Concetti Chiave
- Cecità di José Saramago è un romanzo che combina critica sociale e fantascienza apocalittica, esplorando tematiche profonde sulla condizione umana.
- L'epidemia di cecità inizia con un automobilista che perde la vista in modo misterioso, scatenando un contagio che colpisce rapidamente l'intera popolazione.
- Il governo rinchiude i contagiati in un ex manicomio, dove si sviluppano dinamiche sociali complesse, con abusi di potere e violenze tra i ciechi.
- La moglie del medico, unica immune, svolge un ruolo cruciale nel mantenere la speranza e nell'aiutare il gruppo a sopravvivere in un contesto di caos e brutalità.
- Il romanzo riflette sulla fragilità della razionalità umana e propone un messaggio di speranza, evidenziando l'importanza dell'umanità e della gentilezza in tempi difficili.
Cecità di José Saramago è un romanzo pubblicato nel 1996 edito da Einaudi. Nel romanzo è presente una forte vena di critica sociale e fantascienza apocalittica.
Qual è l'inizio dell'epidemia?
In una città e in un tempo mai nominati, un automobilista, che verrà poi chiamato il primo cieco, mentre attende al semaforo si accorge di essere diventato improvvisamente cieco. Infatti egli vede, non come accade comunamente, tutto bianco. Grazie ad un uomo (che si rivelerà un ladro approfittatosi della sua condizione di non vedente) ritorna a casa, dove racconta l'accaduto a sua moglie. I due si recano da un medico specialista, dove trovano un vecchio con una benda nera su un occhio, un ragazzino che sembrava strabico, accompagnato da una donna e una ragazza dagli occhiali scuri. Saranno questi i protagonisti anonimi del romanzo.
Diffusione e quarantena
Il medico, dopo aver esaminato l'uomo, non riesce a fornire una diagnosi. Uno dopo l’altro, il ladro di automobili, il medico, la moglie del primo cieco, vengono colpiti dalla strana malattia. L'epidemia si diffonde in tutta la città e il governo del paese decide di trasferire i contagiati in un ex manicomio, adibito per l’occasione a presidio per la quarantena. L’unica, misteriosamente, immune al contagio è la moglie del medico che, fingendo di aver perso la vista, si unisce al gruppo aiutandoli a sopravvivere.
Sopravvivenza e conflitti
Inizialmente, la distribuzione degli alimenti da parte delle guardie avviene regolarmente, ma ben presto i ciechi si ritrovano abbandonati, perché la cecità si diffonde anche tra i soldati e i politici, fino a colpire tutto il paese. Intanto negli edifici in cui i ciechi erano stati rinchiusi si organizzano nuove forme di società. I ciechi malvagi inizieranno a controllare la distribuzione del cibo per poter ricattare i più deboli e ottenere favori sessuali dalle donne. La moglie del medico riuscirà a uccidere il capo dei ciechi malvagi durante uno di questi stupri collettivi. Nel tentativo di rendere inoffensivi questi ultimi, un'altra donna dà fuoco ad un mucchio di coperte nella loro camerata, ma il fuoco si diffonde e finisce per avvolgere tutto l'edificio. La moglie del medico riesce però a salvare il gruppo di protagonisti ma molti ciechi muoiono nel mentre.
Giunta all'esterno dell'ex manicomio, la moglie del medico vedrà i risultati dell'epidemia. Infatti le strade sono disseminate di orrore e morte, mentre le persone, cieche anch’esse, lottano tra di loro per la sopravvivenza. Mentre il gruppo della moglie del medico cerca di organizzare la vita del gruppo, tutti i ciechi guariscono inspiegabilmente, senza alcuna ragione apparente, proprio come era sopraggiunta l'epidemia.
Riflessioni e speranza
Sono gli occhi sani della moglie del medico a guidare il lettore nel lento oblio della cecità bianca e di come questa muti le elementari leggi del vivere sociale.
Il tema fondamentale è una riflessione sulla razionalità e la ragione. Caratteristiche che dovrebbe distinguere gli esseri umani dagli animali ma che al tempo stesso, come teorizzano sia Hobbs che Saramago, vengono a meno nel momento in cui si ha paura di morire e gli istinti primordiali riaffiorano. Nonostante tutto Saramago non ci fa perdere la speranza, illuminando le stragi e le atrocità con l’umanità e la gentilezza, condite da perseveranza, della moglie del medico, che infatti ci porterà ad un lieto fine. Tramite questa metafora ci fa percepire la possibilità che tutti noi abbiamo di smettere di essere indifferenti verso l’utilizzo spasmodico della futilità nel mondo contemporaneo. Lo scopo di Saramago è paradossalmente aprirci gli occhi tramite il suo stile, i personaggi infatti non hanno nome e i dialoghi non sono segnalati in alcun modo, perché vuole farci sentire spiazzati come un cieco che debba riconoscere da che parte provenga una voce.
Domande da interrogazione
- Qual è l'evento scatenante dell'epidemia di cecità nel romanzo?
- Come reagisce il governo all'epidemia di cecità?
- Quali dinamiche sociali emergono tra i ciechi rinchiusi?
- Qual è il ruolo della moglie del medico nel romanzo?
- Qual è il messaggio principale che Saramago vuole trasmettere attraverso "Cecità"?
L'epidemia inizia quando un automobilista, il primo cieco, si accorge di essere diventato improvvisamente cieco, vedendo tutto bianco. Questo evento segna l'inizio di una catena di contagio che colpirà l'intera città.
Il governo decide di trasferire i contagiati in un ex manicomio, trasformandolo in un presidio per la quarantena, mentre la moglie del medico, immune al contagio, si unisce al gruppo per aiutarli a sopravvivere.
All'interno dell'ex manicomio, si sviluppano nuove forme di società, con alcuni ciechi che iniziano a controllare la distribuzione del cibo e a ricattare i più deboli, evidenziando il degrado morale in situazioni di crisi.
La moglie del medico è una figura centrale che, nonostante le avversità, dimostra umanità e gentilezza, guidando il gruppo e contribuendo a un finale positivo, simbolizzando la speranza in un contesto di caos.
Saramago riflette sulla razionalità umana e sulla perdita di essa in situazioni di paura, ma offre anche una visione di speranza, suggerendo che possiamo superare l'indifferenza e riscoprire la nostra umanità, come rappresentato dalla moglie del medico.