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Concetti Chiave

  • Ignazio Silone, nato a Pescina dei Marsi nel 1900, è un autore legato alla lotta contro il Fascismo, influenzato dalla sua esperienza di vita e dalla povertà della sua infanzia.
  • "Fontamara" racconta le disavventure dei contadini di un paesino, che si oppongono a un imprenditore fascista che tenta di appropriarsi della loro unica risorsa idrica, generando conflitti e ingiustizie.
  • Il romanzo critica il Fascismo evidenziando l'ignoranza e la manipolazione delle autorità, mostrando la lotta dei Fontamaresi contro un sistema oppressivo.
  • "Fontamara" si caratterizza per una trama lineare e dinamica, con un linguaggio semplice e ironico, e utilizza flashback per arricchire la narrazione.
  • I narratori interni del romanzo sono tre cafoni che si alternano, rendendo difficile identificare un protagonista fisso e permettendo a diversi personaggi di emergere nella storia.

Qual è l'origine di Ignazio Silone?

Chi l’avrebbe mai detto che un antico e oscuro luogo di contadini poveri nella Marsica, un paese di “cafoni” – braccianti, manovali, artigiani poveri –, fosse addirittura protagonista di un libro? Ignazio Silone, pseudonimo di Secondino Tranquilli, ne è l’autore. Egli nacque nel 1900 a Pescina dei Marsi, in provincia dell’Aquila, da una famiglia povera. Rimasto improvvisamente senza famiglia, a causa del terremoto della Marsica nel 1915, Silone comincia a frequentare i luoghi più poveri della città, dove ha sede la Lega dei contadini, e così comincia già da giovane ad assumere atteggiamenti rivoluzionari che lo orientano alla protesta contro il Fascismo e a parteggiare per il Socialismo; inevitabilmente questa scelta politica lo porterà ad agire nella clandestinità e ad andare in esilio in vari paesi. Scrive su molti giornali e ha un’attiva vita politica, anche quando da marxista diventa socialista cristiano. Nel corso della sua vita scrive numerose opere, tra le quali Fontamara e L’avventura di un povero cristiano, che sono considerate i suoi due capolavori. Dopo essere stato in vari luoghi, Silone nel 1945 si trasferisce in Germania, dove continuerà comunque la sua attività giornalistica fino alla sua morte, nel 1978, a causa di un ictus. La sua salma verrà poi spostata da Ginevra a Pescina dei Marsi.

Trama di Fontamara

Uno dei suoi capolavori è per l’appunto Fontamara, libro conosciuto e amato in tutto il mondo. Esso narra le tristi vicende di un paesino di cafoni, ovvero di contadini poveri e altre misere persone. La monotona vita di queste persone viene sconvolta dall'arrivo nel paese del cav. Pelino, un impiegato del comune venuto a raccogliere firme per una “petizione” del governo. Ma ben più sconvolgente è la vista da parte dei Fontamaresi di lavori di deviazione del fiume, unica risorsa d’acqua del paese. Le donne allora si recano nella città, dove, dopo essere state vergognosamente derise, riescono a capire che il mandante dell’opera è un certo Impresario, ricchissimo imprenditore fascista nominato anche podestà. Inevitabile è il conflitto tra i Fontamaresi e l’Impresario; alla fine, su intercessione dell’avvocato-demagogo don Circostanza, definito anche “Amico del Popolo” – anche se sarebbe più appropriata la nomea “Amico del Denaro” -, si giunge alla divisione per ¾ all'Impresario, e i rimanenti ¾ ai Fontamaresi. Una truffa quindi, che porterà via tutta l’acqua al paese. Intanto agli occhi del paese giunge la speranza di una ridistribuzione delle terre, alla vista di un camion che porta ad Avezzano. Ma ciò si rivelerà una delusione: infatti parteciperanno soltanto ad una cerimonia in onore del ministro, del prefetto e degli amministratori-che-non-rubano. Qualche tempo dopo a Fontamara si verifica una spaventosa irruzione delle camicie nere, che sparano verso la chiesa, violentano delle donne e, dopo aver fatto delle domande ai Fontamaresi, segnano il loro paese come nemico del regime. Si riapre poi la questione del fiume, che si conclude con la cessione totale della risorsa idrica per un periodo di tempo che dura cinquant'anni, ma che viene detto ai Fontamaresi come cinque lustri, trovando appoggio sulla loro ignoranza. L’assenza di acqua provoca, oltre alla fame, il suicidio di Teofilo, responsabile della chiesa; la partenza a Roma di Berardo Viola, il fontamarese più rivoluzionario, con in mente idee di libertà e di uguaglianza. Ma la sua partenza a Roma non porterà buoni frutti: Berardo non trova lavoro, anzi viene messo in carcere e lì giustiziato, per aver confessato di essere il Solito Sconosciuto, un uomo a cui i Fascisti attribuivano la colpa di tutte le stampe clandestine contro il regime. La vicenda si conclude con la spedizione punitiva dei Fascisti nei confronti di Fontamara, che intanto aveva avviato la produzione di un giornale che elencava tutte le ingiustizie commesse; la morte di personalità di rilievo nel paesino come il generale Baldissera e Scarpone, e la salvezza invece di Matalè, Giovanni e del loro figlio.

Critica e stile del romanzo

Il libro mi è piaciuto molto: la trama è lineare e dinamica, ci sono flashback che la rendono più interessante, il linguaggio è semplice cosicché è molto più facile immaginarle in bocca agli umili Fontamaresi. Nonostante sia nato come una critica al Fascismo, il romanzo ha numerosi caratteri condivisi col Verismo: ci sono, infatti, frasi come: >, oppure è frequente l’ironia sulla triste schiavitù dell’ignoranza: i ¾ e ¾ oppure i cinque lustri invece dei cinquant'anni ne sono un chiaro esempio. Un'altra vicenda che ci fa pensare al Verismo è senz'altro il finale, infatti alla fine sopravviveranno soltanto coloro che non lottarono contro il loro destino, ma che lo accettarono senza cercare di cambiarlo. Pertanto moriranno Berardo, il generale Baldissera e Scarpone, oltre a tanti altri che cercavano attivamente di fare qualcosa contro le ingiustizie commesse, non rispettando il destino dei cafoni, che sono “abituati a soffrire”.

Narratori e protagonisti

Interessante il fatto che la vicenda abbia come narratori interni tre cafoni: Matalè, Giovanni e il loro figlio, che si alternano però senza che venga segnalato nel libro, quindi sta all'attenzione del lettore capire chi è il narratore in un determinato momento. In ultimo, ma non per importanza, è da notare come non si possa stabilire un protagonista fisso, poiché nel corso del racconto se ne alternano vari. Credo che sia stato attribuito giustamente il titolo di “capolavoro” a questo libro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine di Ignazio Silone e come ha influenzato la sua scrittura?
  2. Ignazio Silone, nato nel 1900 a Pescina dei Marsi, proveniva da una famiglia povera e, dopo il terremoto del 1915, si avvicinò ai contadini e alla Lega dei contadini, sviluppando un forte impegno politico contro il Fascismo, che influenzò profondamente le sue opere, tra cui "Fontamara".

  3. Qual è la trama principale di "Fontamara"?
  4. "Fontamara" racconta le disavventure di un paesino di contadini poveri, i Fontamaresi, che si trovano a fronteggiare l'ingiustizia e l'oppressione da parte di un imprenditore fascista, culminando in una truffa che li priva della loro unica risorsa d'acqua.

  5. In che modo il romanzo "Fontamara" critica il regime fascista?
  6. Il romanzo critica il regime fascista attraverso la rappresentazione delle ingiustizie subite dai contadini, l'ironia sull'ignoranza popolare e il finale tragico, dove solo coloro che accettano passivamente il loro destino sopravvivono, evidenziando la schiavitù della condizione umana.

  7. Quali elementi stilistici caratterizzano "Fontamara"?
  8. "Fontamara" si distingue per la sua trama lineare e dinamica, l'uso di flashback e un linguaggio semplice, che rende le esperienze dei Fontamaresi più accessibili e reali, riflettendo anche influenze del Verismo.

  9. Chi sono i narratori di "Fontamara" e come si sviluppa la narrazione?
  10. I narratori di "Fontamara" sono tre cafoni, Matalè, Giovanni e il loro figlio, che si alternano nella narrazione senza segnalazioni chiare, rendendo il coinvolgimento del lettore fondamentale per seguire le diverse prospettive e la mancanza di un protagonista fisso.

Domande e risposte

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