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La previsione probabilistica

A differenza delle previsioni a breve termine, che mirano a prevedere il verificarsi di un sisma in un intervallo di tempo di ore o, al massimo, di giorni, le previsioni a lungo termine indicano la probabilità che un terremoto di una certa magnitudo si verifichi in una data area in un determinato arco di tempo. In altre parole, questo tipo di previsioni fornisce una stima statistica dell'ampiezza della vibrazione del terreno in una data area, per un intervallo di tempo prefissato.

Le previsioni a lungo termine si basano sull'idea che i terremoti siano un fenomeno ripetitivo o ciclico. Dopo un terremoto, infatti, le rocce riprendono ad accumulare deformazione elastica fino a una nuova rottura. Uno dei principali strumenti utilizzati per questo tipo di previsione è quindi rappresentato dai cataloghi sismici, cioè dall'insieme delle testimonianze storiche e dei dati strumentali che permettono di ricostruire la storia sismica di una certa regione. In tal modo è possibile individuare le aree in cui i terremoti di una certa intensità sono stati più frequenti. Si giunge cosi alla valutazione della pericolosità sismica per una data area, che consiste nel programmare l'uso ottimale del territorio e la normativa edilizia più adatta per la costruzione degli edifici.

Anche per la penisola italiana sono state predisposte carte di pericolosità sismica che indicano il massimo grado di intensità di un terremoto che ci si può aspettare in base ai dati storici. Esse sono utili alle amministrazioni locali per progettare le nuove costruzioni con tecniche antisismiche adeguate e avviare interventi sulle abitazioni già costruite.

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