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La formula di Pitagora per l’irrazionalità di radice
di 2
a cura di Flavio Cimolin
(pagina a cura di Francesco Speciale) (ultimo aggiornamento: 22/10/2005)
Apparentemente la relazione sembra banale, e infatti lo è per i matematici. Faccenda ben diversa
per i non matematici, per i quali la relazione sopra riportata appare pure banale, ma per altri motivi;
ben presto, infatti, dopo qualche tentativo di verifica per scovare i numeri interi giusti, la relazione
lascerà probabilmente a bocca aperta i non addetti ai lavori, e forse anche gli studenti più attenti alle
questioni matematiche.
Di cosa si tratta? Cosa sta ad indicare la formula? La formula è una relazione tra ed e sintetizza
m n,
qualcosa che è impossibile da sostenere come vero, sebbene la che l’espone appaia semplice.
forma
Siamo però davanti a qualcosa che non è in grado di conciliare la con la in questo
forma funzione;
caso la forma è corretta, anche elegante per certi aspetti, ma la sostanza è senza consistenza.
Da dove salta fuori questa relazione? I primi ad averla scoperta furono i matematici della scuola
filosofica di Pitagora. La scoperta dell’insostenibile verità saltò fuori probabilmente a seguito del
tentativo vano di trovare due numeri interi tali da rendere commensurabile il rapporto tra il lato e la
diagonale di un quadrato.
La scoperta dell’insostenibile verità comunque portò alla definizione di nuove entità numeriche, gli
irrazionali; queste entità numeriche sono caratterizzate da una quantità illimitata di cifre decimali
che si susseguono senza alcun ordine, apparentemente in modo casuale, e tali che ciascuna cifra
richiede un calcolo per essere determinata. 2 2
Ma indipendentemente da congetture d’ordine geometrico la relazione n = 2m è di per se
semplicemente impossibile. Infatti non è possibile l’esistenza di due numeri interi tali da rendere
vera l’uguaglianza numerica tra le due parti della relazione.
Un’osservazione elementare basata sul solo possesso delle conoscenze dell’argomento divisibilità
infatti ci porta ad una conclusione di questo tipo:
2 2
i. n deve essere un numero pari perché è uguale a 2m , e in quanto quadrato deve per forza
contenere il fattore un numero pari di volte.
2
2 indipendentemente dal fatto che sia pari o dispari, conterrà sempre il fattore un
ii. 2m m 2
numero dispari di volte http://www.matematicamente.it