Concetti Chiave
- Spinoza distingue tra definizioni semplici, che sono nominali, e definizioni perfette, che spiegano le cause della realtà definita.
- Il filosofo cerca di formulare definizioni causali, che contengano la spiegazione intrinseca di ciò che viene definito.
- La prima definizione di Spinoza è la "causa sui", che rappresenta Dio come essenza che implica l'esistenza.
- Le realtà finite, secondo Spinoza, sono limitate e necessitano di una causa esterna per esistere, a differenza di Dio.
- Il pensiero di Spinoza parte dall'Assoluto, considerato fondamentale per la filosofia moderna e per comprendere la realtà.
Qual è la definizione secondo Spinoza?
Definizione è quell’enunciato che spiega l’oggetto in esame. Secondo Spinoza, vanno distinte definizioni meramente nominali, semplici spiegazioni dei termini, dette definizioni semplici, da quelle che contengono indicazioni delle cause della realtà di ciò che viene definito, dette definizioni perfette. Definire significa fornire un concetto che contiene tutto ciò che è necessario a comprendere la causa di ciò che è, oltre che la cosa stessa; deve perciò essere un’idea completa, esaustiva, totalizzante, che contenga implicitamente in sé tutte le cose.
Il problema delle definizioni causali
Il problema di Spinoza sta, anzitutto nel ricercare alcune definizioni che non siano semplicemente nominali, ma causali, cioè che contengano implicitamente la spiegazione (la causa) di ciò che si vuol definire.
Partendo da queste definizioni si ottengono, come in matematica, talune proposizioni e dimostrazioni; quest’ultime sono concatenazioni rigorose che conducono, attraverso una serie di passaggi, da certi assiomi a necessarie conclusioni.
Le definizioni di Spinoza
1 La prima definizione posta da Spinoza è quella di causa sui, intendendo ciò la cui essenza implica l’esistenza, definizione che già nella tradizione scolastica ed in Cartesio (su cui basava l’argomento ontologico) indicava Dio, quella realtà che è causa di se stesso, appunto causa sui e natura naturante, in quanto Dio e gli attributi sono considerati come causa.
2 La seconda definizione concerne tutto ciò che non è Dio, ovvero le realtà finite, finite in quanto limitate da qualcosa dello stesso genere.
Ma una realtà finita è tale perché non è determinata e definita da se stessa, bensì da qualcos’altro dello stesso genere. La realtà è, in tal modo, qualcosa che ha bisogno di una causa e si deve necessariamente riferire a qualcosa che è causa di se stesso; il punto di partenza è originale rispetto a Cartesio dal momento che Spinoza parte col pensare l’assoluto (sciolto dal resto, che non ha bisogno di altro per esistere), o meglio con un pensiero che pensa l’assoluto, cioè quel concetto che non dipende da altri concetti e per questo valido: quindi quello di Spinoza è un pensiero che parte da Dio, o almeno da quel concetto di causa incausata che la tradizione scolastica chiamava Dio. Proprio per questo, secondo Hegel, Spinoza è il vero filosofo della modernità perché ci ha spiegato che per pensare filosoficamente bisogna partire dall’Assoluto.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra definizioni semplici e definizioni perfette secondo Spinoza?
- Qual è il problema principale che Spinoza affronta riguardo alle definizioni?
- Come Spinoza definisce la causa sui e quale importanza ha nel suo pensiero?
Spinoza distingue tra definizioni semplici, che sono mere spiegazioni nominali, e definizioni perfette, che contengono le cause della realtà di ciò che viene definito, fornendo un'idea completa e totalizzante (come indicato nel testo).
Il problema principale di Spinoza è la ricerca di definizioni causali, che non siano solo nominali, ma che contengano implicitamente la spiegazione della causa di ciò che si intende definire (come descritto nel testo).
La causa sui è definita da Spinoza come ciò la cui essenza implica l'esistenza, identificandola con Dio, che è considerato causa di se stesso. Questo concetto è fondamentale nel suo pensiero, poiché rappresenta l'assoluto da cui parte la sua filosofia (come evidenziato nel testo).