Concetti Chiave
- Il titolo "Avorio" evoca un'immagine preziosa, sottolineando l'uso innovativo del colore che trasmette significato attraverso l'immagine.
- Tempo e spazio creano un'atmosfera irreale, con il tramonto che simboleggia transizioni tra vita e morte, e un Oriente mitico che riflette la formazione classica del poeta.
- Il passaggio dal presente al futuro nei verbi evidenzia un cambiamento da un mondo idilliaco a uno squallido, riflettendo speranza e disillusione del poeta.
- La poesia alterna descrizioni oggettive a soggettive, mettendo in evidenza la solitudine esistenziale del poeta, accentuata dall'allitterazione che crea inquietudine.
- Il verbo gioca un ruolo cruciale, non solo indicando azioni, ma contribuendo al continuo mutamento delle cose, fondamentale per l'atmosfera del componimento.
Immagini preziose e colori
Il titolo allude a una immagine preziosa che sembra quasi un ricamo su una lamina di avorio, appunto. D’altra parte, è stato da più parti evidenziato lo straordinario uso del colore nelle liriche di Avvento notturno, raccolta di cui la lirica fa parte: è come se il poeta affidasse alla pura immagine il valore semantico della parola. In Avorio, ad esempio, le fonti rosse sembrano appena uscite dalla tavolozza di un pittore e richiamano alla mente i paesaggi dei metafisici cavalli di De Chirico. In questo senso possiamo considerare il brano in questione un vero e proprio esperimento di poesia visiva.
Che relazione c'è tra tempo, spazio e mitologia?
Il tempo e lo spazio contribuiscono a creare un’atmosfera di irrealtà. Il tramonto, ad esempio, allude alla fine del giorno e all’inizio della notte, ma anche al passaggio dalla vita alla morte, dalla felicità al dolore. Allo stesso modo il paesaggio stranito e allucinato si traduce nella presenza di un Oriente mitico, lontano sia nello spazio (il Medio Oriente) sia nel tempo (la Grecia ellenistica). Appare chiaro qui il sottile gioco intellettualistico e culturale: le immagini risentono della formazione classica del poeta che, dal mondo greco, giunge, attraverso il neoclassicismo, fino a Pascoli e a D’annunzio. Così, alle figure mitiche (le vele, ad esempio, che richiamano le imprese degli Argonauti) si sovrappone un Medio Oriente realistico (la ventilate fanciulle portano alla mente le danzatrici orientali).
Cambiamenti di registro e verbi
Il cambiamento di registro tra la prima e la seconda parte è evidenziato anche dal diverso uso delle forme verbali. Il presente dei vv.1-8 (parla, esulta, lavan, battono, si muovono) descrive una natura idilliaca, un mondo pacato e ridente in cui sembra riflettersi il sogno d’amore del poeta. Si assiste quindi al passaggio dal presente dei primi versi al futuro dei tre versi successivi (correranno, guarderanno), in cui prende forma lo slancio speranzoso dell’autore verso il futuro (il motivo del viaggio fantastico verso un Oriente vagheggiato ed irreale). Lo stesso tempo verbale è utilizzato al verso 12 (attingerò), ma con connotazioni del tutto diverse: sfumato il sogno d’amore, il domani appare ormai squallido e arido. Si spiega allora il ricorso, nei versi successivi, a un tempo passato “continuativo” (l’imperfetto di violavano, stavano, era) che qui sembra dare a tutta la chiusa della poesia un ritmo notturno e sepolcrale. Del resto, è già l’apertura del componimento, con quel parla posto così in rilievo, a denotare l’importante funzione che l’autore attribuisce al verbo. Spesso anticipato rispetto al soggetto, non solo va ad indicare azioni, ma contribuisce in maniera significativa ad attuare quel continuo trasformarsi delle cose che appare una costante di questo componimento.
Descrizione e solitudine
“Ma dove attingerò io la mia vita/ ora che il tremebondo amore è morto?” dei vv.12-13. La prima parte è caratterizzata da una lunga descrizione di taglio oggettivo, cui segue una seconda parte, più soggettiva, in cui tutte le cose appaiono come filtrate dalla condizione di grande solitudine esistenziale vissuta dal poeta. Lo smarrimento del suo stato d’animo è messo ancor più in rilievo dall’allitterazione (tremebondo amore è morto), dove la ripetizione della consonante r contribuisce a dare a tutta la frase un senso di inquietudine e di trepidazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del titolo "Avorio" nella poesia?
- Come si intrecciano tempo e spazio nella poesia?
- Qual è il ruolo dei cambiamenti di registro verbale nella poesia?
- In che modo la descrizione influisce sulla percezione della solitudine del poeta?
- Qual è l'importanza del verbo nella poesia?
Il titolo allude a un'immagine preziosa, simile a un ricamo su una lamina di avorio, e riflette l'uso straordinario del colore nelle liriche di "Avvento notturno", dove le immagini assumono un valore semantico profondo.
Il tempo e lo spazio creano un'atmosfera di irrealtà, con il tramonto che simboleggia il passaggio dalla vita alla morte e un Oriente mitico che richiama la formazione classica del poeta, mescolando elementi storici e mitologici.
I cambiamenti di registro verbale evidenziano il passaggio da un presente idilliaco a un futuro speranzoso, fino a un passato "continuativo" che conferisce un ritmo notturno e sepolcrale, riflettendo il cambiamento dell'umore del poeta.
La poesia inizia con una descrizione oggettiva, ma evolve in una soggettiva che rivela la grande solitudine esistenziale del poeta, accentuata dall'allitterazione che trasmette inquietudine e trepidazione.
Il verbo ha un'importante funzione espressiva, spesso anticipato rispetto al soggetto, non solo indica azioni ma contribuisce a rappresentare il continuo trasformarsi delle cose, una costante nel componimento.