Concetti Chiave
- Il traffico di neonati dalla Bulgaria evidenzia un pregiudizio di valore legato al sesso, con neonati maschi venduti a prezzi significativamente più alti rispetto alle femmine.
- Le politiche cinesi degli anni Ottanta hanno portato all'infanticidio di neonate e all'aborto selettivo, a causa della preferenza culturale per i figli maschi.
- Le donne rappresentano la maggioranza della forza lavoro agricola in molti paesi poveri, ma le discriminazioni contribuiscono a un'alta mortalità femminile e a condizioni di vita difficili.
- Nelle aree sviluppate, solo 80 donne lavorano per ogni 100 uomini, mentre nei paesi poveri il numero scende a 60, con le donne spesso in posizioni di lavoro meno retribuite.
- Le donne affrontano ostacoli sociali e culturali significativi per accedere a ruoli di leadership politica, con solo il 16% di rappresentanza in incarichi ministeriali anche nelle regioni più emancipate.
Che cos'è il traffico di neonati dalla Bulgaria?
Qualche anno fa la stampa diffuse la notizia della scoperta di un traffico di neonati provenienti dalla Bulgaria e venduti a coppie italiane. Il costo andava dai cinquemila euro necessari per acquistare una femmina ai diciassettemila per un maschio.
La notizia non deve stupire: sono ancora in tanti a pensare che un figlio maschio valga di più di una figlia femmina. Si tratta di un pregiudizio duro da estirpare.
Le lotte per l’emancipazione femminile ebbero inizio nella seconda metà dell’Ottocento in Inghilterra e negli Stati Uniti. Fu in quel periodo che si formarono i primi gruppi di suffragette,cosi chiamate perché chiedevano l’estensione del suffragio (voto) alle donne.
Da allora molta strada è stata fatta,ma molta ne resta ancora da fare perché cessi la discriminazione nei confronti delle donne.
Politiche cinesi e infanticidio
Negli anni Ottanta i governo cinese,per frenare la crescita demografica, impose alle famiglie un solo figlio:la conseguenza di questa politica fu la diffusione dell’infanticidio delle neonate e dell’aborto dei feti di sesso femminile.
Ancora oggi queste pratiche sono diffuse.
La preferenza dei cinesi nei confronti dei figli maschi è infatti causata dalla mentalità contadina che ritiene il maschio più adatto a lavorare nelle campagne,e quindi più in grado di mantenere la famiglia.
Discriminazioni e mortalità femminile
Eppure in molti paesi poveri sono proprio le donne la maggioranza della forza lavoro nel settore agricolo. Non solo : sono loro che approvvigionano la famiglia di acqua che vendono i prodotti nei mercati locali.
In queste aree le pesanti discriminazioni rendono la mortalità femminile cosi alta da far parlare di >: come fanno infatti le bambine a crescere costrette a vivere in condizioni disumane? Le differenze di trattamento,infatti,non si fermano alla nascita: in molti casi, i genitori prediligono sui figli maschi persino nella nutrizione o nella cura della salute.
Due terzi degli analfabeti nel mondo sono donne. La scarsa istruzione abbassa le opportunità di trovare un impiego.
Disparità lavorative e diritti negati
Per ogni 100 uomini che lavorano,le donne sono 80 nelle aree sviluppate e 60 nei paesi poveri. In alcune zone dell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente su 100 lavoratori le donne sono meno del 30%. Inoltre vengono loro offerte posizioni lavorative più basse, quindi meno remunerative. In molti paesi del Terzo mondo solo all’uomo è riconosciuto il diritto alla proprietà.
Le donne non possono possedere una casa o un terreno. Inoltre si assiste a una recrudescenza di pratiche come la lapidazione,le pene corporali inflitte pubblicamente,la mutilazione genitale,i matrimoni forzati,la violenza domestica, lo stupro e la schiavitù. Nelle aree più evolute del pianete,invece,la parità è riconosciuta per legge,ma non sempre è un dato di fatto.
Ostacoli politici per le donne
Inoltre,anche se con l’aumento della scolarizzazione sempre più donne sono impiegate nelle professioni,nelle grandi aziende e nella pubblica amministrazione stentano ad ottenere incarichi direttivi. Per non parlare della politica. Nonostante infatti sia stato dimostrato coma la presenza di donne renda i governi più stabili e meno corrotti, persino nelle aree in cui l’emancipazione è maggiore le donne sono solo il 16% di colore che hanno incarichi ministeriali.
Le ragioni di questa situazione vanno cercate nella struttura dei partiti e nell’organizzazione della vita politica: gli ostacoli che impediscono alle donne di raggiungere i vertici della politica sono dunque sociali e culturali.
Domande da interrogazione
- Qual è la situazione del traffico di neonati dalla Bulgaria?
- Quali sono le conseguenze delle politiche cinesi sul genere femminile?
- Qual è il legame tra discriminazione e mortalità femminile nei paesi poveri?
- Quali sono le disparità lavorative tra uomini e donne?
- Quali ostacoli affrontano le donne nella politica e nelle posizioni dirigenziali?
Negli ultimi anni, è emerso un traffico di neonati dalla Bulgaria, venduti a coppie italiane a prezzi che variano da cinquemila euro per una femmina a diciassettemila per un maschio, evidenziando un pregiudizio persistente che attribuisce un valore maggiore ai figli maschi.
Le politiche cinesi degli anni Ottanta, che limitavano le famiglie a un solo figlio, hanno portato a pratiche di infanticidio e aborto selettivo delle neonate, a causa della preferenza culturale per i figli maschi, considerati più utili per il lavoro agricolo.
Nei paesi poveri, le donne, che costituiscono la maggioranza della forza lavoro agricola, affrontano pesanti discriminazioni che contribuiscono a una mortalità femminile elevata, aggravata da una cura e nutrizione inadeguate rispetto ai maschi.
A livello globale, per ogni 100 uomini che lavorano, ci sono solo 80 donne nelle aree sviluppate e 60 nei paesi poveri, con le donne spesso relegati a posizioni lavorative inferiori e senza diritti di proprietà, specialmente nei paesi del Terzo mondo.
Nonostante l'aumento della scolarizzazione, le donne faticano a ottenere incarichi direttivi e ministeriali, rappresentando solo il 16% in tali ruoli, a causa di ostacoli sociali e culturali radicati nella struttura dei partiti e nella vita politica.