Concetti Chiave
- I conflitti in Medio Oriente hanno radici storiche che risalgono all'impero Ottomano e si sono intensificati dopo la Prima Guerra Mondiale, creando rivalità tra diverse etnie e religioni.
- La geografia del Medio Oriente è caratterizzata dalla presenza di risorse petrolifere e da una predominanza della religione islamica, con la situazione di Israele che contribuisce all'instabilità nella regione.
- In Africa, i conflitti armati hanno ostacolato lo sviluppo economico, aggravati da problemi come carestie e rivalità per il controllo delle risorse naturali.
- Negli ultimi dieci anni, il Medio Oriente ha visto un aumento dei conflitti in paesi come Siria, Yemen e Iraq, con un picco di morti registrato nel 1988 durante la guerra Iran-Iraq.
- L'Africa affronta gravi minacce terroristiche, in particolare nelle regioni del Sahel e del bacino del lago Ciad, dove attacchi terroristici hanno portato a insicurezza e crisi umanitarie persistenti.
Conflitti in Africa e Medio Oriente
In questo appunto vengono descritti i conflitti che si sono verificati e continuano a colpire l’Africa e il Medio Oriente. Si descrive la situazione del Medio Oriente, le sue caratteristiche geografiche, la situazione dell'area africana, i conflitti in Medio Oriente, i conflitti in Africa e il terrorismo.
Quali sono le origini e divisioni del Medio Oriente?
Il Medio Oriente ha origini antichissime: la sua derivazione è attribuibile all’impero Ottomano che termina nel 1922 d.C, dopo mille anni di storia, momento in cui subisce una suddivisione subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Inizialmente questa zona era divisa in base alle etnie, alle religioni, alle tribù. La religione predominante era quella musulmana, ma al suo interno si era creata una faida: nel 622 dopo la morte di Maometto, tra sunniti e sciiti scoppiò una rivalità. Gli sciiti, che sono una maggioranza molto forte, si suddivisero in altre sottospecie religiose.
In Medio Oriente, vi sono circa cinquemila minoranze raggruppate in seicento milioni di persone per diverse cause:
- identità etnica
- identità religiosa
- identità culturali negate
A causa del crescente squilibrio sociale e al forte aumento di crescita della popolazione, il processo di globalizzazione dell'economia non è riuscito a raggiungere gli obiettivi stabiliti come negli altri Paesi, infatti il Medio oriente, insieme al Caucaso, rappresenta l'area del pianeta più instabile nel quale si concentrano la maggior parte delle risorse mondiali di petrolio e vivono molte minoranze etnico-linguistiche.
Geografia e risorse del Medio Oriente
Da un punto di vista geografico, il Medio Oriente comprende Stati che sono bagnati dal Mar Mediterraneo e Stati che si affacciano sul Mar Rosso, sul Golfo Persico e sul Mar Arabico. Ciò che accomuna tutti i Paesi presenti in quella zona è la religione islamica e le grandi risorse di petrolio. La presenza dello Stato d'Israele è la causa principale dell'instabilità del Medio Oriente.
Conflitti e instabilità in Africa
Per quanto riguarda il continente Africano, si può dire che lo sviluppo del Paese è avvenuto attraverso i conflitti armati, anche a causa delle carestie e dell'impossibilità di sviluppare attività economiche in forma stabile. Con la fine della Guerra Fredda, molti Paesi africani hanno cercato un equilibro tra loro, ma ciò ha causato problematiche riguardo il controllo delle grandi piantagioni agricole e delle immense ricchezze minerarie.

Conflitti recenti in Medio Oriente
Nell’ultimo decennio, i conflitti si sono concentrati maggiormente nel Medio Oriente, come in Siria, Yemen, Iraq e Turchia. In generale, la concentrazione dei conflitti armati è cambiata drasticamente nel corso degli anni a partire dalla Seconda Guerra Mondiale fino ad oggi. L'anno che ha causato più morti in Medio Oriente è stato il 1988, quando sono state registrate più di 300.000 morti legate alle battaglie, la maggior parte delle quali nella guerra Iran-Iraq. Dal 2014, le morti legate alle battaglie sono in costante calo, il che è in gran parte attribuibile alla riduzione dell'escalation in Iraq e Siria.
Alcuni Paesi dell’Africa come la Libia, il Sud Sudan, la Repubblica Centrafricana, il Mozambico settentrionale, l’Etiopia e le regioni nord-occidentali e sud-occidentali del Camerun sono diventati, nell’ultimo periodo, dei centri di conflitti. Ad esempio, in Etiopia la guerra civile è iniziata nel 2020, diventando sempre più catastrofica per il Paese. Il governo federale si era posto l’obiettivo di reprimere i progressi del Fronte di liberazione popolare del Tigray mentre si stava manifestando nel Paese una vera crisi umanitaria.
Terrorismo e instabilità in Africa
Anche nel 2022, l’Africa ha continuato ad affrontare la minaccia del terrorismo nelle regioni del Sahel e del bacino del lago Ciad, nell'Africa orientale, nel Corno e nella provincia settentrionale di Cabo Delgado e in Mozambico, mentre la situazione nei Paesi del Sahel non è diminuita, causando insicurezza e crisi umanitarie.
Nello specifico il Burkina Faso, il Mali e il Niger continuano a subire notevoli attacchi terroristici. La zona che si trova al confine tra Liptako-Gourma tra i tre Paesi è molto instabile. Il governo del Burkinabè è stato sottoposto a numerose pressioni pubbliche per affrontare con decisione l'estremismo violento.
La situazione è simile nel bacino del lago Ciad, con gli attacchi terroristici di Boko Haram. Anche i normali conflitti locali si sono riversati in tutto il Paese aumentando insicurezza in tutta la regione. Le azioni portate avanti dai governi in risposta alla crisi nel bacìno del lago Ciad hanno causato la riduzione dei mezzi di sussistenza per le donne e ciò ha comportato gravi ripercussioni su molte famiglie.
L’attacco terroristico in Uganda fa comprendere come la minaccia terroristica continuerà a rappresentare per l'Africa centrale, l'Africa orientale e il Corno una piaga per ancora moltissimi anni. La diffusione della minaccia dal Sahel ai Paesi costieri dell'Africa occidentale è messa in evidenza dalla ripresa degli attacchi nella Costa d'Avorio settentrionale, vicino al confine con il Burkina Faso. La Costa d'Avorio continua a subire numerosi attacchi e il timore è che l'estremismo violento possa colpire altre parti del Paese e Stati limitrofi come Ghana, Benin e Togo, quindi il continente africano deve porre molta attenzione al terrorismo, limitandolo per ridurne la diffusione perché andrebbe a destabilizzare la pace e prosperità del Paese.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini storiche del Medio Oriente?
- Qual è la situazione delle minoranze nel Medio Oriente?
- Quali sono le principali cause di instabilità in Africa?
- Quali conflitti recenti si sono verificati in Medio Oriente?
- Qual è la situazione del terrorismo in Africa?
Il Medio Oriente ha origini antichissime, risalenti all'impero Ottomano, che si è concluso nel 1922. La suddivisione dell'area è avvenuta dopo la Prima Guerra Mondiale, con divisioni basate su etnie, religioni e tribù, tra cui la rivalità tra sunniti e sciiti (testo).
Nel Medio Oriente ci sono circa cinquemila minoranze, rappresentanti di identità etnica, religiosa e culturale, che vivono in un contesto di crescente instabilità e squilibrio sociale (testo).
L'instabilità in Africa è spesso legata a conflitti armati, carestie e difficoltà nello sviluppo economico. Dopo la Guerra Fredda, i tentativi di equilibrio tra i Paesi hanno portato a problematiche nel controllo delle risorse agricole e minerarie (testo).
Negli ultimi dieci anni, i conflitti in Medio Oriente si sono intensificati in Paesi come Siria, Yemen, Iraq e Turchia, con un picco di morti nel 1988, ma un calo delle morti legate ai conflitti dal 2014 (testo).
Nel 2022, l'Africa ha affrontato gravi minacce terroristiche, in particolare nelle regioni del Sahel e del bacino del lago Ciad, con attacchi significativi in Paesi come Burkina Faso, Mali e Niger, e una crescente diffusione della minaccia verso altre aree (testo).