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Concetti Chiave

  • L'analisi di Marx sulla merce-uomo evidenzia come l'operaio, acquistato dal capitalista, produca valore attraverso la sua forza-lavoro, ricevendo in cambio salari basati sul costo del suo sostentamento.
  • Il plusvalore rappresenta il lavoro non pagato che l'operaio svolge oltre il suo necessario, generando profitto per il capitalista e dimostrando lo sfruttamento della forza lavoro.
  • La formula D – M - D' illustra come il denaro speso per l'acquisto di merci possa generare un ritorno economico maggiore, evidenziando il meccanismo di accumulazione del capitale.
  • Marx distingue tra capitale costante, investito in macchinari e materie prime, e capitale variabile, legato ai salari, sottolineando che il profitto deriva solo dal capitale variabile.
  • Il sistema capitalistico permette l'accumulazione di ricchezza attraverso il profitto, mentre nel sistema precapitalistico il denaro funge solo da intermediario senza generare accumulazione.

Analisi della merce-uomo

Dall’analisi delle merci, Marx è condotto a studiare la merce-uomo, ovvero l’operaio, che viene acquistato dal capitalista affinché produca altre merci, in virtù della forza delle sue braccia (forza-lavoro). In cambio, il capitalista paga l'operaio sulla base del valore dei corrispondenti beni necessari per la sopravvivenza sua e della sua famiglia.

Dunque, il salario dell'operaio – proletario e l'equivalente del valore dell’operaio, che consiste essenzialmente nel costo dei mezzi necessari al suo sostentamento.

Il concetto di plusvalore

Supponiamo, ad esempio, che l'operaio lavori effettivamente 12 ore al giorno, ma che in 8 ore riesca a produrre una quantità di merce capace di coprire le spese del mantenimento di sè stesso e della propria famiglia; il suo salario corrisponderà a quello di 8 ore lavorative. le rimanenti quattro ore di lavoro costituiscono un tempo di lavoro supplementare, in cui l'operaio produce merce non pagata dal capitalista. questo lavoro non pagato, che crea valore non pagato, viene definito da Marx plusvalore.

Il plusvalore dipende, dunque, dal plus lavoro, cioè dal lavoro in più svolto dall’operaio e offerto gratuitamente al padrone. dal plus valore deriva il profitto del capitalista, che pertanto sfrutta la forza lavoro dell'operaio a proprio vantaggio.

Formula del capitale e profitto

Quanto detto può raffigurarsi con la seguente formula: D – M - D', dove D è il denaro speso per l’acquisto della merce; M rappresenta la merce e D' è il denaro guadagnato. Questa formula mostra bene il fenomeno anche visivamente: il denaro genera più denaro di quello speso.

Tale accumulazione non ricorre nel modo di produzione precapitalistico, che può essere illustrato con la seguente formula: M – D – M, dove M è la merce, D il denaro e M ancora una merce.

In questo caso non c’è accumulazione di ricchezza, ma uno scambio merce- denaro- merce. l'elemento caratteristico di questo processo precapitalistico e la funzione del denaro come semplice intermediario per l'acquisto di beni da usare nella vita quotidiana.

Distinzione tra capitale costante e variabile

Il profitto non si identifica con l’intero plusvalore, anche se dipende da esso. Per capire questo fatto occorre tenere presente la distinzione operata da Marx tra il capitale costante, cioè il capitale investito nel macchinario della fabbrica e nelle materie prime, e il capitale variabile, cioè il capitale investito nei salari pagati agli operai. il plus valore dipende dal capitale variabile, non da quello costante. Dunque, per calcolare il profitto del capitalista – cioè il suo effettivo guadagno - dobbiamo sottrarre dal plusvalore, in termini percentuali, gli investimenti necessari per l'acquisto, il rinnovo e la manutenzione delle macchine. In definitiva, il profitto è sempre una quantità inferiore rispetto al plusvalore, dal quale comunque deriva.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto di merce-uomo secondo Marx?
  2. La merce-uomo rappresenta l'operaio, la cui forza-lavoro viene acquistata dal capitalista per produrre altre merci, ricevendo in cambio un salario basato sul valore dei beni necessari per la sua sopravvivenza e quella della sua famiglia.

  3. Come si definisce il plusvalore e qual è la sua origine?
  4. Il plusvalore è il valore creato dall'operaio durante il tempo di lavoro supplementare non retribuito, che genera profitto per il capitalista sfruttando la forza lavoro dell'operaio, come spiegato nel testo.

  5. Qual è la formula che rappresenta il processo di accumulazione del capitale secondo Marx?
  6. La formula D – M - D' illustra come il denaro speso per l'acquisto di merci genera un guadagno maggiore, evidenziando il fenomeno dell'accumulazione di capitale nel sistema capitalistico.

  7. Qual è la differenza tra capitale costante e capitale variabile e come influisce sul profitto?
  8. Il capitale costante si riferisce agli investimenti in macchinari e materie prime, mentre il capitale variabile riguarda i salari degli operai. Il profitto del capitalista deriva dal plusvalore, ma è sempre inferiore a quest'ultimo poiché deve considerare gli investimenti nel capitale costante.

Domande e risposte

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