Concetti Chiave
- La Russia è il paese più vasto al mondo, con una geografia diversificata che comprende catene montuose, bassopiani e i laghi più estesi d'Europa.
- La popolazione russa è concentrata principalmente nella parte europea, con città importanti come Mosca e San Pietroburgo, mentre la Siberia è in gran parte disabitata.
- Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, la Russia ha avviato una transizione verso il libero mercato, ma molti settori rimangono sotto il controllo statale e gestiti da oligarchi.
- Il settore energetico rappresenta una parte significativa dell'economia russa, con abbondanti risorse minerarie, ma è necessaria una modernizzazione delle infrastrutture per migliorare l'industria estrattiva.
- La Russia affronta sfide economiche come il rallentamento dovuto alla crisi finanziaria e alle difficili relazioni con l'Occidente, con una parte della popolazione che vive sotto la soglia di povertà.
Geografia e clima della Russia
La Russia è lo stato più vasto del mondo: occupa una determinata area fra il mar Baltico a ovest, il mar Glaciale Artico a nord e l'oceano Pacifico a est. La catena degli Urali divide la parte europea da quella asiatica. Il territorio europeo è occupato dal bassopiano Sarmatico e chiuso a sud dalla catena del Caucaso. Nel territorio asiatico si susseguono a ovest il bassopiano Siberiano, al centro estesi altipiani, a est catene montuose che culminano nella penisola di Kamčatka. La Russia è attraversata da numerosi e lunghi fiumi, in buona parte navigabili solo nel periodo estivo, che si gettano per lo più nel mar Glaciale Artico. I maggiori sono la Luna, lo Jenisej, l'Ob e il Volga (che alimenta il mar Caspio). Tra i numerosissimi laghi spiccano per importanza il Ladoga e l'Onega, i più estesi d'Europa, e nella parte asiatica il mar Caspio, il lago salato più grande del mondo, e il Bajkal, il più profondo.
Data la vastità del territorio, da nord a sud si incontrano tre principali tipologie climatiche: il clima subpolare, il clima continentale freddo, il clima continentale arido.
Popolazione e distribuzione demografica
La Russia è la nazione con il maggior numero di abitanti in Europa, tuttavia la popolazione è distribuita in modo ineguale sul territorio e si trova per lo più nella parte europea, dove si concentra il potere politico ed economico; in quella asiatica vive circa un quinto degli abitanti totali (molte aree della Siberia sono praticamente disabitate). Di conseguenza, nella regione europea si trovano anche le città maggiori, tra cui la capitale Mosca (12 milioni di abitanti) e San Pietroburgo (circa 5 milioni); nella regione asiatica il centro più
popoloso è Novosibirsk (1,5 milioni). Negli ultimi decenni, complessivamente, la popolazione è diminuita di alcuni milioni di individui. Un lieve aumento della natalità ha portato in pareggio il saldo naturale, ma si profila il declino demografico e per scongiurarlo il governo di Mosca sta favorendo l'immigrazione di russi dalle altre repubbliche nate dalla dissoluzione, nel 1991, dell'Unione Sovietica. L'etnia prevalente è quella russa (81%), mentre tra le minoranze i gruppi più consistenti sono i tatari e gli ucraini. I conflitti etnici e religiosi che hanno contribuito alla dissoluzione dell'Urss sono ancora oggi vivi. Grandi tensioni attraversano la regione del Caucaso e, in particolare, la Cecenia è stata per anni teatro di una violentissima guerra. A partire dal 2014, inoltre, è scoppiato un conflitto tuttora in corso nell'Ucraina, dove le regioni orientali, a maggioranza etnica russa, hanno manifestato l'intenzione di render si indipendenti per riavvicinarsi alla Russia. Nel marzo di quell'anno, la Crimea, penisola ucraina, attraverso un'operazione militare di forze filorusse e un referendum (considerato illegittimo dalla comunità internazionale), è stata annessa alla Federazione Russa.
Storia politica e conflitti
Con la rivoluzione del 1917 e l'abbattimento del potere zarista, si aprì per la Russia l'esperienza del comunismo, portatrice di un cambiamento economico e politico radicale: la proprietà privata fu abolita, l'economia fu guidata dallo stato e al potere si impose un unico partito, il Partito comu nista, che accentra in sé tutti i poteri e di fatto eliminava ogni forma di democrazia. Nel 1922 nacque l'Urss, riconosciuta come stato-guida da numerosi paesi che si schierarono con il blocco sovietico.
I costi della competizione con gli Stati Uniti all'epoca della guerra fredda (corsa agli armamenti, conquiste spaziali, aiuti economici e militari ai paesi alleati) e quelli derivanti dalla mancanza di democrazia e di libertà economica si rivelarono altissimi sprechi, inefficienza dell'apparato produttivo, condizioni di vita al limite della povertà per vasti strati della popolazione, mancanza di beni di consumo e di prima necessità, tecnologia superata in molti settori, burocrazia elefantiaca, corruzione dilagante.
Nel 1991, travolta dalla volontà di cambiamento che percorse tutto l'Est europeo e che trovò il proprio simbolo nella caduta del muro di Berlino (1989), l'Unione Sovietica crollò.
Economia e transizione post-sovietica
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica per la Russia è iniziata una fase, non ancora pienamente realizzata, di transizione economica verso il libero mercato. Durante tale transizione, però, i settori trainanti dell'economia russa sono rimasti saldamente nelle mani dello stato, attraverso la creazione di grandi gruppi economici affidati ai cosiddetti oligarchi, ricchi uomini d'affari in molti casi provenienti dalla burocrazia dell'ex Partito comunista. Negli anni novanta del secolo scorso le difficoltà legate al cambio di regime sono state superate grazie ai prestiti del Fondo monetario internazionale e agli investimenti esteri, che hanno consentito al paese una notevole crescita, al punto da essere incluso nel gruppo dei BRICS (con Brasile, India, Cina e Sudafrica), ossia fra le economie più dinamiche del mondo.
La crisi finanziaria internazionale del 2008 e, più recentemente, il calo del prezzo di gas, petrolio e altre materie prime, di cui la Russia è uno dei principali paesi esportatori, hanno però fatto segnare un rallentamento. Inoltre i rapporti non sempre facili con le potenze occidentali rendono prudenti gli investitori stranieri dai quali provengono i capitali necessari per compensare i limiti di un mercato di consumo interno molto debole: circa il 20% della popolazione vive infatti sotto la soglia nazionale di povertà.
Risorse naturali e industria
Circa un quarto del Pil russo deriva dall'esportazione di risorse energetiche. La Russia, infatti, dispone di risorse minerarie abbondanti e molto diversificate: nichel, cobalto, oro, diamanti, platino, manganese, uranio, mercurio, cromite, carbone, petrolio, gas naturale e altro ancora. L'industria estrattiva, molto sviluppata, necessita tuttavia di investimenti e di infrastrutture più adeguate, anche perché gli impianti si trovano per lo più in Siberia, dove le condizioni climatiche sono molto difficili. La produzione di energia è assicurata da impianti termici (alimentati da gas, petrolio e carbone), idrici e nucleari, a loro volta molto obsoleti.
Agricoltura e industria
Nel settore agricolo è in atto un ampio processo di privatizzazione e ammodernamento. Molte aziende collettive e di stato dell'epoca sovietica sono diventate imprese private, spesso di notevoli dimensioni. Le coltivazioni sono concentrate soprattutto nella parte meridionale della Russia europea, più adatta sia il clima sia per la fertilità dei suoli. Si produce per conto cereali, patate, girasoli, soia, lino. Sono rilevanti le attività forestali e l'allevamento (la Russia è uno dei maggiori produttori mondiali di carne e latte).
L'apparato industriale, ancora di epoca sovietica, è per lo più tecnologicamente superato e necessita di ammodernamento. Nell'industria si segnalano per importanza i comparti metallurgico, siderurgico, petrolchimico, meccanico, cantieristico e bellico, che è in via di potenziamento. Sono invece poco sviluppati i comparti ad alta tecnologia, a eccezione dell'industria aeronautica e aerospaziale.
Settore terziario e infrastrutture
Il terziario è in crescita, ma una quota significativa del settore è rappresentata dall'apparato pubblico. Crescono i servizi bancari e finanziari, soprattutto a Mosca, dove c'è la sede della più importante Borsa del paese.
Il turismo può contare su un vasto patrimonio storico e artistico, ma richiede notevoli investimenti in strutture, che invece scarseggiano. Analoghi problemi si riscontrano nei settori delle telecomunicazioni e della ricerca, che tuttavia possono contare su buone competenze scientifiche e tecniche.
La Russia dispone di una rete stradale insufficiente e per i trasporti commerciali sono molto utilizzate le vie navigabili interne. Le comunicazioni tra la parte europea e quella asiatica sono assicurate da collegamenti aerei e dalla ferrovia transiberiana, che si estende per più di 9000 km tra Mosca e Vladivostok.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche geografiche della Russia?
- Come è distribuita la popolazione russa?
- Qual è l'impatto della storia politica sulla Russia contemporanea?
- Quali sono le risorse naturali e i settori economici principali della Russia?
- Quali sono le sfide infrastrutturali che affronta la Russia?
La Russia è il paese più vasto del mondo, con un territorio che si estende dal mar Baltico al mar Glaciale Artico e all'oceano Pacifico. È divisa dagli Urali in una parte europea e una asiatica, con importanti fiumi e laghi, come il Volga e il Bajkal, e tre principali tipologie climatiche: subpolare, continentale freddo e arido.
La popolazione russa è in gran parte concentrata nella parte europea, dove si trovano le città principali come Mosca e San Pietroburgo. Solo un quinto degli abitanti vive nella parte asiatica, che presenta molte aree disabitate, e la popolazione complessiva è in calo, con il governo che promuove l'immigrazione per contrastare il declino demografico.
La rivoluzione del 1917 ha portato alla nascita dell'Urss e a un regime comunista che ha eliminato la democrazia. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, la Russia ha avviato una transizione economica, ma ha affrontato sfide significative, tra cui la corruzione e la mancanza di libertà economica.
La Russia è ricca di risorse minerarie e energetiche, con un quarto del Pil derivante dalle esportazioni di queste risorse. Tuttavia, l'industria estrattiva e quella agricola necessitano di modernizzazione, e il settore terziario è in crescita, ma con una forte presenza dell'apparato pubblico.
La Russia presenta una rete stradale insufficiente e dipende molto dalle vie navigabili per i trasporti commerciali. Le comunicazioni tra le regioni europee e asiatiche sono garantite dalla ferrovia transiberiana, ma ci sono carenze nelle infrastrutture turistiche e nei settori delle telecomunicazioni e della ricerca.