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Concetti Chiave

  • La determinazione dell'epicentro richiede la registrazione delle onde P e S in almeno tre stazioni sismiche per tracciare circonferenze che indicano l'intersezione del punto esatto.
  • La profondità dell'ipocentro si calcola utilizzando almeno 10 sismogrammi, e i terremoti vengono classificati in superficiali, intermedi e profondi in base alla loro profondità.
  • I sismografi moderni, essenziali per registrare il movimento del suolo, utilizzano una massa sospesa per trasmettere i dati su carta o in forma numerica, evitando i rumori di fondo.
  • Il sismografo registra i movimenti del suolo attraverso un pennino su una striscia di carta, con strumenti che variano in sensibilità e robustezza.
  • Per analizzare i movimenti del suolo, ogni stazione sismica impiega tre sismografi: uno per la direzione verticale e due per le direzioni orizzontali.

Qual è la determinazione della posizione dell'epicentro?

Grazie alla dromocrona si può sapere la distanza dell’epicentro dal sismografo, è importante registrare il tempo di arrivo delle onde P ed S per poi vedere sul diagramma il punto corrispondente. Per sapere la posizione dell’epicentro bisogna sapere la distanza di almeno 3 stazioni dall’epicentro, quindi tracciare su una carta geografica 3 circonferenze con centro nelle 3 stazioni e con raggio la distanza dall’epicentro e l’intersezione fornisce la posizione dell’epicentro.

Profondità dell'ipocentro e classificazione dei terremoti

Per sapere la profondità dell’ipocentro bisogna possedere almeno 10 sismogrammi. I terremoti possono essere: superficiali (0-70 km), intermedi (70-300) e profondi (terremoto più profondo: Giappone 700 km).
All’inizio vennero costruiti i sismoscopi che individuavano la direzione dell’epicentro. Il sismografo registra il movimento del suolo e dà la possibilità di studiarlo successivamente. Esso si basa sull’inerzia di una massa sospesa che resta immobile anche quando il suolo fa muovere il supporto, un pennino attaccato alla massa lascia una traccia su una striscia di carta che ruota per mezzo di un rullo che si muove in base al suolo. Per analizzare il movimento del suolo si usano 3 sismografi per stazione: uno che si muove in verticale (movimenti suolo alto-basso) e due in orizzontale (nord-sud e est-ovest). Prima la registrazione era a stilo (su carta affumicata) oggi può essere anche in forma numerica su nastro magnetico. Esistono vari tipi di strumenti alcuni più sensibili, altri più robusti e altri in grado di registrare onde lunghe. I sismografi moderni non registrano i rumori di fondo (costantemente presenti).

Domande da interrogazione

  1. Come si determina la posizione dell'epicentro di un terremoto?
  2. La posizione dell'epicentro si determina utilizzando la dromocrona per calcolare la distanza dal sismografo e registrando il tempo di arrivo delle onde P ed S. È necessario avere dati da almeno 3 stazioni per tracciare circonferenze su una mappa, la cui intersezione indica l'epicentro.

  3. Qual è l'importanza della profondità dell'ipocentro nella classificazione dei terremoti?
  4. La profondità dell'ipocentro è fondamentale per classificare i terremoti in superficiali (0-70 km), intermedi (70-300 km) e profondi (fino a 700 km, come nel caso del Giappone). Per determinarla, sono necessari almeno 10 sismogrammi.

  5. Quali strumenti vengono utilizzati per registrare il movimento del suolo durante un terremoto?
  6. Si utilizzano sismografi, che registrano il movimento del suolo grazie all'inerzia di una massa sospesa. Ogni stazione impiega 3 sismografi: uno per i movimenti verticali e due per quelli orizzontali. I sismografi moderni possono registrare in forma numerica e sono progettati per escludere i rumori di fondo.

Domande e risposte

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