Concetti Chiave
- Cosimo Piovasco barone di Rondò scappa di casa all'età di dodici anni e decide di vivere sugli alberi, rinunciando al suolo per il resto della sua vita.
- Il romanzo presenta la trasformazione di Gian dei Brughi, un brigante che abbandona la criminalità grazie all'influenza positiva di Cosimo e alla sua passione per la lettura.
- La storia di Cosimo si intreccia con eventi storici importanti del Settecento, come la Rivoluzione francese e l'invasione napoleonica, vissuti dalla sua prospettiva sugli alberi.
- Il barone rampante è il primo libro di una trilogia che include anche "Il cavaliere inesistente" e "Il visconte dimezzato", esplorando temi di identità e redenzione.
- Il finale malinconico del romanzo evidenzia il contrasto tra la redenzione culturale di Gian dei Brughi e le dure leggi del tempo, come tortura e pena capitale.
L'incontro con Gian dei Brughi
Il protagonista del romanzo ha appena conosciuto (e salvato dall’inseguimento delle guardie) il temuto brigante Gian dei Brughi, cui vengono attribuiti, a torto o a ragione, tutti i misfatti compiuti nella zona.
Cosimo è diventato amico di Gian dei Brughi e gli ha fatto scoprire il piacere della lettura, rifornendolo regolarmente con i libri della biblioteca di famiglia e procurandosene altri dai librai. Anzi, la voracità con cui Gian dei Brughi divora le opere trovare da Cosimo contagia il giovane stesso. Immersosi nelle pagine dei maggiori successi letterari dell’epoca, il brigante abbandona le sue imprese criminali e si redime.
Ma tra i suoi ex-complici serpeggia lo scontento e cova tradimento.
Qual è la vita sugli alberi di Cosimo?
Cosimo Piovasco barone di Rondò vive in Liguria tra metà Settecento e primi decenni dell’Ottocento. Il conflitto con l’autoritario padre lo porta a fuggire di casa all’età di dodici anni e andare a vivere sugli alberi. È il 15 giugno 1767. non tornerà più al suolo e passerà tutto il resto della sua esistenza sui rami e tra le fronde, prima ragazzo, poi giovane, infine adulto e vecchio.
Dall’alto degli alberi il barone “rampante” vede scorrere la Storia: i fermenti riformatori dell’Europa settecentesca, la Rivoluzione francese, l’invasione napoleonica. Sempre arrampicato sugli alberi, mantiene bene o male i rapporti con la famiglia, legge i romanzi alla moda e i filosofi, si innamora, amministra i suoi beni, fa amicizie, si occupa di un cane bassotto che battezza Ottimo Massimo. In piena Restaurazione, malato e ormai agonizzante, Cosimo si aggrappa a una mongolfiera di passaggio e scompare.
Il barone rampante e la trilogia
Il barone rampante fa parte di una trilogia (dal titolo i nostri antenati) cui appartengono anche Il cavaliere inesistente e il visconte dimezzato.
Nel romanzo Il barone rampante troviamo inizialmente l’esilarante ritratto di un bandito “rammollito” dalla lettura, secondo il punto di vista dei malfattori che si nascondono nel bosco facendosi scudo della terribile fama di Gian dei Brughi, in realtà, come si direbbe al giorno d’oggi, riabilitato dal contatto con la cultura. Della redenzione di Gian dei Brughi non tengono però conto le leggi del tempo, che hanno i loro pilastri nella tortura e nella pena capitale. E l’episodio, mutando toni, sfuma verso il malinconico finale.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della scelta di Cosimo di vivere sugli alberi?
- Come influisce la lettura sulla vita di Gian dei Brughi?
- Qual è il contesto storico in cui si svolge la vita di Cosimo?
La decisione di Cosimo di fuggire di casa e vivere sugli alberi rappresenta una ribellione contro l'autorità paterna e un desiderio di libertà. Questa scelta lo porta a osservare la Storia dall'alto, mantenendo relazioni e interessi culturali, come evidenziato nel testo.
La lettura, introdotta da Cosimo, trasforma Gian dei Brughi, che abbandona le sue attività criminali e si redime grazie alla voracità con cui si immerge nei libri. Questo cambiamento, però, genera tensioni tra i suoi ex-complici, come descritto nel testo.
La vita di Cosimo si colloca tra la metà del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, un periodo caratterizzato da fermenti riformatori, la Rivoluzione francese e l'invasione napoleonica, che lui osserva dalla sua posizione sugli alberi, come riportato nel testo.