tra i fornelli dell’osteria o i tavoli sempre pieni di stranieri, o aiuta la madre con i bachi da seta o fa servizio di chierichetto nella chiesetta di San Michele.
Inizio della carriera musicale
Ed è proprio in questa chiesetta che Beppino il taciturno incontra la sua futura ragione di vita: La musica.
L’Organo in particolare, che sentiva durante la messa, così potente e severo, e spesso si distraeva per ascoltarlo e si dice che una volta si prese un calcio dal prete che aspettava che facesse il suo dovere.
Il Parroco Don Pietro Baistrocchi propose, dato l’interesse del ragazzo, di insegnarli, oltre che a leggere e scrivere (il livello di analfabetismo era superiore all’80%), le prime basi musicali. Segue la compera del padre di una spinetta tutta sua e ben presto Giuseppe diviene “organista” della chiesa. Anche un artigiano che venne chiamato per aggiustare la spinetta notò il talento del ragazzo e non si fece pagare per l’intervento sentendosi appagato dal suo talento.
Formazione e prime esperienze
A dieci anni Giuseppe va al ginnasio a Busseto e torna a casa spesso correndo per poter andare a suonare. Viene inoltre seguito da Don Pietro Selletti, un grande latinista e Ferdinando Provesi, organista e direttore della scuola musicale.
A 14 anni è considerato il miglior pianista di Busseto.
In questo momento Verdi è indeciso sul suo futuro, sacerdote o musicista?
Incontro con Antonio Barezzi
E allora subentra nella sua vita Antonio Barezzi…
Commerciante di Busseto, sposato e con figli, fonda una società filarmonica con bande e eventi e senza di queste le opere melodrammatiche non avrebbero attraversato l’ottocento italiano. Barezzi lo fa entrare nell’alta società, con un vero pianoforte a coda e amicizie più influenti. Prova una certa simpatia per la primogenita del suo benefattore, Margerita, anche lei appassionata di musica. Inoltre Barezzi vuole far puntare più in alto il giovane musicista e lo manda al conservatorio di Milano, dove però non supera l’esame di ammissione, e fu la più importante umiliazione della sua vita.
Si trasferisce nella casa del suo Prof. Giuseppe Seletti, che ha anche il compito di sorvegliarlo e non distrarlo dagli studi. Studia presso il Maestro Lavigna e ascolta le opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Mercadante,…
Primi successi e tragedie personali
Verdi compiuti gli studi torna a casa che ha a 23 anni, ottiene il posto di maestro di musica del comune di Busseto. Nel Maggio 1836 sposa Margherita Barezzi e nel ’37 gli da alla luce la sua primogenita, Virginia Verdi; l’anno successivo nasce un maschietto, Icilio e rimarra solo lui, Virginia morirà a seguito di una morte spietata che colpisce tutte le famiglie Italiane. La famiglia si trasferisce a Milano dove Verdi riprende i suoi vecchi contatti e metterà in scena alla scala “Oberto, conte di San Bonifacio”. Ma muore anche il piccolo Icilio. Una tragedia troppo dura per una giovane famiglia. Ma la carriera del compositore sembra ormai aperta, ma la peggiore tragedia avviene nel 1840, e ritornerà a Busseto.
A Busseto torna solo, con compagnia solo dolore, insicurezza e amarezza.
“Un giorno di regno” ottiene un fiasco clamoroso e tornare a Milano sembra l’unico rimedio, e dice “…non comporrò mai più coll’animo straziato…”.
Seguono mesi di povertà e Verdi cerca conforto nella Bibbia. Ma leggendo un libretto su alcuni schiavi ebrei e decide di scrivergli una nuova opera.
Trionfo con Nabucco
“Nabucodonosor” era il nome originale che diventa poi “Nabucco”, va in scena nel Marzo 1842, con un successo trepitoso: il popolo Italiano aspettava da sempre quell’unità d’Italia che trovano nelle opere di Verdi, negli schiavi Ebrei che vengono deportati ingiustamente e nasce in loro quel senso patriottico che incuteva timore agli Austriaci. E quindi il Nabucco apre ufficialmente le porte per Verdi come protagonista dell’opera Italiana. E Verdi diventa quindi un personaggio importante dei salotti italiani, tra cui il più importante quello di Chiara Maffei, contessa, che ospita personaggi importanti come Carlo Cattaneo e Verdi fa parte di questi. Frequenta oltre ai salotti la stessa Giuseppina Strepponi, la stessa che fu tagliata dalle opere a seguito del Nabucco.
Successo internazionale e vita personale
Nascono nuovi capolavori, il suo nome è diventato sempre più famoso in tutta Italia. Incontra Shakespeare, ottieni stime da personaggi illustri come il Granduca Leopoldo II, Baroni e poeti. Lo stesso Barezzi accorre da Busseto per il successo del “suo” Beppino e Verdi investe sul suo futuro.
A Londra dirige un altro dei suo capolavori, I Masnadieri. E saranno presenti anche i sovrani Inglesi. Qui il maestro conosce personalmente Mazzini, che gli propone un inno risorgimentale.
A Parigi mette in scena la rielaborazione francese di “I Lombardi alla prima crociata” e vuole stare sempre più vicino alla Strepponi, inoltre incontra Donizetti, in preda alla follia e che sta vivendo gli ultimi mesi della sua vita.
Durante le insurrezioni Verdi dapprima vuole restare vicino alla Giuseppina, ma a seguito delle “Cinque giornate di Milano” ritorna in Italia e nel 1849 scrive la “Battaglia di Legnano” che suscita come nel “Nabucco” il sentimento patriottico.
Per strada si urla “W Verdi” che oltre a esultare il musicista significava “ W Vittorio Emanuele Re d’Italia”.
Vita a Sant'Agata e nuove opere
Dopo i suoi trionfi, Verdi e Giuseppina sperano di vivere una vita felice a Busseto, ma la gente evita parlare con la Strepponi poiché “sostituta” della moglie Bussetana del compositore. Si trasferiscono quindi a Sant’Agata, un paesino lì vicino per evitare i pettegolezzi.
Verdi smette di pensare all’unità e scrive opere sui suoi drammi personali:
• Rigoletto, presenta pagine di incredibile bellezza dal punto di vista vocale e con cori;
• Il Trovatore, che ottenne successo nonostante i tagli subiti dalla censura;
• La Traviata, quella con il disegno musicale più raffinato.
Verdi è l'artista più importante del melodramma, ma si afferma anche un suo coetaneo, Richard Wagner. Nel 1855 Verdi torna a Parigi e mette in scena "I vespri siciliani" secondo lo stile Francese dell'epoca che lo stesso Verdi disprezza.
nel 1859, mentre in Italia si scatena la II Guerra D'indipendenza Giuseppe e Giuseppina si sposano ma senza invitati e nelo stesso anno Verdi diviene "rappresentante di Busseto" e reca dal Re VIttorio Emanuele II con i risultati dei plebisciti per l'annessione delle province di Parma al Regno di Piemonte. A seguito dell'incontro con Cavour che gli consiglia di inserirsi nel Collegio di Fidenza.
Verdi viene invitato dallo stesso Zar a scrivere un'opera per la Russia "La forza del destino", succeso assicurato anche se iniziano a svilupparsi i fondamenti della scuola nazionale Russa Anti-Europea.
Ultimi anni e riflessioni
Verdi e Giuseppina si sistemano a Sant'Agata, seguiti oltre che dal loro successo, dall'ombra incombente di Wagner che li perseguita. Nel 1867 muore Carlo dell'osteria il padre del bambino prodigio delle Roncole, e mesi dopo anche il suo benefattore Barezzi. L'anno successivo muore Rossini e subito l'amico compositore propone una composizione per la memoria, che però non verrà mai composta. Stesso anno incontra Manzoni, in cui prova una profonda devozione.
Nel 1869 viene inaugurata l'apertura del canale di Suez, e il governo Egizio chiede un opera da mettere in scena a Il Cairo. Un'opera che allontana la discesa della carriera dell'ormai anziano compositore.
Declino e ultime opere
Dopo anni di silenzio, il devotissimo al compositore, Alessandro Manzoni muore e la sua ammissione al cielo viene accompagnata dal Requiem in cui ancora una volta Teresa Stoltz è protagonista. Stesso anno i due coniugi adottano Filomena, nipote del maestro e definita sua erede universale. Fa costruire un'ospedale e una casa di riposo.
Nell'83 muore l'antagonista di Verdi, Wagner, e si rende conto che anche la sua morte è vicina e si vede passare davanti tutti i lutti della sua vita: i suoi unici figli, la sua amatissima moglie, sua madre e successivamente suo padre, il suo padre acquisito Barezzi, Manzoni e ora il suo antagonista.
Scrive "L'Otello", opera originaria di Shakespeare, un'opera musicalmente nuova e innovatrice, ma tutti temono ormai che questa sarà la sua ultima creazione, ma non è cosi perchè sette anni dopo scrive la sua unica con successo opera buffa, velata però da malinconia. Seguono i celeberrimi Te Deum, Ave Maria e lo Stabat Mater. Nel '97 muore GIuseppina Strepponi, nella casa di Sant'Agata, e Verdi si rende conto di aver perso tutti, non gli rimane più nessuno. Il 27 Gennaio 1901 muore nell'Hotel Milan di MIlano a seguito di giorni di incoscienza, lo assistono la figlia adottiva e Boito. Lo accompagnano i cori del Va'Pensiero degli Italiani, che possono finalmente essere chiamati tali, guidati ciecamente da un'anima patriottica quale l'uomo che dedicò la sua vita alla sua passione e ai suoi obbiettivi morali, che raggiunse insieme alle anime di un popolo modellato con le sue opere. E' un uomo immortale, che con le sue opere trasmette il suo pensiero anche a secoli di distanza.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della musica nella vita di Verdi fin dalla sua infanzia?
- Come ha influenzato Antonio Barezzi la carriera di Verdi?
- Quali tragedie personali ha affrontato Verdi nei suoi primi anni di vita?
- In che modo "Nabucco" ha segnato un punto di svolta nella carriera di Verdi?
- Qual è il significato del "Requiem" di Verdi e come si collega alla sua vita personale?
La musica gioca un ruolo cruciale nella vita di Verdi sin da piccolo, quando scopre la sua passione per l'organo nella chiesetta di San Michele, dove inizia a ricevere le prime lezioni musicali grazie al parroco Don Pietro Baistrocchi.
Antonio Barezzi, commerciante e benefattore di Verdi, lo introduce nell'alta società musicale e lo incoraggia a studiare al conservatorio di Milano, nonostante l'umiliazione di non superare l'esame di ammissione.
Verdi vive tragedie devastanti, tra cui la morte della sua primogenita Virginia e del figlio Icilio, che lo portano a un periodo di profonda sofferenza e insicurezza, influenzando la sua musica.
"Nabucco", rappresentato nel 1842, segna il trionfo di Verdi, rispecchiando il desiderio di unità nazionale degli italiani e consolidando la sua posizione come figura centrale dell'opera italiana.
Il "Requiem" è un tributo alla memoria di Alessandro Manzoni, ma rappresenta anche il dolore di Verdi per le perdite subite, riflettendo la sua profonda devozione e il suo legame con le persone care che ha perso nel corso della vita.